Galapagos esempio di civiltà

Il rispetto e l’amore per la natura parte dal no definitivo alla tradizionale pirotecnia di fine anno

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Se l’arcipelago vulcanico dell’Oceano Pacifico è divenuto negli anni una delle destinazioni preferite al mondo per l’osservazione della natura incontaminata lo si deve soprattutto al regno animale e alla salvaguardia del suo ecosistema. E’ comprensibile pertanto come, l’inedito provvedimento appena approvato dal Consiglio di governo, con il quale si proibisce definitivamente la pirotecnia tradizionalmente utilizzata per fine anno, sia stato accolto dalla Presidentessa Lorena Tapia Nùnez con particolare enfasi “ un regalo per l’Ecuador e per il mondo”.

In un 2018 avaro di risultati importanti su clima e biodiversità, tanto che il WWF nell’analisi dei dati dell’anno appena trascorso usa termini perentori di annus horribilis, il provvedimento varato nelle Galapagos riaccende il forte messaggio dell’urgenza di assumere misure in difesa della natura e delle specie animali.

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Quando ci dimentichiamo di questa urgenza, accadono cose che nessun commento riuscirebbe a spiegare meglio di una fotografia.

Secondo le stime del Wwf, in Italia sono almeno 5.000 gli animali che, in una sola notte, perdono la vita a causa dei festeggiamenti di fine anno, una pratica violenta e pericolosa spesso collegata a fenomeni di illegalità.

Se l’uomo ha una capacità uditiva tra i 15 hertz per le frequenze infrasuoni e sopra i 15.000 hertz per quelle denominate ultrasuoni, cani e gatti dimostrano capacità uditive di gran lunga superiori: il cane fino a 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz.

I botti di Capodanno creano negli animali stress e spavento così forti da indurli a fuggire drammaticamente con le conseguenze evidenziate in foto. Negli esemplari femmine “in attesa” ricoverate in allevamenti, frequenti sono i casi di aborto da spavento.

Negli uccelli i botti causano vere crisi di panico che li spinge a fuggire terrorizzati dai loro ricoveri. Volando al buio per chilometri, perdono l’orientamento andando a morire sbattendo contro cavi elettrici o alberi. Gli esemplari che riescono a trovare rifugio su di un albero muoiono assiderati per la mancanza di un riparo.

Per gli animali il rumore dei fuochi di artificio è simile a quello delle bombe e per un cane lanciarsi da un balcone o da un terrazzo può sembrare l’unico modo di sfuggire ad una guerra.

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La lotta contro i botti di Capodanno anche quest’anno vede impegnati i sindaci della maggior parte dei comuni italiani e delle associazioni animaliste impegnate nella sensibilizzazione contro petardi e mortaretti.

Confermate da nord a sud le ordinanze di divieto con sanzioni, per chi viola le disposizioni, fino a 500 euro. Da Trieste a Reggio Calabria, i provvedimenti variano per ciascuna amministrazione così come le multe e gli archi temporali in cui i divieti verranno applicati. In alcuni comuni, soprattutto dove si terranno concerti in piazza, è fatto altresì divieto di introdurre e consumare bevande in bottiglie di vetro o lattine.

Un segnale particolarmente tangibile, stile Galapagos, si registra a Parma con il “Nuovo regolamento contro i botti in tutta la città e tutto l’anno”. Con l’approvazione delle modifiche sul disposto legislativo urbano si è deliberata l’aggiunta dell’art. 8 bis al regolamento di Polizia Urbana fortemente voluta dal gruppo consiliare Effetto Parma che si è fatto carico delle sollecitazioni dei cittadini che ogni anno, in corrispondenza del Capodanno, chiedono all’Amministrazione di tutelare il benessere dei propri animali. E’ intanto attiva una campagna pubblicitaria di sensibilizzazione dal titolo “Loro a te lo farebbero? Scegli consapevolmente il tuo divertimento. Ogni botto è un colpo al cuore”, iniziativa sostenuta dall’associazione animalista OIPA Parma.

Ai meno sensibili alla questione animalista, tornerà utile tenere bene a mente il costo con cui grava l’assurda tradizione dei botti di fine anno, in termini sociali di morti e feriti. C’è poi un aspetto poco conosciuto che riguarda l’inquinamento atmosferico, soprattutto a causa delle polveri e dei metalli pesanti liberati dalle esplosioni. Durante il passaggio del nuovo anno si registra un aumento delle polveri sottili, superiore a quello dell’attività di numerosi inceneritori. Proprio ciò che è accaduto a Londra quando nel 2000, i fuochi per le celebrazioni del millennio immisero nell’aria più veleni di quanti, in un secolo, ne avrebbe potuto produrre un qualunque inceneritore.

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Per evitare che, per proprietari amorevoli di pets un momento di allegria si trasformi in fonte di ansia, l’Organizzazione internazionale protezione animali ha redatto e diramato un decalogo a tutela degli amici a quattro zampe nella notte di San Silvestro.

Tra gli accorgimenti da prendere c’è quello di tenere gli animali lontani dai luoghi dove vengono scoppiati i petardi. Se la cosa non è possibile, il suggerimento è quello di non lasciare cani o gatti soli; tenerli in casa con le imposte chiuse che attutiscono il rimbombo dei botti. Sarà utile anche alzare il volume di televisione o radio per non far sentire loro le esplosioni.

"La loro prima volontà - afferma Sergio Bottino, coordinatore dei servizi extra-veterinari di Ca’ Zampa, il primo gruppo di cliniche veterinarie integrate che nascono per prendersi cura non soltanto della salute, ma anche del benessere degli animali da compagnia - è di cercare un luogo dove rintanarsi, aspettando che le cose ritornino alla normalità".

Per evitargli traumi, gli esperti consigliano di preparare l’animale all’esposizione ai forti rumori, contenendolo al guinzaglio se si tratta di un cane, senza consolarlo, con assoluta indifferenza. In questo modo il cane o il gatto avrà un primo momento di avvicinamento ad una situazione per lui estrema e non consueta.

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"Dopo questa prova, la sera di Capodanno quando si scateneranno rumori, suoni e luci - aggiunge Bottino - il vostro pet sarà pronto a sopportare quella che per lui è una sorta di aggressione acustica, avendola già in parte vissuta in precedenza. I rumori e i suoni saranno quindi per lui un evento conosciuto e comprenderà che si tratta di un episodio momentaneo che si esaurirà a breve".

In questa fase il proprietario dovrà tenere il proprio animale in sicurezza, dargli modo di raggomitolarsi nella sua cuccia o - se è un cane - tenerlo al guinzaglio vicino a lui. Non è necessario né consolarlo, né dargli premi in cibo o carezze.

Il cane deve trovare dentro di sé le risorse per superare il disagio e sentire che il proprietario è tranquillo e indifferente, il gatto deve avere la libertà di andare a nascondersi nell’angolo di casa che preferisce. Se il pet dovesse avvertire agitazione o ansia nel padrone diventerebbe esso stesso più inquieto.

Per il 2019, e per un futuro sostenibile, sarebbe opportuno augurare all’umanità maggior buonsenso e rispetto per tutto ciò che ci circonda nella speranza che l’unica esplosione possibile rimanga quella di gioia.

Maria Cristina Negro

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