Governo, aria di crisi?

Manovra, Consulta respinge ricorso Pd - Tav e trivelle, le sfide di Salvini - Slittano quota 100 e reddito - No profit, stop a ’stangata’ Ires

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Governo, aria di crisi?

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"Una crisi di governo è possibile e potrebbe anche essere prima delle Europee". E’ quanto sostengono con l’AdnKronos autorevoli fonti della Lega, convinte che, per quanto pubblicamente lo stesso Matteo Salvini smentisca questa ipotesi, la crisi sia ineludibile: "Come si fa ad andare avanti così? Tav sì, tav no, migranti sì, migranti no, Pedemontana sì, Pedemontana no. Non può durare una situazione così comica".

Le fonti, certe di un nuovo successo della Lega, indicano le regionali del 9 e 10 febbraio in Abruzzo come il momento di un possibile ’redde rationem’ con gli alleati del M5S; al massimo subito dopo le elezioni europee del 26 maggio.

LEGA - Sulla vicenda è intervenuto l’ufficio stampa della Lega, precisando che il lancio AdnKronos ’Governo: fonti Lega, crisi dietro l’angolo, anche prima delle Europee’ è "falso e privo di ogni fondamento". L’AdnKronos prende atto della smentita ma sottolinea come la notizia sia stata confermata da diverse fonti di primissimo piano della stessa Lega.

SALVINI - Su eventuali tensioni all’interno del governo giallo-verde, in serata, parlando a ’Porta a Porta’, il vicepremier Matteo Salvini ha detto: "Andiamo avanti. Il governo va avanti, nonostante gli uccelli del malaugurio".

Manovra, Consulta respinge ricorso Pd

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Ricorso inammissibile. E’ quanto ha stabilito la Corte Costituzionale in merito al ricorso presentato dal Pd in cui, con 37 senatori, si sollevava un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, riguardo alle modalità e ai tempi con i quali il Senato ha approvato la legge di bilancio 2019.

Il ricorso, ricorda la nota della Consulta, denunciava "la grave compressione dei tempi di discussione del disegno di legge, che avrebbe svuotato di significato l’esame della Commissione Bilancio e impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione".

I giudici costituzionali hanno anzitutto ritenuto che "i singoli parlamentari sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro". Però, "il ricorso è stato dichiarato inammissibile".

"La contrazione dei lavori per l’approvazione del bilancio 2019 - osserva la Corte - è stata determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto, sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali, sia da nuove regole procedimentali". Tutti fattori che "hanno concorso a un’anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei".

In queste circostanze, la Consulta "non riscontra nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento".

Tav e trivelle, le sfide di Salvini

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Le due sfide ai partner di governo, Matteo Salvini, le lancia nel salotto di Bruno Vespa: "Trivellare vicino alla costa no, ma dire no per partito preso a ricerche di energia in mezzo al mare no" afferma il leader della Lega a ’Porta a Porta’, tornando sul caso delle trivellazioni, dopo la decisione del M5S di fare retromarcia e sospenderle con un emendamento. "Non possiamo far finta che il mondo si sia fermato" sottolinea Salvini.

Sul tema che ha dato filo da torcere ai 5 Stelle negli ultimi giorni, interviene anche la sottosegretaria all’Ambiente in quota Lega, Vannia Gava. "Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire No come quella che sta alla base dell’emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle - va giù dritta la sottosegretaria -. È sbagliato bloccare le autorizzazioni per le trivelle: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo".

Ma nei pensieri di Salvini, non c’è solo il tema trivelle. Mentre all’orizzonte si profila il no alla Tav dell’analisi costi benefici, Salvini apre definitivamente la strada al referendum sull’alta velocità: "O è un no ben motivato o chiediamo un parere agli italiani", dice ancora a ’Porta a Porta’, mentre poco prima il capogruppo del Carroccio a Montecitorio, Riccardo Molinari, aveva annunciato il sostegno della Lega alla manifestazione si Tav in piazza Castello a Torino. Una posizione che fa infuriare il senatore torinese pentastellato Alberto Airola. "La Lega alla manifestazione pro-Tav? Una vergogna", sbotta con l’Adnkronos, dichiarandosi "allibito dalla violazione del contratto di governo" che a suo avviso starebbe commettendo il Carroccio di Matteo Salvini.

Il leader leghista però non si scompone e anzi, smentisce le tensioni che secondo alcune fonti si starebbero registrando all’interno del governo giallo-erde: "Andiamo avanti. Il governo va avanti - sottolinea da Vespa - nonostante gli uccelli del malaugurio".

Slittano quota 100 e reddito

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Slittano ancora reddito di cittadinanza e quota 100. Il Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto tenersi in queste ore, salvo cambi di programma dell’ultimo minuto, si terrà la settimana prossima. A rallentare la ’corsa’ gli scontri tra i due alleati di governo sulla disabilità.

Salvo nuovi colpi di scena, il Cdm sulle due misure bandiera del governo gialloverde dovrebbe tenersi mercoledì prossimo. Inizialmente la riunione del consiglio dei ministri sembrava destinata a slittare a venerdì 18, ma ora il rinvio del viaggio di Luigi Di Maio negli States sembra aver accelerato la tabella di marcia dell’atteso provvedimento.

Conferma sulla tempistica arriva poi dal sottosegretario al ministero dell’Economia, Massimo Garavaglia, che - intervenendo a ’Sky Tg24’ - fa sapere che il decreto legge con le norme su reddito e quota 100 sarà comunque varato ’’la settimana prossima’’.

Ma sui motivi che hanno portato allo slittamento dell’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, Garavaglia si limita a parlare del capitolo di cui si è occupato in prima persona, la riforma delle pensioni: ’’Noi aspettiamo da anni di mettere una pezza alla Fornero, che ha creato tanti danni a cittadini. Bisogna fare tutto bene’’.

Intanto a Palazzo Chigi è in calendario un Consiglio dei ministri ma su misure in scadenza: in odg non dovrebbe esserci nemmeno il nodo della presidenza Consob, nonostante Di Maio abbia ufficializzato il nome di Marcello Minenna.

Il nodo della disabilità è stato affrontato mercoledì durante il vertice in tarda serata tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vicepremier: Di Maio avrebbe ribadito che il reddito di cittadinanza è una misura a contrasto della povertà, dunque destinata ad aiutare anche quei 260mila disabili che vivono sotto la soglia di povertà assoluta e che, per tutti loro, il reddito sarà svincolato dall’accesso al mondo del lavoro e dalla trafila dei centri d’impiego.

I soldi per fare di più - il ragionamento emerso durante il vertice tra i tre - al momento non ci sono. Ma i prossimi giorni saranno decisivi per chiudere questo nuovo fronte. Dalle file del M5S sottolineano - come ha fatto lo stesso Di Maio - che il reddito di cittadinanza ’viaggia’ insieme a quota 100, dunque rallentare il via libera alla misura vorrebbe dire frenare anche il restyling della legge Fornero.

No profit, stop a ’stangata’ Ires

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Regime fiscale agevolato transitorio per le attività del mondo del Terzo Settore e impegno per fermare la ’stangata’ sull’Ires prevista in manovra. E’ quanto emerge da una nota di Palazzo Chigi, "in attesa dell’entrata in vigore della riforma del Codice del Terzo settore". E intanto il governo, "nelle prossime settimane, metterà in piedi un regime fiscale agevolato transitorio", "calibrato sull’esigenza di non penalizzare enti che svolgono attività non profit" si legge nella nota diramata dopo l’incontro tra il premier e il mondo no profit, in cui si ribadisce la volontà del governo di "intervenire per ricalibrare la tassazione Ires come modificata nell’ultima Legge di Bilancio".

"Verrà inoltre costituita in tempi brevi la cabina di regia per il Terzo Settore, in collegamento con il Registro Unico che, come assicurato nel corso dell’incontro, sarà anch’esso istituito al più presto".

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si legge nella nota, ha ricevuto a Palazzo Chigi "una delegazione del Forum del Terzo settore e i rappresentanti di Emergency, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio e Cottolengo, organizzazioni non profit che svolgono nel Paese numerose attività di grande rilievo in ambito sociale. L’incontro, a cui era presente anche il sottosegretario al Lavoro con delega al Terzo Settore, Claudio Durigon, si è rivelato un’importante occasione di confronto diretto con la categoria, per discutere di un’agenda sociale sui principali temi del paese in cui il Terzo settore è ogni giorno in prima linea. Il presidente del Consiglio ha ribadito quanto sia determinante per questo governo il ruolo che il mondo del Terzo Settore riveste". Da qui l’impegno per fermare la ’stangata’ sull’Ires prevista in manovra e l’impegno immediato per un regime fiscale agevolato transitorio. Di "incontro positivo" ha parlato lo stesso Durigon, lasciando l’incontro. La soluzione per lo stop alla cosiddetta ’stangata’ Ires in manovra "verrà inserito nel prossimo dl utile", "abbiamo trovato le coperture".

Redazione

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