Greta Thunberg: la ragazzina che sta umiliando il parlamento svedese

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Tutti noi conosciamo la storia di Nicolas Hulot, l’ex ministro dell’ambiente francese dimessosi dal suo incarico in seguito ad una serie di divergenze con il Presidente Macron. Negli ultimi giorni, sono stati in molti ad erigere Hulot a paladino delle battaglie in favore di una società più ecologista. Eppure, non tutti sanno che in Svezia la battaglia per un mondo più pulito e meno inquinato viene combattuta da una protagonista ben più insospettabile e apparentemente innocua, ma non per questo meno determinata: Greta Thunberg.

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Quando Benjamin Wagner, all’età di soli ventisei anni, coronò il suo sogno di diventare un insegnante, probabilmente non si sarebbe aspettato di trovare fra i banchi della sua prima aula una ragazza indipendente e irrefrenabile come Greta. Era la classica adolescente diversa da tutte le altre, una di quelle persone che non hanno bisogno di molto tempo per farsi notare. Le spalle strette e il corpo gracile la facevano apparire ancora più piccola dei suoi quindici anni; due lunghe trecce bionde incorniciavano un viso dominato da un inconfondibile sguardo astuto, malizioso, perfino un po’ provocatorio, lo sguardo di chi sembra voler sfidare tutto e tutti. Fin da subito, il professore intuisce che Greta non è una ragazza comune: è una sognatrice, una di quelle persone che vogliono a tutti i costi cambiare il mondo, non importa quanto possa essere difficile. Del resto, di sfide facili nella vita della ragazzina devono essercene state ben poche: da piccola le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, un disturbo evolutivo dello spettro autistico, eppure col tempo è riuscita a comprendere cha la sua malattia non era una debolezza, ma una forza. Già, perché in una società omologata come quella odierna, le persone differenti sono forse le uniche ad avere la grinta per diventare davvero speciali, ed è quello che Greta ha sempre provato a fare.

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Durante la sua infanzia, iniziò ad arrabbiarsi quando si rese conto che ogni volta che in tv si parlava del surriscaldamento globale, i genitori cambiavano canale e la costringevano a guardare i cartoni animati. All’inizio, non comprendeva perfettamente quali fossero le conseguenze del cambiamento climatico: non perché fosse stupida, ma semplicemente perché non le sembrava realistico che innanzi ad un problema simile così tanti governi potessero rimanere indifferenti. Con gli anni, Greta ha acquisito una nuova consapevolezza e, come sempre capita in questi casi, ha dovuto fare i conti con la realtà: il nostro pianeta è realmente a rischio.

Quasi subito, iniziò a leggere diversi libri sull’argomento (costringendo peraltro i genitori a fare lo stesso), iniziò a documentarsi nel modo più approfondito possibile su questa tremenda e spesso sottovalutata questione; tuttavia, l’episodio che avrebbe cambiato per sempre la sua vita, sarebbe giunto solamente quest’estate. Durante quello che viene ricordato come il più caldo mese di agosto della storia svedese, infatti, ben 80 roghi hanno provocato la distruzione di migliaia di ettari nei boschi lapponi, costringendo il governo svedese a chiedere aiuto ai corpi forestali degli altri stati Europei per placare gli incendi. Per Greta era abbastanza. Non era possibile continuare a rimanere a guardare… non per lei, almeno.

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Da quasi tre settimane, ha iniziato a manifestare innanzi al parlamento svedese esponendo cartelli contro le politiche ambientali del suo Paese e, contestualmente, rifiutandosi di andare a scuola. L’obiettivo? Sensibilizzare l’opinione pubblica ovviamente, ma anche costringere le autorità nazionali a porre una maggiore attenzione al tema dell’ambiente: se infatti occorre dire che la Svezia, secondo alcuni autorevoli studi, entro il 2045 sarà in grado di adottare esclusivamente energie rinnovabili, secondo Greta è indispensabile accelerare i tempi.

“Sciopero perché gli adulti stanno sputando sul nostro futuro - ha dichiarato la ragazza - Voglio sentirmi sicura quando cammino verso casa la sera. Quando siedo nella Metro. Quando dormo la notte. Ma ora non mi sento sicura. Come potrei sentirmi sicura quando so che stiamo fronteggiando la crisi più grave nella storia dell’umanità? Quando so che se non agiamo ora, poi sarà troppo tardi per tutti?”

La sua battaglia ha subito ottenuto una serie di consensi da parte non solo dei suoi coetanei, ma perfino del mondo della politica: “Sono profondamente colpito dal coraggio e dalla determinazione di Greta” ha affermato il parlamentare verde Janine Alm Ericson.

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Al contempo, sono in molti ad essere rimasti perplessi dal fatto che la ragazza ha sostanzialmente deciso di non recarsi a scuola se non quando la sua personalissima crociata sarà terminata. In merito a questo, tuttavia, Greta sembra aver trovato un inaspettato e prezioso sostegno morale proprio da parte del suo professore, Benjamin Wagner, il quale ha asserito che quando ha conosciuto Greta si è subito reso conto del fatto che era “una piantagrane che non ascolta mai gli adulti” ma, allo stesso tempo, ha altresì dichiarato che in un’epoca così irragionevole, forse, l’unica arma rimasta a nostra disposizione per evitare la catastrofe è proprio quella di essere a nostra volta irragionevoli.

Per quando riguarda la nostra protagonista, quando un giornalista le ha chiesto per quale motivo avesse sospeso i suoi studi, ha risposto: “A che serve andare a scuola, in un mondo in cui il parere degli scienziati viene ignorato?”. Anche in questo caso, la giovane studentessa non sembra avere poi tutti i torti.

Gianmatteo Ercolino

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