IL BARI È IN C! VINCE A TROINA E TORNA TRA I PROFESSIONISTI DOPO UN ANNO

CORNACCHINI: “QUESTA È LA PROMOZIONE DI TUTTI, MA GRAZIE ALLA SOCIETA’ E A QUESTO STREPITOSO PUBBLICO”

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Si aspettava solo il triplice fischio finale e poi tutti a festeggiare la 18ma promozione sotto il settore riservato ai tifosi biancorossi con l’applauso scrosciante di tutto lo sportivo pubblico del Troina che, nonostante la sconfitta, ha voluto omaggiare una squadra che ha più che meritato questa promozione. E Troina, indubbiamente, resterà una delle note più felici di questa serie D.

Finalmente! si potrebbe dire - anche perché, probabilmente, sarà stato questo il pensiero dominante dei tifosi biancorossi in questo ultimo periodo. Già, perché la promozione era lì a portata di mano, ma non arrivava mai. Ma “finalmente”, anche perché si torna a giocare tra i professionisti e perché il primo passo è stato fatto. Certo, si è ancora lontani dai palcoscenici che contano, ma bisogna passare da qui.

Un traguardo che, in realtà, è sfuggito nelle ultime settimane quando sembrava già tutto fatto, quando probabilmente si pensava solo a festeggiare. Ma la determinazione della Turris – che non ha mai mollato – con la complicità di un Bari a riserva d’energie fisiche e mentali hanno reso questo finale di campionato un po’ più elettrizzante. In effetti, solo un po’, perché la promozione non è mai stata messa seriamente in discussione anche se le ultime due vittorie sono state sofferte.

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Non era facile vincere neppure a Troina, ma questo gruppo, questo Bari, ormai deciso a chiudere la stagione, lo ha fatto con merito conquistando così la ventitreesima vittoria stagionale, la decima in trasferta ed eguagliando il record di vittorie esterne di Antonio Conte raggiunto nella stagione 2008/2009. Certo, ha un peso specifico diverso rispetto alla serie B, ma è pur sempre un primato. Per il Troina, invece, che veniva da undici risultati utili consecutivi – con 5 vittorie e 6 pareggi - si tratta della settima sconfitta di questo campionato, la seconda in casa.

LA PARTITA –

Con il 3-5-2 il tecnico del Troina, Giuseppe Boncore, manda in campo: Polizzi, Lo Cascio, Bonfini, Ruano Didiba, Boscaglia, Saba, Sidibe, Adeyemo, Buffa (73’, Tourè), Musso. Con lo stesso modulo il tecnico del Bari Giovanni Cornacchini, schiera: Marfella, Turi, Cacioli, Mattera, Aloisi (53’, Quagliata), Hamlili, Langella, Piovanello (87’, Liguori), Nannini, Simeri, Iadaresta (79’, Feola).

Il primo tempo, sostanzialmente equilibrato e giocato a ritmi bassi, è piuttosto avaro di emozioni con il Troina che mantiene un maggior possesso palla ed il Bari che prova a ripartire. Dopo una mezz’ora, circa, senza tiri nello specchio della porta, però, cambia l’inerzia della partita.

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Simeri entra in area e viene letteralmente travolto dal portiere Polizzi. L’arbitro Catani, così, concede il penalty che trasforma lo stesso Simeri (34’). Nella ripresa il copione non cambia con le due squadre che si annullano a vicenda. Ma nei secondi finali il match si ravviva con il Troina che va vicino al pareggio in ben due occasioni, con Bonfini (93’) di testa e Saba (94’) dalla media distanza. In entrambe le circostanze un Marfella superlativo nega il gol ai siciliani.

Analisi e commenti

Il Bari, così, torna tra i professionisti e lascia un campionato che - per quanto onorevole e dignitoso – non avrebbe mai dovuto iniziare. Ma questo è ormai il passato. Il presente, invece, ci dice di una squadra che riporta con merito - e con tre giornate d’anticipo - il Bari in serie C.

Ovviamente, con la tanto attesa promozione qualsiasi discorso legato alla partita passa in secondo piano. Serviva vincere e così è stato. Il resto non conta. Oggi bisogna gioire per questo primo traguardo raggiunto e mettere da parte le polemiche su quello che poteva essere e non è stato. Oggi è giusto festeggiare la promozione, ma soprattutto ringraziare la tifoseria sempre presente in casa e in trasferta, la società, lo staff tecnico (e collaboratori tutti) e la squadra per aver centrato immediatamente l’unico obiettivo possibile.

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Sapevo che avremmo vinto con questa società e con questa squadra ha dichiarato Cornacchini ai microfoni di Radiobari – e oggi sono veramente contento. Siamo riusciti e siamo contenti per questa promozione. Questa è la promozione di tutti, nessuno escluso. Quando c’è sintonia e feeling i risultati arrivano. La partita simbolo che mi viene in mente è quella vinta in nove ad Acireale, ma ce ne sono altre.Oggi, per esempio, eravamo in emergenza e in difficoltà per i tanti calciatori indisponibili, ma gli altri hanno fatto veramente tanto. E questa vittoria è dedicata soprattutto a loro. Grazie alla società che ha costruito una squadra all’ultimo, alla città e a questo incredibile e strepitoso pubblico che anche oggi che è giovedì ci ha seguiti in una trasferta non semplice. Ora me la sto godendo e forse stasera con un bicchierino di vino sorriderò anche. Ma ora pensiamo a festeggiare. Invecchiato? Oggi ringiovanito perché non è mai facile vincere in nessuna categoria”.

In effetti, a prescindere dalla categoria, un successo, una promozione non è mai facile da raggiungere, anche se si ha a disposizione una squadra stellare. E nel calcio e nello sport in genere non sempre vince il più forte. Parlando della gara, invece, va sottolineata la prova del Bari che, nonostante le numerose assenze eccellenti, ha controllato sempre il match rischiando solo nel finale.

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Un plauso, tuttavia, va a Simeri che è tornato in tempo per segnare due reti determinanti nelle ultime due gare (di cui una contro il Portici) e Marfella che ha messo la sua firma su questo successo e sulla promozione.

Rino Lorusso

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