IL BARI FINISCE IN NOVE, MA VINCE (2-1) IN RIMONTA E VEDE PIU’ VICINA LA SERIE “C”

CORNACCHINI: “SONO CONTENTO E STANCO DOPO UNA SETTIMANA COSI’. BRAVI I RAGAZZA A RIMONTARE”

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Il Bari compie un altro importante passo avanti nella giusta direzione. Batte nettamente e in rimonta il Gela (2-1) e conquista tre punti determinanti in vista della promozione che, ormai, è solo una questione di matematica. A cinque giornate dal termine, infatti, e con 11 lunghezze di vantaggio sulla Turris, questo campionato ha ben poco da dire, almeno per quanto riguarda il vertice. Ma questa vittoria va apprezzata ancor di più perché ottenuta in rimonta, in inferiorità numerica e contro una squadra che proprio in trasferta ha costruito la sua classifica ottenendo un rendimento (26 punti) secondo solo al Bari (30), realizzando, di fatto, quasi il doppio dei punti ottenuti in casa (14). Per il Bari, invece, si tratta della ventunesima vittoria (la dodicesima in casa) ed anche il settimo risultato utile consecutivo.

LA PARTITA – Cornacchini con il 4-2-3-1 manda in campo: Marfella; Aloisi Mattera, Cacioli, Nannini; Bolzoni, Hamlili; Piovanello (73’, Langella), Brienza (46’, Iadaresta), Floriano (76’, Di Cesare), Neglia (83’, Bianchi).

Il vice allenatore del Gela, Pellegrini (che ha preso il posto dello squalificato Brucculeri) invece, con il 4-3-3 schiera: Castaldo; Mengoli (80’, Di Domenico) Sicignano, Brugaletta (86’, Dieme), Misale; Mannoni, Schisciano (69’, Mileto), Polito (64’, Retucci), Ragosta, Sowe, La Vardera (89’, Scicolone).

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Deciso avvio del Bari che imprime subito un buon ritmo alla gara tanto che, già nei primi minuti, sfiora il vantaggio con Neglia (10’). Ma l’attaccante, solo davanti al portiere, effettua un tiro con la sfera che, deviata all’ultimo, termina in angolo. Il Bari domina e arriva diverse volte al tiro con Piovanello (15’), Cacioli (18’), ancora Neglia (32’) e Brienza (33’) al termine di bella azione personale, ma senza fortuna.

Subito dopo, tuttavia, la partita cambia direzione. Aloisi (35’) viene espulso per un fallo in area su Ragosta e l’arbitro concede alla squadra siciliana il penalty che viene successivamente trasformato dallo stesso calciatore. Il Bari subisce il colpo e un minuto dopo rischia di subire il secondo gol. Mattera sbaglia un disimpegno che favorisce Sowe (37’), ma fortunatamente per il Bari il suo tiro termina lentamente sul palo. Nella ripresa la partita si incattivisce per le continue perdite di tempo della squadra ospite. Ne fanno le spese Mattera e Floriano ammoniti. Ma sugli sviluppi di un calcio d’angolo il Bari pareggia meritatamente grazie ad un autogol di La Vardera (55’). I biancorossi provano a vincere la partita. Ci prova Floriano (63’) dalla distanza, ma la sfera esce di poco fuori alla sinistra del portiere Castaldo. Il raddoppio, tuttavia, è nell’aria.

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Iadaresta (72’), entrato ad inizio ripresa, stacca di testa (su un perfetto cross di Floriano) e consuma la definitiva rimonta. La partita però riserva ancora sorprese perché, nel finale, prima viene espulso Mattera (83’) e poi, in pieno recupero, anche Scicolone del Gela. Nell’ultima azione, infine, Iadaresta (95’) a porta vuota calcia incredibilmente alto.

ANALISI E COMMENTI

Il Bari, dunque, viaggia a vele spiegate verso la serie C, ma nonostante il vantaggio sulla seconda più che rassicurante, mister Cornacchini mantiene un profilo basso provando a raffreddare gli entusiasmi della piazza e a mantenere concentrata la truppa biancorossa. E considerando la determinazione e la voglia di ribaltare il risultato della squadra barese, sembra proprio esserci riuscito. E non era facile rimontare la partita con una squadra tosta e ben organizzata come il Gela come ha ammesso lo stesso Cornacchini.

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Sono davvero contento anche se stanco – ha dichiarato mister Cornacchini al termine della gara – per questa gara che si sapeva che sarebbe stata difficilissima. Non siamo partiti bene e non era semplice ribaltare il risultato, ma ero sereno e convinto che avremmo potuto farlo anche in dieci, anche perché fino a quel momento avevamo fatto bene. Poi abbiamo commesso due ingenuità che si potevano evitare. Siamo arrivati alla fine molto bene e Iadaresta ha fatto la sua parte. Era una carta che non volevo giocarmi subito ed è andata bene. Avevamo voglia di vincere la partita dopo questa settimana. Il non sapere se giocare o meno un po’ destabilizza, ma va bene così. L’arbitraggio? Quello che vedo io potrebbe essere di parte”.

In effetti questi ragazzi, prima in dieci e poi in nove hanno portato in porto una vittoria esaltante per come è maturata. Un successo che non fa una grinza per numero di occasioni e per determinazione. Anche questa volta però la squadra finisce la gara in nove rischiando di compromettere il match e il risultato. Su questo Cornacchini dovrà lavorare.

Una buona risposta, nonostante tutto, è giunta anche dal reparto difensivo (che Cornacchini è stato costretto a rivedere per infortuni e squalifiche). La squadra ha concesso davvero poco al Gela (terzo miglior attacco del campionato in trasferta). Marfella non è stato mai impegnato e la squadra siciliana si è resa pericolosa solo nell’occasione del rigore e in quella concessa a Sowe (“regalo” di Mattera) nell’occasione del palo. Per il resto, su tutti, ottima la prova di Floriano e di Iadaresta che ha “spaccato” la partita con il suo ingresso in campo.

Il Bari, dunque, si gode questo finale di campionato in assoluta tranquillità, in attesa di festeggiare una promozione più che meritata da Cornacchini & company per un campionato iniziato al vertice e proseguito, fino a questo momento, da leader indiscusso.

Rino Lorusso

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