IL BARI PERDE AD AVELLINO ED È FUORI DALLA POULE-SCUDETTO LND

ANCHE AL “PARTENIO” L’OMBRA DI UN ARBITRAGGIO NON ALL’ALTEZZA

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Termina al “Partenio” - e dopo appena due giornate - il cammino del Bari nella poule scudetto della Lega Nazionale Dilettanti che assegnerà il titolo di campione d’Italia 2018/19. Dopo l’amaro ed ingiusto pareggio del “San Nicola” contro il Picerno, infatti, il Bari subisce una sconfitta di misura che, di fatto, la esclude dalla competizione. Su questa eliminazione resta però, forte, l’ombra di arbitraggi non all’altezza della situazione. Un risultato immeritato per le tante occasioni create e sprecate dal Bari contro una squadra, l’Avellino, che vive uno stato eccellente di forma avendo recuperato, nelle ultime giornate di campionato del Girone G, tanti punti e raggiunto il Lanusei superandolo, poi definitivamente, nel decisivo spareggio per 2-0. La squadra irpina, in effetti, nel campionato appena concluso ha realizzato numeri non meno importanti di quelli ottenuti dai biancorossi: 83 punti in classifica (26 vittorie, 5 pareggi, 7 sconfitte) con 70 reti fatte e 36 subite. Il Bari (78), invece, con tre sconfitte in meno, vanta anche una miglior difesa con appena 22 reti al passivo.

LA PARTITA – Il tecnico dell’Avellino Giovanni Bucaro con il 4-4-2 schiera: Viscovo; Betti, Dionisi, Morero (46’, Dondoni), Parisi; Tribuzzi, Di Paolantonio, Gerbaudo, Da Dalt (72’, Ciotola); Alfageme (76’, Sforzini) , De Vena (68’, Buono).

Giovanni Cornacchini, invece, con il 4-2-3-1 manda in campo: Marfella; Turi (89’, Liguori), Di Cesare, Mattera, Nannini; Bolzoni (65’, Neglia), Langella (48’, Piovanello); Hamlili (89’, Feola), Brienza (76’, Iadaresta), Floriano, Simeri.

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Buono l’avvio del Bari che sfiora il vantaggio con Floriano (5’), ma il pallonetto dell’attaccante barese, ben servito da Brienza, finisce alto sulla traversa. Il Bari si destreggia con buona personalità, mentre gli irpini giocano di rimessa, ma i portieri non fanno interventi degni di nota. Sono i biancorossi, tuttavia, ad andare vicini al gol del vantaggio sempre sull’asse Brienza – Floriano, ma ancora una volta l’attaccante, davanti al portiere, spreca tirando alto. Un paio di minuti dopo Langella (40’) segna, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Da evidenziare il passaggio di prima intenzione del solito Brienza. Sul finire di tempo, però, si vede anche l’Avellino. Alfageme (45’), su traversone di Da Dalt, colpisce di testa ma la sfera sfiora il palo alla sinistra di Marfella. Nella ripresa parte meglio l’Avellino. Prima Gerbaudo (50’) impegna Marfella dalla media distanza e successivamente De Vena (58’) porta in vantaggio i padroni di casa sfruttando una indecisione della retroguardia barese. Ma il Bari reagisce immediatamente. Simeri (61’) entra in area di rigore e da posizione defilata colpisce clamorosamente la traversa. I galletti si spingono generosamente in avanti e così fioccano le occasioni. Bolzoni (63’ e 64’) sale in cattedra e si rende pericoloso in un paio di occasioni. Prima costringe il portiere ad una deviazione in angolo e poi va in gol, ma l’arbitro annulla ancora per fuorigioco (non confermato dalle immagini). Successivamente i biancorossi protestano per un calcio di rigore per atterramento di Piovanello (confermato dalle immagini), però l’arbitro sorvola. Ma non è finita. Prima Liguori (90’) e poi Simeri (92’) ci provano dal limite, ma in entrambi i casi la palla termina oltre la traversa.

ANALISI E COMMENTI

Il Bari, dunque, in virtù dei risultati ottenuti, viene eliminato, sia pur ingiustamente da questa competizione. La partita di Avellino non era semplice e si sapeva. Gli irpini, infatti, venivano da una striscia impressionante di dieci vittorie consecutive – escludendo lo spareggio con il Lanusei – a differenza di un Bari che aveva mostrato segnali di stanchezza nel girone di ritorno. Queste ultime due gare, tuttavia, hanno evidenziato un Bari in crescita che ha creato tanto, ben disposto in campo e con il giusto approccio alla partita.

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Sono arrabbiato e dispiaciuto veramente - ha dichiarato il tecnico biancorosso Cornacchini – perché abbiamo fatto una buona gara e creato tante occasioni, ma siamo usciti. Abbiamo perso una partita immeritatamente e c’è rammarico per questo. La partita l’abbiamo fatta noi e siamo ripartiti bene, ma non abbiamo concretizzato. Mentre non ricordo altre occasioni loro oltre il gol. Sono fiducioso perché oggi abbiamo giocato a calcio su un campo vero. Siamo cresciuti e i giocatori senza pressione hanno giocato con maggiore qualità. Alla squadra non posso chiedere di più”.

In effetti il Bari avrebbe meritato molto più di quanto ottenuto. La sensazione, tuttavia, è che i biancorossi si siano lasciati sfuggire la qualificazione nella gara precedente contro il Picerno un po’ per l’imprecisione sotto porta degli avanti biancorossi e un po’ per qualche decisione arbitrale molto discutibile (come con l’Avellino del resto). Dal punto di vista del gioco e della personalità anche questa volta la squadra biancorossa è sembrata superiore agli avversari con un Brienza fantastico in cabina di regia. In queste condizioni un giocatore così potrà servire ancora al Bari. Eppure in due gare il Bari ha sprecato tantissimo e non ha segnato. Probabilmente, anche in questo match, è mancata la giusta cattiveria sotto porta, così come, nell’unica distrazione difensiva, la squadra barese ha subito il gol.

Al di là di questa gara e della poule scudetto, tuttavia, va ribadito che l’unico obiettivo dichiarato dalla società biancorossa era quello di centrare al primo colpo e senza particolari affanni la promozione. Cosa che si è puntualmente verificata. Ora, quindi, al Bari non resta che concentrarsi definitivamente sul prossimo campionato di serie C. Resta, però, il fatto di aver giocato finalmente una partita d’altri tempi, una sorta di anticipazione di serie C, un amarcord tra due squadre che hanno storie importanti e che non hanno nulla a che fare con queste categorie.

Rino Lorusso

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