IL CAFFE’ PEDAGOGICO

La “profezia” di Villaggio

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Era il 2011, ben sette anni fa, quando in un talk politico de La7, Tetris, presentato dal giornalista Luca Telese, Paolo Villaggio annientò con la sua ironia Mario Borghezio (recante in bella mostra, sulla giacca, la scritta “stop immigrazione”) e il giovane Matteo Salvini sul tema degli sbarchi.

cms_11070/1.jpgL’attore, mostruosamente (termine caro al suo Fantozzi) abile nel paradosso, utilizzando questa dote, ironizza sulla retorica di Borghezio come il video, divenuto virale nel web, evidenzia.

E, parlando a nome del “ragionier Ugo”, afferma: «Liberiamoci di tutto quello che dà fastidio. Gli anziani si potrebbero eliminare facilmente, i mutilati, i ciechi, gli storpi, i malati di mente, tutto quello che dà fastidio alla nostra cultura, non solo gli immigrati».

E ancora:

«Il timore che abbiamo noi Fantozzi è che voi leghisti non avete la personalitàche avevano una volta i nazisti. E quindi sarebbe il caso di appaltare l’eliminazione degli extracomunitari (…) a un’associazione tedesca. Vi do un’indicazione: ci sono i pronipoti di quelli di Auschwitz e Belsen. Quelli sono bravi a eliminare il problema».

Sembrano frasi paradossali, assurde, specie per l’orrore che si prova al solo pensiero che un secondo Olocausto possa verificarsi, a causa della paura del “diverso”, percepito come minaccia alla propria persona.

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Eppure quelle parole pronunciate da Ugo Fantozzi, per bocca di Villaggio, suonano profetiche.

Il “ragioniere”, chiuso nella sua mediocrità, è la personificazione paradigmatica di tutti (o quasi) i difetti dell’uomo medio: non ha ideali, non è ambizioso, teme i cambiamenti che possano destabilizzare la sua routine e ritiene l’immigrato responsabile dei suoi insuccessi in ambito lavorativo, della sua povertà, della sua mediocrità appunto.

E delega.

Delega, ma teme che gli altri non siano in grado di risolvere i suoi fallimenti; da qui il paradosso di affidarsi a chi ha, a suo giudizio, “personalità, i nazisti, la cui criminalità e ferocia è nota universalmente.

Da uomini medi, dai Fantozzi, siamo circondati: sono coloro i quali manifestano il proprio sdegno nei confronti di chi ha la sola colpa di avere un diverso colore della pelle. Sono i “giustizieri” da bar, che parlano solo per sentito dire, perché sono ignoranti (e scarsamente intelligenti, se vogliamo condividere lo studio che mostra come sia reale il binomio razzismo/scarse capacità intellettive…).

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Poi ci sono delle pericolose derive del Fantozzi medio, ovvero i “mutanti” che sviluppano una certa ferocia e colpiscono direttamente gli immigrati, spesso in branco, perché in fondo sempre di indole mediocre sono!

Tornando seri, è indubbiamente vero che i flussi migratori siano da regolare e che la situazione nel nostro Paese sia critica, al limite del collasso. Tuttavia, sarebbe opportuno discriminare (termine adottato in accezione propositiva e non dispregiativa, come ahimè spesso accade) le varie situazioni e integrare, progettare piuttosto che reprimere o, nella migliore delle ipotesi, tollerare.

Perché il Fantozzi che è in noi non comprende, e se in fondo in fondo è un po’ razzista, questo modo di agire in ambito politico slatentizza la sua avversione verso i negri (lui li chiama così…). E allora il rischio di un nuovo, fantozziano, Olocausto, esce dal paradosso e diventa realtà.

Lucia D’Amore

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