IL CALCIO SI MOBILITA PER L’EMERGENZA COVID19.

TANTE LE DONAZIONI DEI GIOCATORI E DEI CLUB DESTINATE AGLI OSPEDALI

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Il calcio, fortunatamente, attraverso iniziative individuali e dei club, sta dando un contributo tangibile a chi più di tutti - medici, infermieri e operatori delle strutture sanitarie - sta rischiando la propria vita per salvare quella di altri.

Una vera e propria corsa alla solidarietà da parte di tanti ad iniziare dalla FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) che, oltre al contributo di 100.000 euro destinato all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, aveva lanciato un’importante campagna di sensibilizzazione (chiusa ieri), "Le regole del gioco", con l’obiettivo di ricordare le regole da seguire per evitare il diffondersi del COVID-19 attraverso alcuni dei protagonisti del calcio - tra cui i due CT Roberto Mancini e Milena Bertolini.

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"La campagna ha riscosso un grande successo – ha dichiarato il presidente della FIGC Gabriele Gravina- soprattutto per l’adesione da parte delle Azzurre e degli Azzurri che hanno dimostrato disponibilità e grande senso di responsabilità. Desidero per questo ringraziarli tutti, insieme ai loro Club, che molto stanno facendo nel campo della solidarietà in un momento così difficile. L’impegno della FIGC non si ferma qui: nei prossimi giorni lanceremo altre iniziative a sostegno di tutti coloro che stanno fronteggiando l’emergenza in prima linea".

Ma tante sono anche le iniziative di solidarietà messe in atto dai diversi club di calcio. L’Inter è quella che si è mossa su più fronti. Innanzitutto attraverso il crowdfunding, una sorta di raccolta fondi - principalmente via web e tramite piccoli gruppi - da destinare all’Ospedale Luigi Sacco di Milano utilizzando Antonio Conte come testimonial. In secondo luogo, attraverso la donazione di 300.000 mascherine ad uso medico e altri prodotti sanitari destinati alla Protezione Civile e infine 100.000 euro indirizzati al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche del Sacco di Milano.

Ma la società nerazzurra non è l’unica. La Lazio, per esempio, ha promosso una campagna di sensibilizzazione per la donazione del sangue, l’Atalanta, invece, ha preferito unirsi al Cesvi - un’organizzazione umanitaria di Bergamo – per sostenere una raccolta fondi destinata all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per la donazione di mascherine, camici e cuffie. Il Frosinone, invece, ha destinato all’Ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone la quota spettante dalla Lega di B e 7 apparecchi per la ventilazione e respirazione per un valore pari a 150.000 euro. La Roma, invece, oltre alla consegna di 13.000 mascherine agli ospedali presenti sul territorio, ha donato allo Spallanzani - attraverso il taglio di una giornata di stipendio dello staff e dei giocatori – alcuni apparecchi per la terapia intensiva, mentre la Juventus ha donato 300 mila euro alla Regione Piemonte per sostenere le spese di apparecchiature mediche nella lotta al coronavirus. E l’elenco delle società – e non solo di serie A - potrebbe continuare.

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Ma tantissime sono anche le iniziative dei singoli calciatori tra cui ricordiamo quella del tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, che ha donato 50.000 euro all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e del capitano del Napoli, Lorenzo Insigne, che ha devoluto 100.000 euro all’ospedale Domenico Cotugno di Napoli.

Così come sono da menzionare Andrea Petagna, (Spal),Federico Bernardeschi e Leonardo Bonucci (Juventus), Zlatan Ibrahimovic (Milan) e Simone Zaza (Torino), che hanno sostenuto in diversi modi le strutture sanitarie, la maggior parte di essi attraverso il sistema del crowdfunding.

Tante dunque le donazioni - anche se ne sono stati riportati solo alcuni - e i gesti di grande generosità promossi dai protagonisti del calcio, un mondo che spesso si muove con regole proprie e tante volte è stato giustamente criticato, ma che in questa situazione sta dimostrando grande generosità e attenzione verso chi ha bisogno. Tutto questo si può raccontare con una sola parola: solidarietà.

E la sensazione è che questa gara di solidarietà, quasi certamente, non si fermerà qui. È questa, certamente, una delle note più positive di questo maledetto coronavirus.

(foto da adnkronos.com - si ringrazia)

Rino Lorusso

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