IL NUOVO PARADIGMA PER COMBATTERE LA POVERTA’ NEL MONDO

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C’è chi dice che sia possibile combattere la povertà nel mondo, altri invece definiscono questo pura utopia, ma in un mondo globalizzato che sta raggiungendo rapidamente l’implosione, una teoria estremamente alternativa che vede la realizzazione del progetto per un Mondo Migliore, potrebbe perdere i colori tenui dell’utopia e assumere quelli più brillanti della sfida.

Se ne è parlato a Treviso di fronte ad un pubblico di oltre 500 persone provenienti da ogni regione italiana che rappresentavano il 70% dei comuni italiani.

Un progetto che viene da lontano e che abbraccia la filosofia aristotelica della “prosperità sociale diffusa” che vede il passaggio da un “io” egoistico, ad un “noi” altruistico con il passaggio dal mondo “pre –umano”, quello delle due grandi guerre mondiali, al mondo “umano”, così come proponeva Padre Riccardo Lombardi. Le iniziative sociali, culturali, di ricerca e assistenziali nei confronti dei più deboli sono state realizzate con la contribuzione di ogni singolo aderente al progetto con la donazione di un euro al mese e sono state presentate in un contesto etico e solidale nonostante l’isolamento mediatico.

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Il progetto del Mondo Migliore riscopre l’etica, l’educazione più avanzata quale forma di benessere e felicità diffusa, un’etica che deve essere inserita all’interno dell’economia e non fuori di essa secondo l’Enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI, che ricorda che la carità è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa. Per il rischio evidente di fraintenderla e di estrometterla dal vissuto etico il Papa avverte che un Cristianesimo di carità senza verità può venire scambiato facilmente per una riserva di buoni sentimenti utili per la convivenza sociale, ma marginali.

Sempre Benedetto XVI si sofferma su due criteri orientativi dell’azione morale: la giustizia e il bene comune, per cui ogni cristiano è chiamato alla carità anche attraverso una “via istituzionale” che incida nella vita della ‘polis’, del vivere sociale. Lo stesso Pontefice si sofferma sulla considerazione che l’esclusivo obiettivo del profitto, senza il bene comune come obiettivo ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà.

cms_10941/3.jpgCon queste basi morali dal 2010 opera il COEMM (quale acronimo di Comitato Organizzatore Etico per un Mondo Migliore) che ispirandosi ai principi etici ha deciso di realizzare un “progetto pilota” affinché altri possano condividerlo o replicarlo. Ciò è stato sostenuto partendo dall’Italia e diramandosi in altre nazioni, creando i presupposti di una prosperità solidale diffusa.

Ma queste azioni sociali che mirano al posizionamento dell’Uomo al centro e che contrastano indubbiamente la politica della globalizzazione, così come Benedetto XVI ha recitato nell’Enciclica “Caritas in Veritate”, non possono trovare certamente terreno fertile lì dove il profitto è messo al primo posto e dove il popolo è considerato semplicemente strumento per l’arricchimento di pochi.

cms_10941/4.jpgIl progetto del COEMM e dei CLEMM (Comitati Locali Etici per un Mondo Migliore) è oramai partito e coinvolge già il 70% dei comuni italiani con oltre 70.000 aderenti organizzati in circoli etici; l’obiettivo che si sono proposti è quello di individuare, attraverso un Progetto di economia finanziaria creativa ed etica, in collaborazione con Partner Finanziari d’eccellenza, un fondo con risorse economiche tali e sufficienti per contribuire ad elargire valore a credito con una disponibilità pari a euro 1500,00 al mese distribuita ad ognuno degli aderenti ai CLEMM che avranno nel tempo dimostrato non solo la piena condivisione del progetto “Mondo Migliore”, ma che avranno compreso l’importanza di essere uomini che esprimono, manifestano, ogni giorno il proprio Valore creando economia reale e circolare.

Si tratta in pratica di voler contribuire al cambio di paradigma economico-sociale che la storia ha promosso fino ad oggi, passando da una emissione di denaro a debito, a una a credito, così come stigmatizzato dall’economista Nino Galloni e dal fondatore Maurizio Sarlo.

Si riscontrano le idee di Aldo Moro che intendeva uno Stato Sovrano ed una Economia Sovrana, forse idee che sono state ispiratrici per suo assassinio; un concetto economico sociale a dir poco rivoluzionario che lasciano ben sperare anche alla cooperazione tra i popoli africani organizzati nella Fondazione Internazionale CEIDA (Consiglio Economico Internazionale Diaspora Africana).

Massimo Montinari

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