IL PERCORSO INTEGRATO NELLA CURA DEI TUMORI

Verona: il Team FORCE e la presa in carico globale del paziente oncologico

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Arriva dalla città scaligera il progetto medico-scientifico, elaborato da oncologi, ricercatori, psicologi, chinesiologi e nutrizionisti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata e dell’Università di Verona, che si basa sulla presa in carico globale del paziente oncologico, attraverso l’adozione di un modello di cura centrato sui bisogni quotidiani del paziente, anche fuori dall’ospedale, al fine di ottenere un beneficio sia in termini di qualità della vita che di esiti oncologici. Aspetti nutrizionali, benessere psicologico e attività motoria, sono i tre pilastri sui quali si fonda il progetto creato dal Focus On Research and CarE (FORCE) Team. Nato a inizio 2019, sotto la supervisione del Prof. Michele Milella (Prof. Ordinario in Oncologia e Direttore OUC Oncologia AOUI Verona) e del Prof. Massimo Lanza (Prof. Associato in Scienze Motorie), il FORCE combina figure professionali complementari nel medesimo obiettivo di cura e presa in carico dei pazienti con patologia oncologica (indipendentemente dal tipo di malattia e dalla sua severità). Oltre allo scopo principale di cura dei pazienti, il team composto dalle dottoresse Sara Pilotto, Daniela Tregano, Ilaria Trestini e Alice Avancini ha anche l’obiettivo di produrre evidenze scientifiche concrete in un ambito ancora inesplorato e, idealmente, di esportare il progetto ad altre realtà territoriali oncologiche.

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Il lavoro del nostro Team – dichiara Sara Pilotto, ricercatrice universitaria in Oncologia a Verona e coordinatrice del team - si articola in 2 aree principali, quella della ricerca e quella della pratica. Dal punto di vista della ricerca, le nostre progettualità si stanno traducendo in una serie di pubblicazioni scientifiche e presentazioni a congressi internazionali (tra cui 4 poster al congresso ESMO - European Society for Medical Oncology che si è svolto a Barcellona dal 27 settembre al 1° ottobre) e nazionali (6 poster all’AIOM - Associazione Italiana di Oncologia Medica in Roma). Parlando invece di praticaper i nostri pazienti, sono in corso una serie di iniziative (per es. Focus Group su barriere e motivazioni riguardanti l’attività fisica) e studi clinici veri e propri (tra cui lo studio Choice) che danno appunto la possibilità ai nostri pazienti di essere seguiti in modo integrato e personalizzato.

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Gli aspetti nutrizionali

Al momento della diagnosi, - spiega la dott.ssa Ilaria Trestini, dietista nutrizionista - numerosi pazienti oncologici presentano una variabile compromissione dello stato di nutrizione e una ridotta qualità di vita. Entrambi questi parametri si deteriorano poi nel corso dei diversi interventi terapeutici e l’andamento dello stato nutrizionale segue quello della qualità di vita. Recenti evidenze suggeriscono inoltre come la malnutrizione proteico-calorica si associ a una maggiore mortalità e più frequente necessità di sospendere i trattamenti attivi in questa tipologia di pazienti, anche con l’utilizzo dei nuovi approcci terapeutici. La programmazione di una corretta gestione nutrizionale, già all’esordio di malattia, costruita ad hoc sui fabbisogni del paziente e basata sulle evidenze scientifiche sembra possa prevenire il deterioramento dello stato di nutrizione e aumentare la tollerabilità ai trattamenti e potenzialmente il beneficio clinico che da essi deriva.

Il benessere psicologico

Come esplicitamente richiesto dalle linee guide internazionali (National Comprehensive Cancer Network - NCCN), nazionali (Piano Oncologico Nazionale 2010-2012 del Ministero della Salute e Documento Tecnico di Indirizzo 2011-2013) in ambito oncologico, e condiviso dalle Associazioni di pazienti (FAVO, AIMaC), l’assistenza psicologica per i pazienti oncologici – spiega Daniela Tregnago, psico-oncologa laureata in psicologia clinica – costituisce un elemento imprescindibile del percorso terapeutico. Si tratta di persone che convivono a lungo con una malattia che tende a diventare cronica. Questi pazienti, come dimostra la letteratura, hanno rilevanti problematiche da un punto di vista emotivo e richiedono un approccio mirato e prolungato nel tempo. È noto come la malattia oncologica e gli stati emotivi ad essa correlati incidano sulla qualità della vita affettiva, sociale e professionale. In particolare, sono disponibili recenti evidenze riguardo ai disturbi della sfera sessuale e del sonno. I disturbi psicopatologici, in particolare le condizioni depressive, sono fattori di rischio che possono dipendere dal peggioramento della qualità della vita, dall’aumentato rischio di disagio psichico nella famiglia, dalla ridotta aderenza ai trattamenti e dall’alterata relazione medico-paziente, con lo sviluppo di abnormal illness behavior.”

L’attività fisica

Frequentemente i pazienti oncologici – dice Alice Avancini, chinesiologa laureata in scienze motorie – presentano una riduzione delle capacità fisiche salute-correlate, in particolare della fitness cardiovascolare, della forza e della massa muscolare, sia a causa della patologia oncologica stessa, ma anche delle sue terapie e dell’incremento della sedentarietà. Mantenere una buona condizione fisica dopo la diagnosi risulta di fondamentale importanza. Ad esempio, la fitness cardiorespiratoria, cioè l’abilità del sistema cardiopolmonare di trasportare substrati e ossigeno adeguatamente ai muscoli scheletrici metabolicamente attivi, è risultato essere un predittore indipendente di mortalità nei pazienti con neoplasia polmonare. La medesima relazione si è osservata per quanto riguarda la forza e la massa muscolare. L’esercizio fisico è un potente modulatore di questi tre parametri e anche nella popolazione oncologica la pratica di attività fisica è associata a un miglioramento della fitness cardiorespiratoria, della forza e della massa muscolare. Inoltre, recenti e sempre più solide evidenze, mostrano come la programmazione di un esercizio fisico calibrato sulle condizioni psico-fisiche della persona aiuti a gestire alcuni effetti collaterali legati alla patologia, come la fatica cancro-correlata, nausea e vomito, disturbi del sonno, sintomi di ansia e depressione”.

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Il focus, prima, era tutto sul tumore. Il cambiamento generale del paradigma dell’oncologia è stato passare da un concetto di combattere la malattia a, invece, prendersi cura dalla persona. Questo perché, oltre a essere un concetto umanitario, ha dei risvolti importanti su come la persona reagisce alla malattia e alle cure”, dichiara il Prof. Michele Milella. Recenti evidenze scientifiche suggeriscono come un approccio globale integrato, centrato sui diversi bisogni del paziente, migliori la sua qualità di vita e possa portare anche ad un prolungamento della sopravvivenza. Purtroppo però l’attenzione a questi aspetti rimane ancora largamente insufficiente nella pratica clinica della maggior parte delle unità di oncologia. Per il Prof. Massimo Lanza “questo intervento integrato può aiutare a migliorare la qualità della vita dei pazienti, le loro funzioni fisiologiche, ridurre effetti collaterali dei trattamenti e complicazioni. La sfida che vogliamo vincere è concretizzare nel contesto reale di cura le evidenze che la ricerca ha raccolto.” Il Team FORCE si propone, quindi, di realizzare un percorso simultaneo integrato di cura, riabilitazione nutrizionale, psicologica e di rieducazione fisica, basato sulle evidenze scientifiche, finalizzato a fornire la migliore assistenza possibile ai pazienti. Tale progetto è attualmente finanziato dalla UOC di Oncologia dell’AOUI di Verona, con fondi interni per tutte le neoplasie e con un focus maggiore su quelle polmonari, mammarie e pancreatiche.

Umberto De Giosa

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