IL TEATRINO DELLA POLITICA

Cosa ci aspetta e con quali prospettive?

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Il presidente Sergio Mattarella ha effettuato il primo giro di consultazioni con le forze politiche per rilevare gli orientamenti di ciascuna e valutare la possibilità per la formazione del governo con una maggioranza congrua che sia la più omogenea possibile. Nulla di fatto in questa prima tornata, perché le delegazioni dei partiti si sono arroccate sulle proprie posizioni e qualcuno ha posto dei veti in maniera perentoria, fatto che non lascia presagire niente di buono. Sarà necessario, quindi, un secondo giro per verificare se nel frattempo maturano dei ripensamenti, con l’intento di formare alleanze, per la costituzione del nuovo esecutivo. In teoria ciò non sembra facile perché le forze politiche vincitrici di questa tornata elettorale hanno una identità molto eterogenea, sia per diversa estrazione sia per storia personale.

cms_8884/2.jpgDi fatto, però, in politica tutto è possibile e, come di consueto si dice, “ mai dire mai “. Troppe volte abbiamo assistito al cosiddetto “ teatrino della politica” che ha messo in atto spettacoli impensabili, ispirati a una logica suprema, che esercita una attrazione fatale, come il fascino di una bella donna che ti inebria e ti fa perdere i sensi. Questa logica che affascina e inebria cosi tanto, veniva spesso ribadita da un noto leader politico del passato, non molto lontano, con il motto “il potere logoro chi non ce l’ha”. Pertanto, anche in questa occasione si assiste alle consuete schermaglie che si pongono in atto da parte dei leader politici, in funzione della distribuzione degli incarichi, delle poltrone e dei posti di comando, nell’interesse preminente della propria appartenenza politica. Tutte le “ promesse ventilate”, in campagna elettorale, passano in secondo ordine e possono rimanere “promesse da marinai “. Tuttavia, poiché non bisogna essere sempre pessimisti, auguriamoci che, questa volta, ciò non avvenga e che si possa costituire un esecutivo con una maggioranza, frutto di alleanze e convergenze su un programma condiviso, per poter fare le riforme necessarie (in primis una nuova legge elettorale) e adottare provvedimenti idonei, sia per gli impegni da mantenere con l’Ue, sia per le aspettative dei cittadini, in termini di alleggerimento dell’imposizione fiscale, revisione delle pensioni (soprattutto le minime), misure di sostegno alle piccole e medie imprese, con un occhio di riguardo al settore edilizio, da tempo in preda ad una crisi profonda.

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Tutto ciò determinerebbe un aumento dei consumi e, quindi, crescita, sviluppo, nuovi posti di lavoro e ripresa generale dell’economia. La speranza che si possa avverare questa inversione di tendenza – seppur improbabile, visti gli scenari attuali - nasce da una serie di riflessioni e constatazioni, legate alla esigenza improcrastinabile di dare risposte concrete e realistiche, in funzione della vera ripresa del paese. Da queste riflessioni bisogna partire nel secondo giro di consultazioni per formare un esecutivo che possa trovare una necessaria convergenza su un programma condiviso.

L’auspicio è che anche il presidente Mattarella possa dare le giuste indicazioni, sperando che, in questo secondo “giro”, non vengano disattese.

Antonio Iasillo

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