IL VACCINO, DA SEMPRE OGGETTO DI FALSI MITI

Nella realtà solo salute protetta e riduzione di spese mediche

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Poco meno della metà degli italiani pensa che i vaccini possano essere portatori di effetti collaterali sulla salute; la restante metà si divide tra l’ipotesi che i vaccini indeboliscano il sistema immunitario, o che possano causare la stessa malattia da cui si dovrebbe essere protetti. Questo è l’atteggiamento rilevato dal primo Eurobarometro sui vaccini, presentato dalla Commissione Unione europea in questi giorni. Il sondaggio in oggetto conferma la scarsa fiducia corale anche di tutti gli altri “cugini” europei.

L’Europa è la regione nel mondo con il livello più basso di fiducia sulla sicurezza e efficacia dei vaccini e questo è un rischio per la salute pubblica” ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen.

In Italia ancora tanti sono i bambini della scuola materna che rischiano di non entrare in classe perché non in regola con le vaccinazioni. Per tutti quei genitori refrattari al vaccino previsto per i bambini in età prescolare, Rimini ha emesso un’ordinanza con cui oltre alle sanzioni pecuniari (che partono dai 25 ai 500 euro) pone il divieto di accesso nelle scuole da parte dei bambini sprovvisti di documentazione, a comprova delle vaccinazioni obbligatorie per legge.

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La radicata ed errata percezione di false teorie sul vaccino risale al periodo della sua scoperta (1796, Edward Jenner) restando sempre oggetto di discussione tra sostenitori e oppositori. Gli antichi oppositori del vaccino erano contrari alla pratica della vaccinazione per il fatto che fosse iniettata materia animale nel corpo umano, a cui si aggiungono anche motivazioni di carattere religioso (entrando in causa la concezione del male).

Ma i dubbi e le perplessità permangano, non solo in Europa. In Pakistan, nonché in Nigeria e Afghanistan, dove esiste tuttora la poliomielite, centinaia di migliaia di famiglie hanno rifiutato di far vaccinare i bambini in quanto recentemente voci popolari hanno diffuso l’idea che il vaccino provocherebbe fenomeni di isteria. Sarebbero circa settecentomila le famiglie che hanno rifiutato di far vaccinare i propri figli, a detta del dottor Ejaz Khan, medico per il programma delle vaccinazioni avviato la settimana scorsa nella città di Khyber Pakhtunkhwa. Nella provincia del Baluchistan, è stato devastato un centro medico di base, uccisa un’infermiera e feriti altri membri dell’equipe impegnati in questa campagna.

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Secondo taluni oppositori del passato, la vaccinazione, oltre ad essere inutile e dannosa, era intesa come una violazione della libertà personale. Dalla sua scoperta ad oggi, questa pratica ha avuto e continua ad avere ripercussioni sociali sulla collettività. La sua valenza fu compresa pienamente da Napoleone per esempio, che, una volta salito al potere, fece vaccinare suo figlio, e ordinò campagne di vaccinazioni in tutto l’Impero.

La copertura ottenuta dalla pratica vaccinale contro le malattie infettive permette di ridurre la proliferazione del patogeno responsabile, garantendo la giusta protezione alla collettività, favorendo la diminuzione della spesa medica o di ospedalizzazione, sia diretta che indiretta.

Qualunque sia la motivazione per cui non si ricorre al vaccino oggi, sarebbe utile non considerarlo una limitazione alla libertà, ma semplicemente un preservare il diritto alla salute di tutti.

Susy Tolomeo

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