IL MERCATO IMMOBILIARE

DOBBIAMO CREDERE ANCORA…NEL MATTONE?

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La domanda nasce spontanea ritengo doverosa in un contesto in cui si parla di ripresa del mercato immobiliare ma, non la si percepisce in modo chiaro ed inconfutabile. Tale ripresa viene evidenziata da organismi di indagini di mercato, nonchè ribadita da fonti ufficiali, come l’agenzia delle entrate, che rilevano un sostanziale aumento di atti pubblici di compravendita, rispetto al primo e secondo trimestre dell’anno 2015; per cui lo status del settore immobiliare-edilizio dovrebbe essere buono e soddisfacente ai fini di una auspicabile ripresa economica e invece, così non è perchè il riscontro che avrebbe dovuto esserci, di riflesso, sul vasto indotto non si è verificato.

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Ovviamente non si discutono i dati ufficiali riportati da organismi di settore e ribaditi dall’agenzia delle entrate ma, se l’effetto positivo sul indotto non c’è stato, va fatta un’analisi più approfondita e rispondente alla realtà, altrimenti si scade nell’usuale demagogia e nel ‘’politichese’’ di cui sono ancora intrisi molti amministratori e funzionari di ogni colorazione e identità politica. Altrettanto non bisogna sconfinare nel qualunquismo forsennato, ugualmente deprecabile perchè è solo distruttivo, bensì bisogna sforzarsi a far da stimolo affinchè le cose vengano interpretate nel modo giusto, e che si persegua il modo costruttivo per un benefico risanamento economico.

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Ma torniamo all’argomento in oggetto e cerchiamo di capire, con molta umiltà, perchè i dati riportati sullo stato di salute, buono e in crescita, di cui si parla, del settore immobiliare edilizio, non produce l’effetto positivo sull’indotto; se ciò non avviene vuol dire che qualcosa non è funzionale e , purtroppo, l’ auspicabile allargamento dei consumi che alimenta l’economia non c’è. La dinamica delle operazioni immobiliari non è fluida e naturale come nel passato per una serie di motivi: innanzitutto l’incertezza del futuro, su come evolverà la situazione politica ed economica del nostro paese e del contesto europeo; poi l’impossibilità reale per le giovani coppie di accedere al mutuo perchè non in grado di rientrare nei parametri richiesti dal circuito bancario; l’incertezza da parte delle imprese edili, di poter agevolmente commercializzare le unità immobiliari di nuova costruzione e, quindi, la rinuncia a priori di acquisire aree edificabili per programmi edili.

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Ma allora, qual’è la consistenza e quali sono gli atti di compravendita in aumento di cui si parla? Ebbene, questi atti, pur veritieri, hanno un’identità virtuale, in quanto, si riferiscono ad atti stipulati da chi ha già un immobile di proprietà da negoziare, per cui avviene, per esempio, l’interscambio tra chi vende il suo immobile, diventato piccolo nel tempo, per le proprie esigenze, per acquistare uno più grande e viceversa; per cui il numero degli immobili di proprietà e i titolari di una proprietà immobiliare rimane più o meno inalterato. Naturalmente a questo meccanismo di interscambio si aggiunge un normale e fisiologico circuito di compravendite ma, non è tanto consistente per dare ‘’una scossa’’ considerevole al mercato immobiliare-edilizio e a tutto l’indotto.Se gli orientamenti politici ed economici nazionali ed europei non virano nel verso dell’allargamento dei consumi, attuando normative e provvedimenti in favore dei ceti medi, che sono l’asse portante dell’economia i tempi della ripresa rimarranno incerti. Questo, però, non deve mai cancellare ed annientare la legittima aspirazione dei cittadini, verso un’immobile di proprietà o, per chi può farlo, per investimento, nonostante l’imposizione fiscale molto alta e nonostante l’incertezza, perchè ‘’il mattone’’ rimane sempre il bene più ambito e sicuro, essendo comunque, un immobile ovvero qualcosa che non sparisce.

Alla prossima

Antonio Iasillo

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