INCONTRO TRA GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

DAL VERTICE NATO I PUNTI DI CONCORDANZA E DI DISCORDANZA TRA I DUE PRESIDENTI

INCONTRO_TRA_GIUSEPPE_CONTE_E_DONALD_TRUMP.jpg

Giuseppe Conte e Donald Trump, nuovo atto. Al vertice NATO va in scena un nuovo incontro tra il Presidente del Consiglio e il Presidente degli Stati Uniti d’America. ‹‹Avrò un bilaterale con Trump, ne parleremo domani››. Così Conte, ieri. Tutto era partito da qui.

O meglio, da quest’altro punto: la minaccia del quarantacinquesimo occupante della Casa Bianca di imporre dazi sul 100% delle importazioni dalla Francia. Il valore si attesta sui 2.4 miliardi di dollari, ed è come rappresaglia per la digital tax sui big USA del web (Google, Facebook o Amazon, giusto per snocciolare qualche nome).

cms_15167/2.jpg

L’avvertimento era stato esteso anche ad altri paesi, come l’Austria, la Turchia e ovviamente l’Italia. Trump entra, in questo modo, in rotta di collisione con gli alleati europei proprio in concomitanza con il vertice dei leader a Londra. La “promessa” rende ancor più rovente il clima britannico nel quale si festeggia il settantenario dell’nascita dell’Alleanza Atlantica.

Già che di motivi per essere sulle spine, da quelle parti, ce ne sono in abbondanza: dalla questione dei finanziamenti alla NATO stessa alle pressioni statunitensi affinché gli alleati abbandonino Huawei per lo sviluppo del 5G.

L’incontro nella capitale del Regno Unito, dunque, non è di cortesia. A maggior ragione con dei ‹‹dossier preoccupanti››. Preoccupa l’export negli Stati Uniti, così come la spada di Damocle che pende sull’Italia causa rapporti con la Cina.

Il punto di maggior discordanza tra Conte e Trump, tuttavia, è sempre lo stesso: il Bel Paese spende troppo poco in Difesa, esattamente l’1.22%. Non il più grandioso dei biglietti da visita. I progetti sono di invertire il trend nel prossimo quadriennio. Basterà? ‹‹Chi vivrà, vedrà›› recita un vecchio adagio.

cms_15167/3.jpg

Detto della partita non banale dei dazi, un altro tavolo di confronto ha a che fare con le ombre cinesi che si avvicinano. Il presidente a stelle e strisce ci è andato giù pesante contro i manifestanti di Hong Kong (la legge del Democracy Act, firmata da The Donald in persona, è l’emblema) mentre dalle latitudini tricolori non si è andati oltre una serie di soluzioni, per giunta non di matrice governativa.

Dulcis in fundo (si fa per dire) la disputa Libia. Alzi la mano chi pensava che almeno questo potesse mettere d’accordo Conte e Trump. Nulla di più sbagliato. Anzi, posizioni per certi versi “ambigue” non permettono di tracciare un quadro chiaro.

E chissà che questa tela non assuma, al vertice, una forma definita.

Francesco Bulzis

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App