ITALIA: CRISI DEL MERCATO LIBRI

Le vendite sono calate del 50%

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Leggendo la notizia (fonte ANSA) su quanto sta accadendo all’editoria e al mercato del libro italiano, potremmo pensare al film con Tom Hanks e Meg Ryan, (You’ve Got Mail- titolo originale) del 1998 diretto da Nora Ephron “C’è posta per te”. Lei, titolare di una piccola libreria, punto di riferimento per il quartiere, luogo amato e frequentato da generazioni, lui proprietario della più grande catena di mega store del libro (del tipo Feltrinelli, per intenderci) che apre di fronte e fagocita il piccolo gioiello, costretto a chiudere. Nel film il pesce grande mangia il pesce piccolo, ma è la normalità delle cose. Anche in natura, bisogna riconoscerlo. Ma quello che sta accadendo in questi giorni a causa delle giuste e necessarie misure per il contenimento dei contagi, non può piegarsi neppure alle leggi di natura, e certamente avrebbe lasciato i nostri eroi, Meg e Tom, entrambi sgomenti. Tutto chiuso, grandi, piccole librerie e mega store. In un momento in cui la lettura di un buon libro è di aiuto sostanziale, per lasciar libera la mente dai cupi pensieri e partire per viaggi immaginifici, in altre storie, altre vite, altri luoghi.

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Oggi, gli unici punti in cui è possibile acquistare un libro sono l’e-commerce, oppure il supermercato o il giornalaio, luoghi in cui la scelta è fortemente limitata. A causa di questa situazione emergenziale, sono crollate le vendite di libri in Italia. La grande distribuzione -Gdo e l’e-commerce, non riescono ad arginare il problema, al contrario di quanto sta avvenendo in Gran Bretagna dove con il lockdown, secondo i dati del Guardian, sono salite le vendite dei tascabili di narrativa nei supermercati del 35% nel giro di una settimana. E la catena Waterstone ha visto un incremento degli acquisti online nell’ordine del 400%.

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Al contrario, nel nostro paese, "il mercato ci ha rimesso il 35% nella settimana dalla chiusura delle librerie, due domeniche fa, il 15 marzo, ma è in grande peggioramento" spiega all’ANSA Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol -GeMS, a cui fanno capo, tra l’altro, le case editrici Bollati Boringhieri, Chiarelettere, Corbaccio, Garzanti, Guanda, Longanesi, Nord, Ponte alle Grazie, Salani, Tea, Vallardi. Lo stesso dato è confermato da Mondadori. I due canali attivi, la Gdo, cioè supermercati, discount, e l’e-commerce, non compensano dunque l’assenza delle librerie. A noi lettori, per non soffrire di astinenza, è possibile tornare a leggere i classici della letteratura mondiale, che abbiamo acquistato e, forse, lasciato sugli scaffali della nostra libreria, attratti dalle opere di nuovi autori ed autrici che non abbiamo potuto fare a meno di acquistare. Oppure rileggere quello o quei libri che abbiamo tanto amato e che, vi assicuro, ad ogni rilettura avranno qualcosa di nuovo e di meraviglioso da raccontare.

Nicòl De Giosa

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