ITALIANS DO IT BETTER!

MILANO FASHION WEEK ECLISSA LONDRA FASHION WEEK

MILANO_FASHION_WEEK_ECLISSA_LONDRA_FASHION_WEEK.jpg

Lo scorso ventuno settembre si sono accesi i riflettori su Milano, che ormai da molti è considerata la “capitale morale” della moda, con buona pace dei nostri cugini d’oltralpe, che ha dato l’avvio alla fashion week, francamente di gran lunga più interessante, che ci regalerà sino al ventisei settembre, giorno di chiusura della settimana della moda milanese, sfilate originali, street style a cui ispirarsi, locali pieni di bella gente e la possibilità di incontrare per le strade della città tutti, ma proprio tutti, quelli che “contano” quando si parla di moda.

cms_4578/foto_1.jpg

Milano, mirabilmente, ha totalmente ecclissato, la fashion week di Londra giocando di anticipo, ha organizzato il giorno prima (venti settembre) la Vogue Fashion’s Night Out, dalle 19.00 alle 22.30, il quadrilatero dello shopping milanese era pronto ad accogliere i propri clienti e portarli alla scoperta delle nuove collezioni autunno-inverno, acquistare capi di limited edition, ma anche incontrare volti celebri, le immancabili it girl, parlare con gli stilisti, vivere una Milano di notte anche in modo diverso, come andare a vedere una mostra o assistere ad un concerto.

La Vogue Fashion’s Night Out ha fatto in modo, che gli addetti ai lavori si sono precipitati a Milano lasciando Londra nel clou della sua settimana della moda. A dire il vero Londra è stata una gran monotona delusione, infatti pochi erano i buyers o i giornalisti del settore che hanno presenziato alle sfilate londinesi, dove più che altro, ha sfilato tanto “niente” che alcuni hanno chiamato show altri innovazione, ma di certo, non si può definirlo moda. Tutti sono stati ben felici di lasciare Londra per Milano.

cms_4578/foto_2.jpg

Il pranzo inaugurale, organizzato dalla Camera della Moda e dal Comune di Milano, si è tenuto ai laboratori della scala, dove il Premier Matteo Renzi, con il solito discorso di rito, ha dato ufficialmente il via alla settimana della moda, la location scelta è stata davvero suggestiva, ai lati delle due lunghe tavolate, erano in bella mostra le scenografie e i costumi del Teatro alla Scala, il Premier si è soffermato a lungo con gli stilisti, Re Giorgio Armani gli ha sottolineato quanto il settore della moda continui a crescere, raddoppiando il suo fatturato mentre il PIL no, congedandosi da lui con questa frase: “siamo dei ragazzi che si danno molto da fare…noi”, allusione al Premier e alle sue politiche di governo?

Il primo giorno è stato un susseguirsi di sfilate, le più belle sono state quella di Gucci, di Roberto Cavalli, ma la più fiabesca e suggestiva senz’altro quella di Philipp Plein.

cms_4578/foto_3.jpg

La maison Gucci, tramite il suo designer Alessandro Michele, manda in passerella una donna che convive benissimo con stili ed epoche diverse, sfilano, contemporaneamente, completi punk dal taglio maschile ed abiti dal sapore vittoriano con maxi balze asimmetriche, organza settecentesca e paillettes in puro stile anni settanta. Maschile e femminile si fondono, nasce una donna che indossa un’armonia di elementi dissonanti. La moda, per lo stilista è una lanterna magica dentro la quale sfilano tutti i modi di essere una donna.

cms_4578/foto_4.jpg

Roberto Cavalli non si è smentito, riproponendo i suoi tratti distintivi che lo hanno reso inconfondibile in tutto il mondo, la sua donna è patchwork e trae ispirazione dagli indiani d’America, stampe navajo e le alpache si fondono per creare nuovi tessuti, la mia attenzione è stata rapita dalle collane etniche che si trasformano in bellissimi chocker, must have non solo di questa stagione invernale, ma anche per la prossima estate.

cms_4578/foto_5.jpg

Assistere alla sfilata dello stilista Philipp Plein è stato un vero spettacolo a volte rischiando di distogliere l’attenzione sugli abiti, lo stilista tedesco non ha deluso le aspettative, in una location fatta di casette nel bosco, giostre colorate e automobili color pastello, ha sfilato una donna tutt’altro che dolce ed arrendevole, i suoi outfit, in netta contrapposizione con l’atmosfera circostante, sono caratterizzati da borchie, catene e pelle. La sua anima è rock, metal, punk, ma con glamour, la prima a solcare la passerella è stata l’onnipresente Paris Hilton in total black con stivali da gladiatore, il vero pezzo forte della collezione. La sfilata show si chiude con la cantante Fergi che percorre la lunga passerella mano nella mano con lo stilista.

Il secondo giorno è aperto dall’eleganza senza tempo della donna Max Mara, continua con la leggerezza estetica di Luisa Beccaria, prosegue con il minimalismo di Prada e termina con l’irriverenza targata Moschino.

cms_4578/foto_6.jpg

La sfilata di Max Mara trae ispirazione dall’architetto d’avanguardia Lina Bo Bardi, che negli anni cinquanta ha cambiato radicalmente il pensiero di un’intera generazione dell’America Latina. Moltissime jumpsuit per uno stile sporty chic, maglioni oversize da indossare sopra pencil skirt, tantissima stampa tropical e animalier per abiti da sera come una seconda pelle, il punto vita viene sempre enfatizzato da bellissime cinture dall’aria vagamente sadomaso.

cms_4578/foto_7.jpg

Tutt’altra atmosfera si respira alla sfilata di Luisa Beccaria, porta in passerella abiti da sogno, impalpabili, leggeri che fanno sentire tutte le donne delle moderne “fate”. Hanno sfilato gli abiti più belli che abbia visto in questi due giorni di sfilate, è una donna elegante ed eterea dalle tonalità delicate che ha conquistato sia le ospiti “vip” presenti che gli esigenti buyer.

cms_4578/foto_8.jpg

La sfilata di Prada sovverte tutti gli schemi, il lusso c’è, ma non viene ostentato partendo dalla location che appare poco accogliente, con luci bianche che non comunicano emozioni. L’indirizzo è il solito: Via Fogazzaro al numero trentasei dove sorge l’edificio Prada, anche sui maxi schermi posizionati a lato della passerella viene proiettato un video in bianco e nero che contribuisce a mettere a disagio gli invitati all’evento. La donna che vestirà Prada la prossima estate avrà l’aria di una studentessa bon ton, perfettina, appena uscita da un qualche college esclusivo, minimal, ma attentissima ai dettagli. Mirabili come sempre i suoi accessori, sono le sue, le borse che tutte le donne, di qualunque età, vorrebbero avere al loro braccio. L’universo Prada può apparire democratico, ma a un occhio fashionista, ben allenato, si rivela per quello che è realmente, un circolo snob per poche fortunate, ma nel quale tutte noi vorremmo entrare! Infatti la sua sfilata rimane sempre l’evento più atteso e glamour della settimana della moda milanese, resta l’evento in cui è difficile accedere, anche se quest’anno per scrollarsi dalle spalle quell’aria da snob e rendersi più “democratica”, Prada ha aperto le porte anche a blogger e web influencer mai invitate, prima d’ora, ad accomodarsi nell’esclusivo club Prada, anche la signora della moda: Miuccia Prada ha dovuto scendere a patti con un diavolo di nome marketing.

cms_4578/foto_9.jpg

La seconda giornata della moda milanese si chiude con l’ironia e la follia dello stilista Jeremy Scott che per la maison Moschino ha creato una collezione piena di colore, stravaganze e tanta ironia. Le modelle di Moschino si ispirano alle paper dolls: figurini di carta disegnati a mano con cui le bambine con l’arte del taglia e incolla possono creare il proprio guardaroba, o come oggi è più trendy dire outfit. Ci sono molti dei temi cari all’indimenticabile Franco Moschino come i pois, le catene, gli orsi, ma la passerella finale ha l’impronta decisa di Jeremy Scott, sfilano abiti da sera surreali dove c’è di tutto sopra: ruches, catene, fiocchi, drappeggi, ricami paillettes…per chi ama vivere oltre il reale ecco a voi la donna Moschino by Jeremy Scott.

cms_4578/foto_10.jpg

E così, stanca, ma felice, sono prontissima a raccontarvi la terza giornata della moda milanese che si apre con il re Giorgio Armani, che forse in questa collezione è più principe che re, lo stile c’è tutto, l’eleganza pure i suoi colori non colori anche e forse è proprio qui l’inghippo. Tutto molto bello, tutto molto Armani, tutto molto visto, l’impressione che ho ricevuto è l’immobilità, niente guizzo creativo, una collezione che non aggiunge niente di nuovo alle precedenti e quindi mi sorge spontanea una domanda: che senso avrebbe acquistare capi che già si ha nell’armadio?

cms_4578/foto_11.jpg

Il ritorno del brand Krizia ha gli “occhi a mandorla”, visto che è la prima collezione creata dalla designer e imprenditrice cinese Zhu ChongYun che nel 2014 ha acquistato la casa di moda programmandone un rilancio mondiale. Nello spazio Krizia totalmente ristrutturato, la cultura cinese lascia il segno, dando vita ad una collezione dalle linee pulite, dai colori essenziali, unico vezzo concesso il plissè tanto caro alla stilista Mariuccia Mandelli.

cms_4578/foto_12.jpg

Con la sfilata della maison Versace cala il sipario sulla terza giornata di fashion week milanese, la stilista Donatella Versace manda in passerella una donna grintosa che indossa colori accesi e porta con disinvoltura jumpsuit come fossero una seconda pelle. L’intera collezione punta sulle asimmetrie e sovrapposizioni enfatizzate dall’uso dei colori primari. E’ una donna grintosa che non ha paura di mostrare il proprio corpo. Purtroppo, sarà un mio limite, nelle collezioni di Donatella Versace non riesco mai a ritrovare sino in fondo lo spirito geniale del mio amatissimo e insostituibile Gianni Versace.

Questo, mie care lettrici, è il reportage delle prime tre giornate di sfilate per capire come vestiremo la prossima primavera estate, certamente non esaustivo, tante le sfilate per solo ventiquattr’ore, così sono stata costretta ad una scelta, ho scelto di raccontarvi quelle in cui hanno sfilato i capi più interessanti, che hanno suscitato in me un’emozione tale da spingermi a condividerla con voi. Molti sono stati i nuovi talenti che definirei “interessanti” e di cui sentiremo di certo parlare in un futuro molto prossimo nella moda. Tra i tanti consiglio di tenere d’occhio due brand: ALCOOLIQUE brand creato dallo stilista napoletano Rocco Adriano Galluccio nel 2012 e QUATTROMANI creato da due designer sardi doc Massimo Noli e Riccardo Frau che amano definire le loro creazioni made in Sardinia.Entrambi i brand sono stati scelti da Vogue come miglior talenti emergenti.

L’appuntamento con voi è per mercoledì prossimo (28 c.m.) per scoprire le ultime tre giornate di Fashion week milanese, ma il mondo della moda corre, corre veloce, la sua mente e il suo cuore sono già alla prossima settimana della moda francese…Parigi aspettami arrivo!

T. Velvet

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App