I lavoratori della cultura in Europa

La crescita del numero dei lavoratori impiegati nella cultura è indipendente dalla dotazione nazionale di beni artistici

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L’Eurostat calcola il numero dei lavoratori impiegati nell’interno dell’industria culturale. Il novero dei soggetti impiegati nel lavoro culturale risulta essere molto ampio e tra questi troviamo i soggetti indicati di seguito:

  • 216-Architetti, progettisti, geometri e designer;
  • 2353-Altri insegnanti di lingue;
  • 2354-Altri insegnanti di musica;
  • 2355-Altri insegnanti d’arte;
  • 262-Bibliotecari, archivisti e curatori;
  • 264-Autori, giornalisti e linguisti;
  • 265-Artisti creativi e performanti;
  • 3431-Fotografi;
  • 3432-Interior designer e decoratori
  • 3433-Tecnici di gallerie, musei biblioteche
  • 3435-Altri professionisti associativi artistici e culturali
  • 3521-Tecnici di radiodiffusione e audiovisivi
  • 4411-Impiegati di biblioteca
  • 7312-Costruttori di strumenti musicali e sintonizzatori
  • 7313-Lavoratori di gioielli e metalli preziosi
  • 7314-Vasai e lavoratori collegati
  • 7315-Vetrai, frese, smerigliatrici e finitrici
  • 7316-Scrittori di segni, pittori decorativi, incisori e incisori
  • 7317-Artigiani in legno, vimini e materiali correlati
  • 7318-Artigiani nel settore tessile, della pelle e materiali correlati
  • 7319- Lavoratori artigiani non classificati al altrove

Il dato può essere analizzato in modo tale da costituire una classifica dei paesi europei per numero di lavoratori culturali. La Germania è al primo posto con un numero di lavoratori nel settore culturale pari a 1.663,7 mila, seguita dal Regno Unito con un valore pari a 1.492 mila e dalla Francia, al terzo posto con un valore pari a 939,4 mila. A metà classifica troviamo la Danimarca con un valore pari a 122 mila lavoratori nel settore della cultura al diciassettesimo posto, seguita dalla Grecia con un valore pari a 120,5 mila e dalla Finlandia con un valore pari a 115,5 mila. Chiudono la classifica l’Islanda con un valore pari a 11,2 mila, Malta con un ammontare di 9,9 mila lavoratori nel settore della cultura e il Montenegro con un valore pari a 8,2 mila lavoratori.

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Di seguito viene analizzato il ruolo dei lavoratori del settore culturale con riferimento all’Italia, alla Germania e alla Francia.

Italia. Il numero dei lavoratori impiegati nella cultura in Italia è cresciuto nel periodo compreso tra il 2011 e il 2017. Nel 2011 il numero dei lavoratori impiegati nella cultura in Italia è stato pari a 783,1 mila. Tra il 2011 e il 2012 il numero dei lavoratori impiegati nella cultura è cresciuto da 783,1 mila fino ad un valore pari a 812,7 mila ovvero una crescita in valore assoluto pari a 29,6 mila lavoratori pari al 3,78%. Tra il 2012 e il 2013 il numero dei lavoratori impiegati nel settore culturale in Italia ha subito una variazione da un ammontare pari a 812,7 mila unità fino ad un valore pari a 784,3 mila unità ovvero una riduzione pari ad un ammontare di 28,4 mila unità pari ad un valore di -3,49%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il numero dei lavoratori impiegati nel settore della cultura in Italia è diminuito da un valore pari a 784,3 mila unità fino ad un valore pari a 781,3 mila unità ovvero una riduzione pari ad un ammontare di 3 mila unità pari ad un valore di 0,38%. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il numero dei lavoratori impiegati nel settore della cultura in Italia è cresciuto da un valore pari a 781,3 mila unità fino ad un valore pari a 785,6 mila unità ovvero una crescita pari a 4,3 mila unità pari ad un valore dello 0,55%. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il numero dei lavoratori impiegati nel settore della cultura in Italia è passato da un ammontare pari a 785,6 mila unità fino ad un valore pari a 765,8 mila unità ovvero una riduzione pari ad un valore di -19,8 mila unità pari al -2,52%. Nel passaggio tra il 2016 e il 2017 il numero dei lavoratori impiegati nel settore della cultura in Italia è passato da un valore pari a 765,8 mila unità fino ad un valore pari a 825,5 mila unità ovvero una crescita pari ad un valore di 59,7 mila unità pari ad un ammontare del 7,80%. Nel complesso tra il 2011 e il 2017 il numero dei lavoratori impiegati nell’interno del settore della cultura è cresciuto di un valore pari a 42,4 mila unità ovvero una crescita pari ad un valore di 5,41%.

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Germania. Il numero di lavoratori impiegati nel settore della cultura in Germania è cresciuto nel periodo tra il 2011 e il 2017. Nel 2011 il numero dei lavoratori impiegati nel settore della cultura in Germania è stato pari ad un valore di 1.573,1 mila unità. Tra il 2011 e il 2012 il numero dei lavoratori del settore della cultura in Germania è cresciuto da un valore pari a 1.573 mila unità fino ad un valore pari a 1689,5 mila unità ovvero una crescita pari ad un valore di 116,4 mila unità pari ad un valore del 7,40%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il numero dei lavoratori tedeschi impiegati nel settore della cultura è diminuito da un valore pari a 1.689,5 mila unità fino ad un valore pari a 1.660 unità ovvero una riduzione pari ad un valore di 29,5 mila unità equivalente ad un valore del -1,75%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il numero dei lavoratori nel settore della cultura in Germania è diminuito di un ammontare pari ad un valore di 17,8 mila unità ovvero di un valore del -1,07% da un valore pari a 1.660 mila unità fino ad un valore di 1.642,2 unità. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il numero dei lavoratori impiegati nella cultura è passato da un ammontare pari a 1.642,2 mila unità fino ad un valore pari a 1.643,5 mila unità ovvero una crescita pari a 1,3 mila unità pari ad un valore di 0,08%. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il numero dei lavoratori impiegati nella cultura è passato da 1.643,5 mila unità fino ad un valore pari a 1.656,5 ovvero una crescita pari ad un valore di 13,00 mila unità pari allo 0,79%. Nel passaggio tra il 2016 e il 2017 il numero degli impiegati nel settore della cultura è cresciuto da un valore pari a 1.656,5 mila unità fino ad un valore pari a 1.663,7 mila unità ovvero una crescita pari ad un valore di 7,2 mila unità pari allo 0,43%. Nel complesso nel periodo tra il 2011 e il 2017 il numero degli impiegati nel settore della cultura in Germania è cresciuto di un valore pari a 90,6 mila unità ovvero una crescita pari ad un valore del 5,76%.

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Conclusioni. I dati analizzati mettono in evidenza la crescita del numero delle persone impegnate nelle attività culturali. In modo particolare il numero dei lavoratori impiegati nella cultura in Europa è cresciuto tra il 2011 e il 2017 di un valore pari a 931 mila unità. Tuttavia alcuni paesi hanno catalizzato la crescita in misura preponderante. Dei 931 mila posti di lavoro creati il 24,77% è stato prodotto nel Regno Unito, il 13,15% in Turchia e l’11,63% in Spagna. Regno Unito, Turchia e Spagna hanno creato insieme circa 460 mila posti di lavoro nel settore della cultura. E’ chiaro tuttavia che taluni posti di lavoro nel settore della cultura possono essere caratterizzati da una dimensione ciclica, ovvero legata alla stagionalità del turismo o delle politiche economiche dei governi rivolti alla rivitalizzazione delle attività artistiche-culturali e museali. Tuttavia è altresì evidente che taluni paesi hanno visto una riduzione del numero delle persone impiegate nella cultura tra il 2011 e il 2017. In modo particolare la Finlandia ha fatto segnare una riduzione pari a 1,44% degli impiegati nella cultura, la Norvegia ha ridotto i lavoratori della cultura dell’1,17% e la Grecia dello 0,68%. La scelta di aumentare o ridurre il numero dei lavoratori nel settore della cultura sembra solo in parte collegata alla presenza beni artistici e sembra più che altro legata alla volontà dei governi nazionali e dei sistemi economici locali di produrre degli incentivi per la produzione di quel particolare bene immateriale che è la cultura.

Angelo Leogrande

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