I sentieri di Psiche

Cosa succede nella mente umana quando ci si innamora

I_pensieri_di_Psiche_16_2_2019.jpg

Caro Lettore,

il cammino attraverso i Sentieri di Psiche continua…e si ferma davanti ad una delle più affascinanti sculture e leggende, quella di Amore e Psiche. Certamente si tratta di una leggenda che incarna e descrive la lotta tra la ragione e l’emotività.

cms_11840/0.jpgIn questi ultimi due giorni, a ridosso della festa di San Valentino, sono stati molteplici gli spunti di riflessione che mi hanno portato a decidere di scrivervi d’amore questa settimana. E, a conclusione di queste due intense giornate, mi rendo conto che tali riflessioni sono tutte intrinsecamente collegate tra loro. Ieri, in un Liceo di Molfetta, si è tenuto un incontro in cui si è parlato di libertà di parola, libertà di amare e di educazione a questi concetti tanto importanti anche e, soprattutto, in un’ottica di prevenzione a qualsiasi forma di violenza e prevaricazione. Il tema dell’amore e della sessualità è un tema di cui ancora oggi, spesso, si ha timore di parlare, poiché certamente è più complesso parlarne rispetto ad altri argomenti o altre tematiche; gli adolescenti di oggi cercano chiarezza e si fanno domande, al di là della loro apparente disinibizione: ma quel che colpisce di più è che le loro domande e i loro dubbi più frequenti appartengono alla sfera dell’affettività più che a quella della sessualità. Ho avuto l’opportunità di conoscere molti adolescenti in questi ultimi due anni, soprattutto perché mi sono occupata del progetto di psicologia nell’ambito della scuola alternanza lavoro in alcuni licei del territorio. Con i ragazzi abbiamo parlato di bullismo, di violenza di genere e soprattutto di affettività; è incredibile come un adolescente di fronte a questa tematica appaia dubbioso, perplesso e d’improvviso privato di quell’atteggiamento che tanti adolescenti hanno di “sfida”. E allora mi sono chiesta il motivo di questo cambiamento: mi sono risposta che tutto quel che riguarda le nostre emozioni il più delle volte ci disarma e ci rende vulnerabili.

cms_11840/2.jpg

A tal proposito, stamattina, ho deciso di dedicare il laboratorio specifico al tema dell’amore con la visione di alcuni cortometraggi tra cui “Brain divided” che consiglio a tutti di guardare: attraverso immagini estremamente eloquenti e delicate, racconta di cosa succede nella mente umana quando ci si innamora: la razionalità e l’emotività sono lì, come in una navicella spaziale, a contendersi il posto di comando e a seconda di chi è alla guida, il protagonista ha dei comportamenti contraddittori tanto da essere definito da molti “un pazzo” e questi comportamenti mettono a rischio la conoscenza con l’altra persona. Ad un tratto, razionalità ed emotività, arrivati allo scontro più arduo, si rendono conto che in realtà la loro lotta per il comando non li sta portando da nessuna parte o meglio non sta portando nulla di buono a colui all’interno di cui vivono; così si stringono la mano e decidono di stare in due, di stare insieme al comando…da qui poi il lieto fine.

Il filmato ha dato anche a me, oltre che agli ospiti del centro diurno, importanti spunti di riflessione e di riallacciamento a un concetto che in terapia di coppia è alla base e cioè che in ogni coppia che nasce esiste una lotta per il potere, in questa lotta non è bene che ci sia un vincitore, bensì è fondamentale che a vincere sia quello che si definisce il qui pro quo di coppia che nasce da una sana negoziazione delle “regole del gioco”; il qui pro quo di coppia non è mai definitivo ma cambia e deve cambiare nel tempo per il bene della coppia e soprattutto è indispensabile che ci sia motivazione a negoziare per trovare nuovi equilibri relazionali; ognuno di noi cambia e stando in coppia è molto difficile e complesso cambiare di pari passo: può succedere che uno dei due resti indietro rispetto all’altro e così ci si perde pur stando vicini, ci si perde di vista, all’improvviso scopri che la persona che un tempo scegliesti e di cui ti innamorasti non è più la stessa, non è più la stessa per te, perché in realtà non cammina più accanto a te, non percorre più cioè con te lungo i sentieri delle emozioni e dell’affettività.

Penso alla leggenda di Amore e Psiche: quest’ultima era così bella da essere invidiata da Venere la quale ordinò al figlio Cupido di far innamorare la fanciulla di un uomo brutto: ma Cupido, pur avendo natura divina, non riuscì a resistere alla bellezza di Psiche e se ne innamorò perdutamente; tuttavia non avrebbe mai potuto vivere il suo amore mortale se non di nascosto; perciò il loro amore si consumava soltanto al tramonto poiché lui nascondeva il suo volto all’amata. Psiche una notte, presa dalla curiosità, illuminò il volto di Cupido e ne vide la sua immensa bellezza: per questa trasgressione la fanciulla ne avrebbe sofferte di pene e di prove che avrebbe superate tutte tranne l’ultima, ma intanto Cupido la cercava, la trovò e riuscì, grazie all’aiuto di Giove, a farla diventare una dea. Da qui il lieto fine.

cms_11840/3.jpg

Quante volte, quando siamo innamorati, scendiamo anche noi “negli inferi” proprio come Psiche per esser diventati vulnerabili all’amore? Tante volte affrontiamo la prova più difficile: equilibrare e mettere d’accordo la razionalità con l’emotività, l’istinto con la ragione. Tutta la nostra vita in fondo si snoda attraverso questi due costrutti e quando troviamo il giusto compromesso tra i due, forse riusciamo a negoziare con chi amiamo le nuove “regole del gioco”.

Dice Benigni nel suo monologo sull’amore che noi sin dall’infanzia facciamo con la felicità ciò che il cane fa con l’osso: la nascondiamo fino al punto di non trovarla più e quindi dobbiamo cercarla, non dobbiamo smettere o stancarci di cercarla la felicità perché è ancora lì dove l’abbiamo lasciata, dove l’abbiamo nascosta. Spesso mi capita di pensare alla mia vita, a quand’ero piccola e mi prende una nostalgia così profonda delle passeggiate con mio padre, dell’orgoglio nel vederlo così elegante e raffinato nell’atrio della scuola mentre io scendevo le scale, della cioccolata bianca Galax che mi prendeva al bar del circolo ufficiali di Taranto, della voce del mare quando d’estate mi affacciavo dal lungomare della città e tanti ricordi ancora…semplicemente nostalgia di quel che non c’è più. Mi scuso col Lettore per questa brevissima digressione personale, soprattutto perché ci si chiederà cosa c’entri la nostalgia dell’infanzia con l’amore.

Beh, penso che la nostra vita sia un continuo oscillare tra piccoli attimi di felicità e piccole o grandi sofferenze: in mezzo ci sta la quotidianità, la condivisione, il sapere che oggi può essere andata male ma domani è un altro giorno con nuove opportunità, un altro giorno che diventerà un ricordo e che perciò va vissuto pienamente e operando sempre per il meglio. Per pensare e realizzare questo però è necessario che l’emotività non prenda il sopravvento e che la razionalità non offuschi i colori delle emozioni e dei sentimenti.

Un grazie rinnovato per l’attenzione, alla prossima settimana.

Teresa Fiora Fornaciari

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su