I sussidi di Stato in Italia

Tendono a crescere in corrispondenza alla riduzione del reddito nazionale lordo e delle remunerazioni dei lavoratori

I_sussidi_di_Stato_in_Italia.jpg

L’Eurostat attraverso il database Ameco analizza l’economia dei paesi facenti parte dell’Unione Europea nel periodo 1960-2019. I dati presi in considerazione fanno riferimento all’Italia. In modo particolare è stato analizzato il ruolo delle sovvenzioni che il governo italiano ha elargito nei confronti delle imprese italiane nel periodo considerato per incrementare il livello della produzione. Le sovvenzioni analizzate non devono essere rimborsate e vengono distinte dall’Eurostat in due diverse tipologie: sovvenzioni sui prodotti, sovvenzioni alla produzione. L’obbiettivo è quello di incrementare il livello della produzione, oppure incrementare il valore dei prodotti ed influenzare la remunerazione dei fattori di produzione. Nella nostra analisi sono stati utilizzati ben 8 regressori del medesimo database. In modo particolare risulta che il valore dei sussidi non rimborsabili che lo Stato ha concesso nei confronti del sistema industriale è associato:

  • In modo positivo rispetto all’indice dei prezzi al consumo armonizzato;
  • In modo negativo al reddito nazionale lordo pro-capite;
  • In modo negativo alla compensazione dei dipendenti come percentuale sul totale dell’economia;
  • In modo positivo alla percentuale del profitto delle imprese remunerativo del capitale;
  • In modo negativo alla compensazione reale per dipendente;
  • In modo positivo alla quota salariale rettificata;
  • In modo positivo alla produttività totale dei fattori;

cms_11862/0.jpg

Di seguito analizziamo alcune delle relazioni indicate nella tabella precedente.

Il rapporto tra i sussidi ed il reddito nazionale lordo pro-capite. Il rapporto tra sussidi e reddito nazionale lordo è negativo. Si tratta di un rapporto che è facile comprendere. Infatti i sussidi alla produzione vengono proposti proprio quando il prodotto interno lordo tende a ridursi per contrastare il ciclo economico. Le politiche economiche degli incentivi realizzate nei confronti delle imprese per aumentare la produttività vengono infatti predisposti degli interventi per contrastare le avversità del ciclo economico. In modo particolare, come per esempio è avvenuto durante la crisi economico-finanziaria del 2007, il valore dei sussidi dello Stato cresce quando sono presenti delle crisi. Il fallimento delle imprese, delle banche ed anche di interi mercati, come è accaduto per esempio per il mercato immobiliare, richiedono l’intervento dello stato soprattutto con sussidi a fondo perduto. Lo stesso dicasi per esempio delle calamità naturali, che pure fanno ridurre il reddito nazionale lordo, e che richiedono un intervento particolare da parte delle autorità per sostenere l’economia. Tuttavia gli approcci di politica economica consentono lo sviluppo di interventi anche in un altro caso ovvero nel caso dell’industria nascente. Quando infatti vi sono dei settori di attività economica che sono nuovi e che richiedono dei particolari interventi di protezione allora è possibile che si vengano a creare delle condizioni nell’ambito delle quali lo stato procede ai sussidi. Tuttavia il sussidio nei confronti dell’industria nascente risulta essere solo una parte del sussidio a fondo perduto che viene ad essere versato nei casi di crisi economica o di settore. Pertanto la relazione inversa tra sussidi dello Stato all’economia e andamento del reddito nazionale lordo pro-capite è assolutamente coerente con gli orientamenti di politica economica, non solo quelli legati al socialismo ma anche quelli di carattere liberale.

cms_11862/1.jpg

Figura 1. Il modello metrico stimato. Dati: Ameco-Italia 1960-2019.

La relazione tra i sussidi a fondo perduto e la percentuale del reddito totale attribuito ai dipendenti. Si tratta di una relazione negativa (vedi x_3). La relazione negativa è giustificata dal fatto che l’intervento dei sussidi dello Stato alla produzione avviene proprio in connessione con la riduzione della produttività e quindi con la compressione dei redditi disponibili per i lavoratori. La politica economica anche di ispirazione keynesiana e non soltanto socialdemocratica prevede la possibilità per lo Stato di intervenire in condizioni di compressione del prodotto interno lordo ovvero di riduzione dei redditi percepiti dalla popolazione dei lavoratori. Pertanto la relazione negativa tra sussidi dello stato e reddito totale attribuito ai lavoratori è assolutamente coerente con le logiche dell’intervento pubblico rivolte a sussidiare la produzione.

cms_11862/2.jpg

Figura 2. Ellisse di confidenza. Dati: Ameco-Italia 1960-2019.

La relazione tra i sussidi e la percentuale del profitto delle imprese remunerativo del capitale. Si tratta di una relazione positiva. I sussidi in genere comportano, paradossalmente, una crescita della dotazione di capitale nei confronti delle imprese in quanto si tratta di sussidi i quali vengono corrisposti per incrementare la produttività. Pertanto i sussidi generalmente vengono tradotti in acquisti di impianti e macchinari che contribuiscono alla crescita della componente patrimonializzata nell’interno delle imprese. I sussidi pertanto operano come una forza che incrementa la capitalizzazione. La crescita del valore del capitale comporta per le imprese la possibilità di incrementare la produzione nella realizzazione degli intendimenti della politica economica dei sussidi di stato.

cms_11862/3.jpg

Figura 3. Collinearità. Dati: Ameco-Italia 1960-2019.

Conclusioni. Il modello analizzato ha l’obbiettivo di verificare se esiste una relazione tra il funzionamento dei sussidi dello Stato alla produttività e alcune determinanti di carattere macro-economico con riferimento specifico all’economia italiana nel periodo tra il 1960 ed il 2019. In modo particolare appare evidente che i sussidi sono collegati ad una dimensione anti-ciclica dell’economia ovvero tendono a crescere quando il reddito nazionale pro-capite ed il valore delle remunerazioni dei lavoratori tende a ridursi. La relazione negativa evidenziata mette proprio in risalto quello che è l’obbiettivo specifico dei sussidi ovvero procedere ad incrementare la capacità produttiva delle imprese anche in condizioni di avversità del ciclo economico.

cms_11862/4.jpg

Figura 4. Analisi della varianza. Dati: Ameco-Italia 1960-2019.

Occorre anche sottolineare che nella teoria economica soprattutto liberale è previsto l’intervento non solo con riferimento alle imprese in difficoltà ma anche con riferimento alle imprese nascenti.

Il dibattito sui sussidi di Stato a fondo perduto è sempre stato molto acceso. Tuttavia vi sono dubbi che effettivamente possa esistere un capitalismo che in un qualche modo non sia sussidiato dallo Stato se non fosse altro perché lo Stato offre il quadro regolamentare e finanziario complessivo per l’esercizio dell’attività produttiva.

cms_11862/5.jpg

Figura 5. Capacità predittiva del modello. Fonte: Dati: Ameco-Italia 1960-2019.

L’Unione Europea in modo particolare, soprattutto con la nascita delle autorità per contrastare le concentrazioni del mercato, ha voluto intervenire per ridurre il valore dei sussidi pubblici attraverso norme e regolamenti. Tuttavia, la medesima Unione Europea è intervenuto con amplissimi programmi di sostegno alle imprese, per sostenere i processi di innovazione tecnologica, con fondi assegnati sia alle regioni sia ai destinatari.

Del resto il rapporto tra Stato e mercato sembra essere indissolubile pure in presenza di innovazioni tecnologiche come quelle prodotte dall’industria 4.0. Appare allora evidente quel patto che sottende il capitalismo che è appunto costituito dall’alleanza strategica di lungo periodo tra lo Stato, e le sue classi dirigenti politico-burocratiche, e i gruppi dirigenziali industriali e bancari.

Angelo Leogrande

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su