Il caffè pedagogico

Perché è importante leggere a tutte le età?

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«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro». È la nota citazione di Umberto Eco, il grande semiologo,filosofo e scrittore scomparso nel 2016, che descrive puntualmente l’importanza della lettura fin dai primi anni di vita.

cms_10272/2.jpgL’ascolto della voce della mamma che legge una fiaba, secondo gli esperti, svolge un’azione rilassante sin dai primi mesi di vita intra-uterina, ragion per cui è possibile verificare i benefici della “lettura” già all’interno del grembo materno.

Dopo la nascita, fino a che il bambino non imparerà a leggere, saranno i genitori ad aprirgli il mondo della fantasia e dell’avventura nel fondamentale momento della “fiaba della buonanotte”, specie se durante il giorno, a causa degli impegni lavorativi, non si ha la possibilità di stabilire quell’intimità essenziale per rafforzare il rapporto genitore/figlio.

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Col trascorrere degli anni, in tutte le tappe dell’esistenza - infanzia, adolescenza, maturità e senescenza - l’uomo trae giovamento, per molteplici motivi, dalla lettura.

Una doverosa precisazione riguarda la scuola: i testi scolastici rivestono un’importanza fondamentale, ma non sono sufficienti ad assolvere lo studente dal compito di leggere, di informarsi e di interessarsi ad un genere letterario, qualsiasi esso sia.

Leggere in primis migliora la proprietà di linguaggio, arricchisce il vocabolario e libera l’immaginazione.

Contrariamente a quel che si pensa, “fantasticare” è un passaggio necessario per la crescita, sognare ad occhi aperti funge da detonatore, alleggerisce la pressione della quotidianità ed esercita un’azione benefica anche sulla salute agendo positivamente sui livelli di stress.

Con l’avanzare dell’età, la lettura preserva le facoltà intellettive, riducendo notevolmente il rischio di demenza, Alzheimer ed altre patologie derivanti dal deterioramento di dette facoltà.

Secondo un sondaggio condotto nel 2016 da “Repubblica”, la percentuale degli italiani che in un anno hanno letto almeno un libro è in continua decrescita, oltre al fatto che in un numero sempre crescente di abitazioni non è presente alcun testo, eccezion fatta per quelli scolastici.

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Quello che manca è l’esempio: in una casa senza libri, in una famiglia nella quale i genitori sono i primi a non leggere, il bambino non è in alcun modo incentivato alla lettura, considererà questa pratica una grande scocciatura e con questa convinzione crescerà candidandosi a tutte le problematiche che l’abitudine a non leggere comporta.

Lucia D’Amore

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