Il caffè pedagogico

I giovani e le nuove forme di dipendenza: danni e possibili rimedi

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Recentemente ha scatenato non poche polemiche la circolare diffusa dal ministro della Pubblica Istruzione, Marco Bussetti, a proposito dei compiti assegnati per le vacanze, ritenuti dal titolare del Miur eccessivi e poco utili.

Ci si è di conseguenza chiesti quale fosse l’alternativa scelta dai ragazzi per trascorrere il tempo libero.

Il ministro auspicava una maggiore interazione con i propri famigliari ed amici, delle buone letture o delle salutari passeggiate.

Ma è davvero così?

Ne dubitiamo, dal momento che, specie nel periodo natalizio, i ragazzi trascorrono buona parte del tempo libero impegnati in giochi elettronici e sui social, perdendo la cognizione di tempo e realtà.

Hanno ricevuto per una percentuale altissima regali tecnologici: sì, perché ci lamentiamo dei nostri figli persi nella rete, ma siamo noi stessi gli artefici di questa nuova forma di dipendenza.

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Gli effetti deleteri sono pressoché immediati, psicologici e, ahimè, anche fisici.

Di tipo comportamentale sono gli effetti sulla psiche: straniamento, perdita della concezione del tempo e distacco. È frequente la tendenza ad esprimersi in modo aggressivo, sia verbalmente che con gli atteggiamenti, proprio come se ci si trovasse all’interno di una realtà virtuale.

Come già accennato, l’adolescente perde la cognizione del tempo: dimentica di mangiare e a volte anche di dormire, con le immaginabili conseguenze che tutto ciò comporta.

Isolandosi da tutto e da tutti, alle serate in compagnia di amici, alla passeggiata e ad ogni altra forma di svago preferisce la console, il personal computer e lo smartphone.

Percepisce la realtà attraverso la lente deformante del mondo virtuale, non è infrequente l’uso dello smartphone per chattare all’interno della stessa casa, non ha più voglia di parlare, di esprimersi fissando l’altro negli occhi.

Dal punto di vista fisico, i danni non sono da sottovalutare: problemi di vista, di scoliosi, legati alla postura e ultimi ma non in ordine di importanza, sebbene più rari, i danni cerebrali.

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Sono stati infatti registrati episodi di epilessia, derivanti dall’uso smodato di apparati elettronici in soggetti predisposti.

Tutto ciò è davvero molto allarmante.

Ma in che modo possiamo intervenire?

Innanzitutto stabilendo delle regole, poche e semplici, da rispettare e valide per tutti.

È fondamentale rispettare gli orari del pranzo, della cena, dello studio e del sonno, senza deroghe, poiché la convivenza ha dei ritmi che non possono essere interrotti. Anche i tempi di gioco devono essere regolamentati, oltre al fatto che i genitori dovrebbero essere competenti al fine di poter controllare la “navigazione” dei propri figli, per porre dei limiti alle possibili “derive” nelle quali c’è il rischio che incorrano.

E poi... l’esempio: un ragazzo che vede la propria mamma ed il proprio papà leggere, sarà stimolato ed incuriosito dalla lettura.

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Il grande Umberto Eco così definiva l’importanza dei libri:

«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro».

E noi non possiamo che concordare.

Lucia D’Amore

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