Il caffè pedagogico

La pedagogia contemporanea: pensiero laterale e problem solving - Parte I

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Coniato dallo psicologo maltese Edward de Bono, il termine pensiero laterale indica una modalità “alternativa” alla tradizionale tecnica di risoluzione dei problemi.

In pratica osservare la realtà da una diversa angolazione, anziché ricercare l’unica soluzione erroneamente ritenuta possibile, si rivela un’efficace metodo per questioni apparentemente irrisolvibili.

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Così come per il “pensiero divergente”, anche per la teoria formulata da De Bono, quindi, per ogni problema ci sono diverse possibili soluzioni o, quanto meno, vi sono più metodi per arrivarci.

Prendendo temporaneamente le distanze dal pensiero verticale, lo psicologo maltese afferma che allenare la mente ad essere intuitiva offre molte più chance di problem solving piuttosto che essere condizionati da una tipologia di pensiero logico e sequenziale che “ingabbia” e limita il nostro modo di vedere, interpretare e di conseguenza interagire con la realtà che ci circonda.

Due sono i punti cardine per esercitare il “pensiero laterale”:

1. sospendere il giudizio;

2. contemplare l’errore come fonte di feedback e come risorsa.

È tuttavia importante precisare che pensiero verticale e pensiero laterale possono coesistere per offrire una visione a tutto tondo delle soluzioni attuabili e delle strade percorribili.

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Famoso è il rompicapo dell’elettricista pigro e dei tre interruttori. In una prima stanza chiusa, è contenuta una lampadina ad incandescenza; nella seconda stanza, da cui la prima non è direttamente visibile, ci sono tre interruttori. Solo uno di questi interruttori accende la lampadina. Potendo azionare i tre interruttori a proprio piacimento, e potendo andare nella stanza chiusa solo una volta per verificare lo stato della lampadina, come si può determinare l’interruttore in grado di accenderla?

Le condizioni iniziali sono:

1. lampadina spenta

2. tutti gli interruttori in posizione off

Si mettono due interruttori (che chiameremo 1 e 2) su ON, si attende qualche minuto e se ne spegne uno (noi diremo il numero 1). Si va quindi a controllare la lampadina.

* Se la lampadina è accesa l’interruttore giusto è il numero 2.

* Se la lampadina è spenta ma calda l’interruttore giusto è l’1.

* Se la lampadina è spenta e fredda l’interruttore giusto è il numero 3.

Acquisire il pensiero laterale è fondamentale nella didattica, poiché, secondo i sostenitori di questa teoria, solo sperimentando nuovi percorsi, è possibile offrire un metodo differenziato che sia ad hoc per le molteplici esigenze che caratterizzano la scuola.

Possono esser d’aiuto le mappe creative, nelle quali il problema occupa il posto centrale, mentre le soluzioni (auspicabilmente varie e non scontate), si diramano da esso sulla base delle proposte dell’unità di apprendimento.

Come afferma De Bono: “Il pensiero laterale è un modo diverso e più creativo di servirsi dell’intelletto, che incoraggia a considerare un problema da molti punti di vista e a trovare le molteplici vie per giungere alla soluzione giusta”.

Lucia D’Amore

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