Il caffè pedagogico

La pedagogia contemporanea. Pensiero laterale: i “sei cappelli per pensare”.

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A proposito di apprendimento “creativo”, Edward De Bono ha introdotto un metodo innovativo per la risoluzione di problemi, che si discosta dal pensiero verticale (secondo cui per ogni quesito ci sarebbe un’unica risposta valida).

È un metodo denominato “Sei cappelli per pensare”, creato per chiarire le diverse modalità di pensiero utilizzate dalle persone nel contesto del problem solving.

Ciascun cappello rappresenta un approccio comunemente usato per la risoluzione di un problema.

cms_11662/2v.jpg Si tratta di un processo fortemente simbolico, che offre ai partecipanti uno spunto di riflessione circa i loro processi mentali ed il tipo di approccio che contraddistingue ciascuno di loro, di fronte ad una questione da risolvere.

Tuttavia, poiché, quando ci si trova di fronte ad una tematica o una decisione da prendere, si è portati contemporaneamente ad usare vari atteggiamenti di pensiero (logico, creativo, emotivo ecc…), questa sovrapposizione genera comunemente confusione in quanto uno di questi atteggiamenti tende a predominare sugli altri.

“Indossare” uno dei sei cappelli significa scegliere di orientare il proprio pensiero in una sola direzione.

In ambito educativo, negoziare una risoluzione ad un problema assicura uno scambio di idee, serve a creare un’atmosfera di empatia grazie all’interazione con gli altri interlocutori e conduce a risultati non scontati ma altrettanto efficaci.

Quel che conta è il processo attraverso cui si giunge alla soluzione di un qualsiasi problema.

Quanto al colore dei sei cappelli, ciascuno ha un preciso significato:

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Il bianco rappresenta la razionalità, il nero il pessimismo, il giallo l’ottimismo, il blu il controllo, il verde la creatività ed il rosso l’emotività.

Essi sono tutti utili al processo di problem solving e rappresentano una valida alternativa o compendio alla tradizionale modalità di risoluzione di un qualsiasi quesito che riguardi la conoscenza e non solo...

Si tratta infatti di un metodo utile in ambito aziendale, o più in generale nel mondo del lavoro.

Ma prima ancora, nella didattica, sperimentare il metodo dei “sei cappelli” è utile per acquisire una pluralità di modus operandi e l’elasticità propria del pensiero creativo; caratteristiche, queste, fondamentali per la costruzione di saperi condivisi che rappresentano una parte importante dell’apprendimento nell’ottica della pedagogia contemporanea.

Lucia D’Amore

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