Il caffè pedagogico

Il ruolo dei media nell’apprendimento

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Nella settimana più “mediatica” dell’anno, ci chiederemo quale sia il ruolo dei media in ambito pedagogico.

Spesso demonizzata, la tecnologia, se usata correttamente, costituisce un valido ausilio didattico ed educativo.

Nella scuola, la classe è vista come una struttura a quattro dimensioni: studente, docente, contenuti e
tecnologia ed ogni elemento ha un posto centrale nelle dinamiche di apprendimento.

cms_11735/2v.jpgGrazie agli apporti del costruttivismo socio - culturale, si evince che il ruolo dell’educazione è quello di promuovere l’interazione e la collaborazione con gli altri, al fine di costruire conoscenza e per scoprire prospettive che possano portare alla soluzione condivisa di un problema.

Poiché la scuola ha anche il compito di formare teste “versatili”, in grado cioè di apprendere cose sempre nuove e una pluralità di competenze, il saper utilizzare gli strumenti informatici può considerarsi una competenza chiave.

Le nuove generazioni, i cosiddetti nativi digitali, sono in grado di utilizzare efficacemente i personal computer, mediante i quali navigano in rete per effettuare ricerche scolastiche, per trarre delle informazioni utili e per svolgere test o giochi didattici interattivi, utili per l’apprendimento.

Il compito dei media, tuttavia è ben più ampio: in ambito educativo, come già più volte affermato, è fondamentale l’interazione tra i pari. A tal fine i social network garantiscono uno scambio di idee, opinioni e notizie provenienti da parti del mondo, un tempo ritenute lontane da noi ma che oggi, nell’era globale, sono a portata di mano, o, per riprendere il linguaggio informatico, a portata di click.

Se ben utilizzata, la rete è fonte inesauribile di informazioni; secondo Jacques Delors,politico ed economista, autore di Nell’educazione un tesoro, “La scuola dovrebbe instillare sia il desiderio che il piacere dell’apprendimento, la capacità di imparare ad imparare, la curiosità intellettuale”.

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Compito della pedagogia è quello di individuare il metodo più efficace per elaborare le informazioni ricavate dalla rete e per poterle trasformare in conoscenza e competenze, secondo le già accennate teorie del costruttivismo.

I sussidi tecnologici - siano essi strumenti audiovisivi, telematici ed informatici - portano all’innovazione del processo insegnamento - apprendimento, grazie alle grandi potenzialità della multimedialità, dell’interattività e, dato non trascurabile, dell’aggiornabilità.

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La società nella quale viviamo, infatti, evolve con incessabile rapidità, da ciò ne consegue un importante imperativo: la scuola ha il dovere di adeguarsi e di aggiornarsi al fine di evitare la pericolosa creazione di un gap tra istituzione scolastica e mondo esterno.

I nuovi linguaggi informatici hanno saputo instillare nei ragazzi di oggi nuovi stili di apprendimento di tipo reticolare, in base ai quali percepiscono come monotono e non interessante un apprendimento di tipo “lineare”, perché sollecitati da situazioni complesse e critiche che li mettono di fronte a sfide e problemi che sono invitati a risolvere.

Per concludere, i nuovi linguaggi mass-mediologici ed informatici della tecnologia e della cultura multimediale spingono lo studente ad acquisire nuovi saperi e competenze, per cui la scuola non può più proporre modelli definiti e stabiliti secondo le “grandi linee del passato” (certo, nostro grande patrimonio culturale), ma ridefinirsi secondo nuovi dinamismi e flessibilità di carattere organizzativo e funzionale.

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La cultura oggi si esprime infatti secondo nuovi linguaggi verbali, scientifici e tecnologici, linguaggi che soli possono aiutarci a comprendere il significato delle trasformazioni in atto, orientando scelte di progresso e benessere, nello sviluppo di quelle “intelligenze multiple” di cui parla H. Gardner (approfondiremo l’argomento in un momento successivo).

La scuola deve in definitiva educare non solo alla conoscenza (sapere) e all’abilità (saper fare), ma soprattutto a una competenza funzionale che permetta di trasferire tali conoscenze e abilità in situazioni esterne a quelle scolastiche, cioè nella vita quotidiana.

Lucia D’Amore

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