Il reddito prodotto dalla cultura in Europa

Tra il 2010 ed il 2015 il valore aggiunto prodotto dalla cultura in Europa è cresciuto per i paesi osservati di un valore pari a 23.872,52 milioni di euro

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L’Eurostat calcola il valore del prodotto interno lordo derivante dalle imprese operanti nel settore della cultura. Il dato è espresso in milioni di euro. I dati possono essere disposti nella forma della classifica. La classifica fa riferimento al 2015. Il Regno Unito è al primo posto con un valore pari a 118.686 milioni di euro prodotti dal settore della cultura, la Germania è al secondo posto con un valore pari a 88.040,2 milioni di euro e la Francia è al terzo posto con un valore pari a 65.441,9 milioni di euro. L’Ungheria è al dodicesimo posto con un valore aggiunto prodotto dal settore della cultura pari ad un ammontare di 3.740,2 milioni di euro, seguita dalla Grecia al tredicesimo posto con un valore pari 3.292 milioni di euro e la Romania è al quattordicesimo posto con un ammontare pari a 2.657,1 milioni di euro prodotti dal settore della cultura. Gli ultimi posti sono occupati da Islanda con un valore pari a 486,2 milioni di euro, Bosnia Erzegovina con un valore pari a 361,4 milioni di euro e Macedonia con un valore pari a 212 milioni di euro.

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Ranking dei paesi per valore aggiunto prodotto dalla cultura nel periodo tra il 2010 ed il 2015 - Classifica dei paesi europei per valore aggiunto in milioni di euro prodotto dal settore della cultura.. Fonte: Eurostat.

Di seguito viene analizzato l’andamento del valore aggiunto prodotto nel settore della cultura nel Regno Unito, in Germania ed in Italia nel periodo tra il 2010 ed il 2015.

Regno Unito. L’andamento del valore aggiunto prodotto nel settore della cultura nel Regno Unito è stato pari a 84.269,8 milioni di euro nel 2010. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 l’andamento del valore aggiunto nel settore della cultura nel Regno Unito è passato da un valore pari a 84.269,8 fino ad un valore pari a 87.822 milioni di euro ovvero una variazione pari ad un valore di 3.552,2 milioni di euro pari ad un valore di 4,22%. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura è passato da un ammontare pari ad un valore di 87.822 milioni di euro fino ad un valore pari a 93.243,5 milioni di euro ovvero una variazione pari ad un ammontare di 5.421,5 milioni di euro pari ad un valore del 6,17%. Il dato relativo al 2013 è mancante ovvero qualifica il caso di “missing value”. Tra il 2014 ed il 2015 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura nel Regno Unito è cresciuto da un ammontare pari a 87.301,2 milioni di euro fino ad un valore pari a 118.686,5 milioni di euro ovvero pari ad una variazione pari ad un valore di 21.385,3 milioni di euro pari ad una variazione del 21,98%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2015 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in milioni di euro nel Regno Unito è cresciuto di un valore pari a 34.416,7 ovvero pari ad una crescita del 40,84%.

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Andamento del valore aggiunto nel settore della cultura in milioni di euro. Fonte: Eurostat.

Germania. Il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in Germania è diminuito nel periodo tra il 2010 ed il 2015. Nel 2010 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in milioni di euro è stato pari ad un valore di 89.523,8 milioni di euro. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura è cresciuto di un valore pari a 3.437,3 milioni di euro ovvero di un valore pari a 3,8% fino ad arrivare ad un ammontare pari a 92.961,1 milioni di euro. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il valore aggiunto prodotto dalla cultura è cresciuto da un valore pari a 92.961,1 milioni di euro fino ad un valore pari a 93.355 milioni di euro ovvero pari ad una variazione di 393,9 milioni di euro pari ad una variazione dello 0,4%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura è cresciuto da un ammontare pari a 93.355 milioni di euro fino ad un valore pari a 93.574,1 milioni di euro ovvero pari ad una crescita di 219,1 milioni di euro pari ad un valore dello 0,2%. Nel passaggio tra il 2013 ed il 2014 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in Germania è diminuito da un valore pari a 93.574,1 milioni di euro fino ad un valore pari a 93.192,9 milioni di euro ovvero pari ad una riduzione di 381,2 milioni di euro pari al -0,4%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il valore dell’ammontare prodotto interno lordo derivante dalla cultura in Germania è diminuito da un valore pari a 93.192,9 milioni di euro fino ad un valore pari a 88.040,2 ovvero una riduzione pari a -5.152,7 milioni di euro pari ad una riduzione di -5,5%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2015 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in Germania è diminuito di un valore pari a -1.483,6 milioni di euro ovvero pari ad una riduzione di -1,7%.

Italia. Il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura è diminuito in Italia nel periodo tra il 2010 ed il 2015. Nel 2010 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura è stato pari ad un valore di 57.051,9 milioni di euro. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in milioni di euro in Italia è diminuito da un valore pari a 57.051,9 milioni di euro fino ad un valore di 53.418,1 milioni di euro ovvero una variazione diminutiva pari ad un valore di 6,37%. Ne passaggio tra il 2011 ed il 2012 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura è passato da un valore pari a 53.418,1 milioni di euro fino ad un valore pari a 53.491,7 milioni di euro ovvero una variazione positiva pari ad un valore di 73,6 milioni di euro pari allo 0,14%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in Italia è passato da un valore pari a 53.491,7 milioni di euro fino ad un valore pari a 49.847,6 milioni di euro ovvero pari ad una riduzione di 3.644,1 milioni di euro pari ad un valore del -6,81%. Nel passaggio tra il 2013 ed il2014 il valore aggiunto prodotto nel settore culturale in Italia è passato da un ammontare pari a 49.847,6 milioni di euro fino ad un valore pari a 48.665,4 milioni di euro ovvero una riduzione pari ad un ammontare di -3.644,1 pari ad una riduzione di -6,81%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in Italia è passato da un ammontare pari a 49.847,6 milioni di euro fino ad un valore pari a 48.665,4 milioni di euro ovvero pari ad una riduzione di -1.182,2 milioni di euro pari ad un ammontare del 2,37%. Nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in Italia è diminuito da un valore pari a 48.665,4 milioni di euro fino ad un valore pari a 48.628,4 milioni di euro ovvero pari ad una riduzione di 37 milioni di euro pari allo 0,08%. Nel complesso nel periodo tra il 2010 ed il 2015 il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura in milioni di euro è diminuito di un valore pari a 8.423,5 milioni di euro pari ad un valore del 14,76%.

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Winners and Losers nella produzione di reddito derivante dalla cultura. Fonte: Eurostat.

Conclusioni. Il valore aggiunto prodotto nel settore della cultura sembra essere sostanzialmente indipendente rispetto alla presenza di beni artistici-architettonici e sembra invece assai più legata alla questione della capacità delle società di organizzare le attività economiche in senso efficiente. Se la dotazione di beni artistici ed architettonici avesse un qualche rilievo nella determinazione del valore aggiunto prodotto dalla cultura allora l’Italia, la Grecia e la Spagna sarebbero ai primi posti delle classifiche. Invece la produzione di valore aggiunto nel settore della cultura, ed anche in altri settori, dipende sostanzialmente dalla capacità organizzativa degli imprenditori i quali siano in grado di organizzare i fattori della produzione ovvero il capitale umano, il capitale finanziario e la tecnologia. Certo taluni paesi hanno un capitale artistico da aggiungere nell’equazione che dovrebbe incrementare per lo meno il reddito potenziale. Ed invece, le classifiche mostrano che nella produzione di reddito la dimensione del patrimonio, dell’eredità del passato, conta in misura ridotta. Il reddito dipende dai fattori organizzativi ed istituzionali, da fattori sociali e finanziari, e solo in parte dalla dotazione patrimoniale del passato. Occorre pertanto rilanciare la formazione del capitale umano per creare imprenditori della cultura che sappiano mediare tra l’ottimizzazione della dotazione patrimoniale, l’efficienza del capitale umano impiegato ed il capitale sociale.

Si possono pertanto analizzare i vincitori ed i perdenti ovvero i “winners and losers” nel settore della produzione di valore aggiunto dalla cultura. Vengono considerati vincenti i paesi che hanno un tasso di variazione del prodotto interno lordo proveniente dalla cultura positivo tra il 2010 ed il 2015. I paesi winners sono:

  • il Regno Unito con una variazione percentuale del prodotto interno lordo derivante dalla cultura pari ad un valore del 40,84%,
  • la Slovacchia con una variazione pari ad un valore del 10,15%;
  • la Svezia con un valore pari al 9,62%;
  • l’Austria con un valore pari a 1,94%.

I paesi losers sono:

  • Belgio con un valore pari a -0,6%;
  • Germania con un valore pari a -1,66%;
  • Romania con una variazione del tasso di crescita del prodotto interno lordo derivante dalla cultura pari ad un ammontare del 3,31%;
  • Polonia con una variazione pari a 6,38%;
  • Slovenia con un valore pari a -6,48%;
  • Ungheria con un valore pari a 9,19%;
  • Portogallo con un valore pari a -14,77%
  • Italia con un valore pari al -14,77%.

Tuttavia in valore assoluto il PIL proveniente dalla cultura per i paesi analizzati è cresciuto di un ammontare pari a 23.872,52 milioni di euro. Le politiche economiche della cultura possono essere un driver per incrementare il PIL dei paesi. I policy makers possono incrementare il valore aggiunto prodotto dalla cultura attraverso l’azione sulla formazione del capitale umano per implementare le competenze professionali di carattere imprenditoriale in grado di sostenere gli investimenti e l’organizzazione aziendale rivolta alla produzione di valore aggiunto.

Angelo Leogrande

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