Il ritorno degli Stati-nazione

Cresce la spesa pubblica in percentuale del PIL, ma il debito sottodimensiona la produzione di beni pubblici pure richiesti dalla popolazione

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L’Eurostat calcola la spesa generale del governo come percentuale del prodotto interno lordo. Si tratta di una voce contabile generalista composta da 20 elementi tra i quali vi sono il consumo intermedio, la formazione di capitale fisso, la remunerazione dei dipendenti, le tasse sulla produzione, i sussidi, i redditi da proprietà, i trasferimenti sociali, gli assets non finanziari. I dati, che fanno riferimento al 2016, possono essere analizzati nella forma di un ranking.

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Al primo posto della classifica delle spese generali del governo in termini di prodotto interno lordo vi è la Francia con un valore pari a 56,4%, al secondo posto la Finlandia con un valore pari 56,00%, la Danimarca è al terzo posto con un valore pari a 53,6%. Nella metà classifica vi sono il Portogallo, al quattordicesimo posto con un valore pari a 45,00% del PIL, la Germania al quindicesimo posto con un valore della spesa generale del governo in percentuale del PIL pari a 44,2%, e i Paesi Bassi con un valore pari a 43,4% del PIL. Chiudono la classifica la Lituania, al ventinovesimo posto con un valore della spesa pubblica totale in termini di PIL pari a 34,2%, la Romania con un valore pari a 34,00% e l’Irlanda con un valore pari a 27,1%.

Di seguito si prendono in considerazione l’andamento della spesa governativa generale come percentuale del PIL in Italia, Francia e Germania nel periodo tra il 2008 e il 2016.

Italia. Il valore della spesa generale del governo come percentuale del PIL è cresciuta in Italia nel periodo tra il 2008 e il 2016. Nel 2008 l’ammontare della spesa complessiva del governo in termini di PIL è stata pari a 47,8%. Tra il 2008 e il 2009 la spesa generale dello Stato come percentuale del PIL è cresciuta da 47,8% fino a 51,2% ovvero una crescita pari a 3,4 unità equivalenti ad una crescita di 7,1%. Tra il 2009 e il 2010 il valore della spesa generale dello Stato come percentuale del PIL è diminuita da un valore pari a 51,2% fino ad un valore di 49,9% ovvero una riduzione di 1,3 unità pari a -2,5%. Tra il 2010 e il 2011 il valore della spesa dello stato come percentuale del PIL in Italia è passato da un valore pari a 49,9% fino ad un valore di 49,4% ovvero una riduzione pari a -0,5% equivalente ad una variazione di -1,00%. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore delle spese generali dello Stato come percentuale del PIL è passato da un valore pari a 49,4% fino ad un valore pari a 50,8% ovvero una variazione pari a 1,4 unità equivalente ad una variazione di 2,8%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore della spesa generale dello stato come percentuale del PIL risulta essere aumentata da un valore pari a 50,8 fino ad un valore pari a 51,1% ovvero una crescita di 0,3 unità pari a 0,6%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore della spesa del governo italiano come percentuale del prodotto interno lordo italiano è passato da 51,1% fino ad un valore pari a 50,9% ovvero una variazione diminutiva pari a -0,2 unità in valore assoluto e pari ad una variazione di -0,4 in valore percentuale. Tra il 2014 e il 2015 il valore della spesa pubblica del governo italiano come percentuale del prodotto interno lordo italiano è diminuito da un valore pari a 50,9% fino ad un valore pari a 50,2% ovvero una variazione pari a -0,7 unità in valore assoluto e pari a -1,4 unità in valore percentuale.Tra il 2015 e il 2016 il valore della spesa pubblica del governo italiano come percentuale del prodotto interno lordo italiano è diminuito da un valore pari a 50,2% fino ad un valore pari a 49,4% ovvero una variazione pari a -0,8 unità in valore assoluto e pari a -1,6 unità in valore percentuale. Tra il 2008 e il 2016 il valore della spesa pubblica del governo italiano come percentuale del prodotto interno lordo italiano è cresciuto da un valore pari a 47,8% fino ad un valore pari a 49,4% ovvero una variazione pari a 1,6 unità in valore assoluto e pari a 3,3 unità in valore percentuale.

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Francia. Tra il 2008 e il 2009 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è aumentato da un valore pari a 53,0% fino ad un valore pari a 56,8% ovvero una variazione pari a 3,8 unità in valore assoluto e pari a 7,17 unità in valore percentuale. Tra il 2009 e il 2010 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passato da un valore pari a 56,8% fino ad un valore pari a 56,4% ovvero una variazione pari a -0,4 unità in valore assoluto e pari a -0,70 unità in valore percentuale. Tra il 2010 e il 2011 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passato da un valore pari a 56,4% fino ad un valore pari a 56,0% ovvero una variazione pari a -0,4 unità in valore assoluto e pari a -0,71 unità in valore percentuale. Tra il 2011 e il 2012 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passato da un valore pari a 56,0% fino ad un valore pari a 56,8% ovvero una variazione pari a 0,8 unità in valore assoluto e pari a 1,43 unità in valore percentuale. Tra il 2012 e il 2013 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passato da un valore pari a 56,8% fino ad un valore pari a 57,0% ovvero una variazione pari a 0,2 unità in valore assoluto e pari a 0,35 unità in valore percentuale. Tra il 2013 e il 2014 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passato da un valore pari a 57,0% fino ad un valore pari a 57,1% ovvero una variazione pari a 0,1 unità in valore assoluto e pari a 0,18 unità in valore percentuale. Tra il 2014 e il 2015 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passato da un valore pari a 57,1% fino ad un valore pari a 56,7% ovvero una variazione pari a -0,4 unità in valore assoluto e pari a -0,70 unità in valore percentuale. Tra il 2015 e il 2016 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passato da un valore pari a 56,7% fino ad un valore pari a 56,4% ovvero una variazione pari a -0,3 unità in valore assoluto e pari a -0,53 unità in valore percentuale. Tra il 2008 e il 2016 il valore della spesa pubblica del governo francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passato da un valore pari a 53,0% fino ad un valore pari a 56,4% ovvero una variazione pari a 3,4 unità in valore assoluto e pari a 6,42 unità in valore percentuale.

Germania. Tra il 2008 e il 2009 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 43,6% fino ad un valore pari a 47,6% ovvero una variazione pari a 4,0 unità in valore assoluto e pari a 9,17 unità in valore percentuale. Tra il 2009 e il 2010 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 47,6% fino ad un valore pari a 47,3% ovvero una variazione pari a -0,3 unità in valore assoluto e pari a -0,63 unità in valore percentuale. Tra il 2010 e il 2011 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 47,3% fino ad un valore pari a 44,7% ovvero una variazione pari a -2,6 unità in valore assoluto e pari a -5,50 unità in valore percentuale. Tra il 2011 e il 2012 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 44,7% fino ad un valore pari a 44,3% ovvero una variazione pari a -0,4 unità in valore assoluto e pari a -0,89unità in valore percentuale. Tra il 2012 e il 2013 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 44,3% fino ad un valore pari a 44,7% ovvero una variazione pari a 0,4 unità in valore assoluto e pari a 0,90 unità in valore percentuale. Tra il 2013 e il 2014 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 44,7% fino ad un valore pari a 44,3% ovvero una variazione pari a -0,4 unità in valore assoluto e pari a -0,89 unità in valore percentuale. Tra il 2014 e il 2015 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 44,3% fino ad un valore pari a 43,9% ovvero una variazione pari a -0,4 unità in valore assoluto e pari a -0,90 unità in valore percentuale. Tra il 2015 e il 2016 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 43,9% fino ad un valore pari a 44,2% ovvero una variazione pari a 0,3 unità in valore assoluto e pari a -0,68 unità in valore percentuale. Tra il 2008 e il 2016 il valore della spesa pubblica del governo tedesco come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è aumentato da un valore pari a 43,6% fino ad un valore pari a 44,2% ovvero una variazione pari a 0,6 unità in valore assoluto e pari a 1,38 unità in valore percentuale.

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Conclusione. I dati analizzati fanno riferimento ad una crescita della spesa pubblica in termini di prodotto interno lordo. La crescita è stata infatti assai significativa, innanzitutto per la Francia che ha visto crescere il valore della spesa pubblica in termini di PIL di un valore pari a 3,4 unità nel periodo tra il 2008 e il 2016. L’Italia nello stesso periodo ha accresciuto il valore del prodotto interno lordo in termini di PIL pari a 1,6 unità e la Germania pari a 0,6. La crescita della spesa pubblica manifesta la presenza di un protagonismo nuovo degli Stati. Gli Stati infatti cercano di avocare a sé, soprattutto nel seguito della crisi finanziaria del 2008, delle competenze anche tipicamente rivolte al mercato. Sembra lontano il dibattito dialettico tra “Stato e Mercato” che ha caratterizzato il pensiero economico del dopoguerra, e seppure nell’accettazione del ruolo strategico dei mercati, le classi politiche cercano di reintrodurre elementi dello Stato soprattutto con riferimento alla regolamentazione, nella forma delle Autorità in grado di esercitare in parte la giurisdizione.

Gli stati dunque, lungi dall’essere assorbiti dal “turbo-capitalismo liberista”, risultano essere tornati in campo nell’interno dello scenario economico anche se con compiti differenziati. Tuttavia grava la questione del debito degli stati, la quale circostanza impedisce al policy maker d’individuare il ruolo nuovo dell’ente pubblico nella globalizzazione post-veritaria e rende la produzione di beni pubblici, pure richiesti dalla popolazione, in condizione strutturale di sotto-generazione.

Angelo Leogrande

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