Il trionfo di Boris Johnson

Quale futuro attende la Gran Bretagna?

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We did it, we pulled it off, didn’t we?” esordisce un entusiasta Boris Johnson, durante il discorso ufficiale tenutosi sulla soglia del numero 10 di Downing Street, consapevole della vittoria schiacciante ottenuta. “Ce l’abbiamo fatta! Voglio congratularmi con tutti per la più grande maggioranza conservatrice mai conquistata dagli anni ’80 ad oggi”. I Tories, infatti, si sono procurati la bellezza di 368 seggi, rappresentanti l’elemento chiave per l’attuazione della tanto agognata Brexit. Jeremy Corbyn, l’attuale leader del Labour party, si dichiara dal canto suo estremamente deluso dei risultati e furioso nei confronti dei media, accusati di eccessivi attacchi nei suoi confronti, nei confronti della sua famiglia e dei suoi colleghi, durante tutto il corso della campagna elettorale. Corbyn manifesta tuttavia estremo orgoglio per i messaggi di speranza, unità e giustizia che il suo partito sembra essere stato in grado di trasmettere nelle ultime settimane all’intero Paese. Dopo la sconfitta elettorale, ad attendere Corbyn soltanto le dimissioni da capo del partito, con elezione del nuovo leader prevista per il principio del nuovo anno.

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I risultati delle elezioni britanniche hanno chiaramente smosso gli animi di tutta Europa e in molti si sono pronunciati sugli eventi inglesi degli ultimi giorni. Matteo Salvini, ad esempio, coglie la palla al balzo per sostenere che se in Italia, il popolo fosse immediatamente chiamato a votare, il risultato sarebbe esattamente identico: una folgorante vittoria per la destra. “Boris Johnson? La coerenza e la chiarezza pagano. Ha detto esattamente agli inglesi cosa voleva per loro e gli inglesi hanno avuto la possibilità di votare. Noi, invece, siamo soggetti ad una minoranza”. Per tutta risposta, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, afferma: “Ho fatto le congratulazioni a Boris Johnson … confido nell’incremento delle relazioni commerciali e culturali tra i due Paesi”. Anche Giorgia Meloni non si fa scappare l’occasione per proferir parola sulla questione: “Stravincono i conservatori pro-Brexit. Negli anni 70, il Regno Unito entrava nella CEE perché pensava non ci fosse futuro fuori dall’Europa, oggi esce dalla UE perché pensa non ci sia futuro in Europa. Non sarebbe il caso di chiedersi cosa ha sbagliato la UE?

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Ma qual è davvero il futuro della Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea? Difficile poterlo prevedere con un grado di certezza assoluto, gli unici elementi attualmente a disposizione sono i dati oggettivi provenienti dalle borse che hanno registrato un trend assolutamente positivo per la sterlina inglese, nonché un rialzo del mercato azionario. Si tratta di una vera e propria boccata d’aria per i mercati inglesi, ma quanto durerà? La nuova incertezza che deriverà dai potenziali vacillanti rapporti tra Regno Unito e Unione Europea, scardineranno tutta questa momentanea euforia?

Elena Indraccolo

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