Il valore aggiunto lordo in Italia

Il lavoro fa crescere il valore aggiunto, anche se il cambiamento tecnologico potrebbe comportare l’insorgenza di una classe inutile di lavoratori

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L’Eurostat, attraverso il database Ameco, prende in considerazione l’economia dei paesi europei nel periodo tra il 1960 ed il 2019. In modo particolare nei dati proposti di seguito viene ad essere stimato il valore aggiunto lordo a prezzi correnti. Si tratta di una variabile che viene valutata sulla base di alcuni regressori che vengono ad essere impiegati, appartenenti al medesimo database e indicati di seguito:

  • Totale forza lavoro;
  • Spesa per consumi finali privati a prezzi correnti;
  • Reddito nazionale lordo disponibile
  • Eccedenza operativa lorda: economia totale
  • Quota dei salari sull’economia totale in percentuale del PIL a prezzi correnti.

Modello econometrico stimato

Regressione

Label

Variabile

Valore

P-value

Y

GrossValueAdded1

Valore aggiunto lordo a prezzi correnti: totale delle filiali

X_1

LabourForceStats1

Totale forza lavoro

Positivo

significativo

X_2

PrivFinConsEx1

Spesa per consumi finali privati a prezzi correnti

Positivo

significativo

X_3

NatDispInc1

Reddito nazionale lordo disponibile

Negativo

significativo

X_4

OpSurTotEco1

Eccedenza operativa lorda: economia totale

Positivo

significativo

X_5

AdjWageShare1

Quota salariale sul PIL: economia totale in percentuale del PIL a prezzi correnti

Positivo

significativo

DI seguito vengono ad essere analizzate le variabili significative. Tuttavia prima occorre chiarire quelle che sono le caratteristiche essenziali della variabile di controllo ovvero il Gross Value Added- il valore aggiunto a prezzi di mercato che è costituito dall’output totale meno il consumo intermedio. Il valore aggiunto lordo a prezzo di mercato è una misura che può essere disposta con riferimento alle singole tipologie di settore economico di appartenenza. Nel caso analizzato si fa riferimento al prodotto complessivo dell’intero settore economico. Tuttavia esistono delle relazioni tra il valore aggiunto lordo ed il PIL. Infatti il valore aggiunto lordo sommato alle tasse sui prodotti e meno i sussidi dà origine al prodotto interno lordo. Si sottolinea che le relazioni indicate sono semplicemente metriche ed essere non hanno alcune pretesa di universalità quanto piuttosto offrono degli spunti di riflessione per comprendere le particolarità dell’economia italiana nel periodo considerato.

La relazione tra valore aggiunto lordo a prezzi correnti e totale della forza lavoro. Si tratta di una relazione positiva. In modo particolare la crescita della forza lavoro è associata ad una crescita del valore aggiunto lordo. La possibilità di incrementare il valore aggiunto lordo dipende in modo particolare dalla crescita della produttività e quindi della forza lavoro. La relazione pertanto è significativa. Tuttavia questo ci porta a fare delle considerazioni sulla forza lavoro italiana in modo particolare sul rapporto tra persone in età lavorativa e pensionati alla luce anche della questione immigrazionista. E’ chiaro che il mondo del lavoro è molto cambiato e non richiede più, se non in misura marginale, delle attività rilevanti in termini di forza fisica, quanto piuttosto di carattere mentale e professionale. Tuttavia anche per lo svolgimento delle attività professionali conta la questione dell’età, e poiché la popolazione italiana tende ad invecchiare, è necessario integrare anche lavorati immigrati che abbiano l’età per poter entrare nel mercato del lavoro e dare un contributo alla produttività nazionale. Nel futuro la percentuale di anziani, ovvero persone oltre i 65 anni sul totale della popolazione potrebbe arrivare fino ad un valore del 40% secondo le stime dell’Eurostat. A quel punto l’economia sarebbe bloccata e priva di possibilità di sbocco. Ecco perché occorre tenere sotto controllo l’età media e mediana della popolazione perché in essa vi è una chiave essenziale sia dell’equilibrio politico sia della capacità produttiva dell’intera economia.

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Figura 1. Boxplot percentuale dei salari sul totale dell’economia. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

La relazione tra valore aggiunto lordo e la spesa per consumi finali privati a prezzi correnti. Si tratta di una relazione positiva per quanto riguarda l’economia italiana. La crescita dei consumi fa crescere il valore aggiunto. L’orientamento della società è diretto nei confronti del consumismo. Ed in un certo senso il consumismo risulta essere assai positivo per la crescita del valore aggiunto. Tuttavia nel caso del consumo occorre sempre distinguere quelli che sono gli elementi rilevanti a livello macroeconomico da quelli che sono gli elementi rilevanti a livello micro-economico. Se infatti la crescita del consumo è un fatto auspicabile perché fa crescere il prodotto interno lordo dall’altro lato un eccesso di consumo risulta essere particolarmente pericoloso per le persone che hanno dei redditi medio bassi. Infatti le persone che hanno dei redditi medio-bassi insieme alla crescita del consumo possono vedere anche la crescita dell’indebitamento, che mette in crisi la stabilità economico-finanziaria della popolazione. Pertanto occorre considerare con attenzione gli effetti negativi del consumismo sulle persone, per quanto in realtà l’economia nel suo complesso possa beneficiarne, ed indicare, nei confronti della popolazione, una via austera al consumo. Occorre introdurre degli elementi di educazione finanziaria che inducano le persone a comprendere che solo una parte, marginale, del proprio reddito può essere impiegata in consumi mentre una parte deve essere impiegata in risparmio ed in investimento.

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Figura 2. Modello econometrico stimato. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

La relazione tra valore aggiunto lordo e Reddito nazionale lordo disponibile. Si tratta di una relazione negativa anche se con un valore statistico ridotto. In realtà la motivazione per la presenza di una relazione negativa può essere trovata nelle modalità di costruzione del reddito nazionale lordo disponibile. Infatti il reddito nazionale lordo disponibile è determinato a seguito della sottrazione delle imposte, come per altro accade per il valore aggiunto lordo. Tuttavia la vera differenza è costituita dai consumi e dai redditi ottenuti nella vendita dei beni intermedi. Infatti i consumi intermedi non sono presenti nell’interno del valore aggiunto lordo mentre i redditi prodotti dai consumi intermedi sono compresi nell’interno del reddito nazionale disponibile. Infatti occorre mettere in evidenza taluni dubbi circa la relazione negativa tra valore aggiunto lordo e reddito nazionale lordo disponibile che potrebbe essere una distorsione metrica prodotta dall’analisi numerica. La teoria sembra suggerire un andamento positivo tra il valore del GDV ed il reddito lordo disponibile, un valore confermato dalla realizzazione di una stima robusta anche se privo di significato statistico.

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Figura 3. Regressione rafforzata. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

La relazione tra valore aggiunto lordo ed eccedenza operativa lorda. L’eccedenza operativa lorda è una misura che fa riferimento al reddito prodotto dalle imprese in grado di remunerare il fatto del capitale. Si tratta pertanto di una misura specifica del rendimento dello stock presente nell’interno delle imprese. La relazione tra la componente di valore aggiunto attribuibile al capitale e l’eccedenza operativa lorda è una relazione positiva ed in modo particolare risulta essere giustificata dal fatto che le imprese generano valore aggiunto. A tal proposito tuttavia occorre considerare quelli che sono i limiti del capitalismo nell’interno della dimensione della quarta rivoluzione industriale, ovvero la possibilità sempre più concreta delle imprese di realizzare dei risultati economici senza impiegare il capitale umano, ma soltanto attraverso l’utilizzo dello stock della tecnologia. Pertanto la possibilità sempre più concreta di realizzare una impresa senza dipendenti che funzioni in un modo automatizzato h24 può portare ad un rafforzamento della relazione tra capitale e valore aggiunto lordo nella riduzione del ruolo del capitale umano e nella manifestazione di quella che Harari (Anon., s.d.) ha definito “la classe inutile” ovvero delle persone che sono inutili alla produzione di valore aggiunto.

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Figura 4. Capacità predittiva del modello. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

La relazione tra valore aggiunto lordo e quota dei salari sull’economia totale in percentuale del PIL a prezzi correnti.Si tratta di una relazione positiva. Il valore fa riferimento alla percentuale del prodotto interno lordo attribuibile al valore lavoro. I dati mostrano che la percentuale del prodotto interno lordo che va al lavoro all’inizio del periodo di osservazione era pari ad un valore di 6,3% per poi giungere alla fine del periodo ad un valore di 5,2%. E’ molto probabile che la percentuale del lavoro sul prodotto interno lordo si riduca ulteriormente manifestando il dominio del capitale e della tecnologia nella produttività. Il valore aggiunto lordo pertanto è associato in modo positivo al contributo dei salari all’economia, tuttavia è necessario considerare che tale relazione positiva potrebbe diventare irrilevante con la crescita dell’economia dell’informazione applicata non tanto alla produzione industriale quanto piuttosto alla produzione nel settore dei servizi.

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Figura 5. Intervalli di confidenza per i coefficienti. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

Conclusioni. Dall’analisi svolta appare quanto che il valore aggiunto lordo a prezzi correnti è associato:

  • In modo positivo alla forza lavoro;
  • In modo positivo alla spesa per consumi finali privati a prezzi correnti;
  • In modo negativo al reddito nazionale lordo disponibile;
  • In modo positivo all’eccedenza operativa lorda;
  • In modo positivo alla quota dei salari sul PIL.

Tuttavia le relazioni che collegano il valore aggiunto al lavoro potrebbero cambiare in modo strutturale a seguito dell’utilizzo della tecnologia che può modificare in modo strutturale il modo di produzione e indurre ad un lavoro caratterizzato dalla inutilità dei lavoratori surclassati dagli algoritmi dell’intelligenza artificiale e del machine learning.

Riferimenti

Anon., s.d. [Online]
Available at: https://www.theguardian.com/technology/2016/may/20/silicon-assassins-condemn-humans-life-useless-artificial-intelligence

Tavole metriche.

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Figura 6. Ellise di confidenza. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

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Figura 7. matrice di covarianza dei coefficienti di regressione. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

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Figura 8. modello Anova. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

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Figura 9. Collinearità. Dati: Ameco. Italia: 1960-2019.

Angelo Leogrande

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