JEREMY SCOTT VS PITTI IMMAGINE UOMO

RED CARPET GOLDEN GLOBE AWARDS 2019

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Nel mondo del fashion system non si parla d’altro che della “scortesia” che il designer inglese Jeremy Scott della maison Moschino avrebbe fatto nei confronti di Pitti Uomo, la manifestazione fiorentina più importante per la presentazione delle collezioni moda uomo che nel 2015 gli aveva dato la possibilità di far sfilare la sua prima collezione uomo. Il designer ha infatti deciso che il fashion show di Moschino per la presentazione della collezione uomo e della pre-fall donna per il prossimo autunno-inverno ‘19/’20 andasse in scena l’otto gennaio, stessa data che ha dato l’avvio alla 95esima edizione di Pitti Uomo Immagine.

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Il fashion show si è svolto a Roma negli spazi di Cinecittà poiché lo stesso designer ha dichiarato di essersi ispirato per le sue collezioni al genio creativo del cineasta italiano Federico Fellini e ai suoi film più iconici come La Dolce Vita, Otto e Mezzo e Satyricon che proprio in questi studi sono stati girati. L’imperdibile evento ha costretto molti buyer, fashion editor e addetti ai lavori a dover scegliere tra Roma e Firenze che in occasione dell’inaugurazione del Pitti Uomo ha messo in campo evnti a cui in pochi hanno voluto rinunciare come il Gucci Garden e la tradizionale cena offerta dall’imprenditore e filantropo Brunello Cucinelli. Una sovrapposizione di eventi che hanno dissapori tra il designer e il fashion system che si è sentito “tradito” da chi in passato gli aveva assicurato una visibilità internazionale. Al netto delle polemiche la donna che vestirà Moschino anche nel prossimo inverno sarà una donna trasgressiva, insofferente agli stereotipi e con un gran voglia di colore, una pre-fall che non mi ha entusiasmata, ma d’altronde non ho fatto mai mistero di non condividere la visione troppo futuristica che il designer ha voluto dare alla maison stravolgendone il suo Dna. Una collezione folcloristica, difficile da indossare dalle donne “normali” che ha avuto la sola ambizione di creare stupore mancando di originalità e spessore stilistico.

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La notte dei Golden Globe 2019 che storicamente viene definita come l’anticamera degli Oscar anche quest’anno ci ha riservato grandi sorprese premiando i meno quotati dai bokmakers alla vigilia e trascurando quelli che, forse, la notte degli Oscar porterà agli onori cinematografici. Anche questa edizione ha lasciando a bocca asciutta il film più quotato A Star is Born al quale è stata riconosciuta solo il globo per la migliore canzone, globo ritirato dalla cantante pop Lady Gaga che però si è vista soffiare il globo come miglior attrice da Glenn Close. A far incetta di riconoscimenti sono stati, a sorpresa, due film come Green Book che ha vinto i globi come miglior sceneggiatura, miglior attore non protagonista e miglior commedia e il film Bohemian Rhapsody che si è aggiudicato il globo come miglior film e quello per la miglior interpretazione dell’attore Rami Malek calatosi perfettamente nel ruolo del frontman dello storico gruppo rock Queeen Freddie Mercury. Non ci resta che aspettare la notte degli Oscar per sapere se questi globi avranno un seguito o se il mitico “zio Oscar” finirà in mani diverse. Per le addicted da outfit da red carpet questa 76esima edizione dei Golden Globe si è ripresa quello che era suo, il glamour fatto di paillettes, piume e sfarzo portati alla ribalta da abiti che ci hanno fatto sognare o vivere un incubo a seconda dei casi. Sono passati solo dodici mesi, ma sembrano anni luce quando nella scorsa edizione il red carpet è stato un rigoroso monologo black, una passerella di dive vestite di nero in sostegno al movimento Time’s Up nato dopo lo scandalo Weinsten che ha sconvolto dalle fondamenta lo star system hollywoodiano. Se il total black politically correct dell’anno scorso aveva lasciato poco spazio di manovra alle fashion addicted e provocato molti sbadigli di noia, quest’anno la musica è cambiata e il glamour che ci si aspetta di vedere sfilare su un red carpet è finalmente tornato.

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La più attesa è stata Lady Gaga che ha mancato il globo come miglior attrice, ma non quello dell’outfit più spettacolare. La cantante si è presentata sul red carpet con un abito bustier principesco creato per lei dal designer Pier Paolo Piccioli della maison Valentino Haute Couture di un bellissimo blu pervinca che è stato un tripudio di taffetà con maniche a sbuffo ed uno strascico sontuoso. D’altronde siamo ai Golden Globe non su un red carpet di un party qualsiasi, l’unica perplessità è il colore dei capelli in pendant con l’abito, ma altrimenti non sarebbe Lady Gaga, d’altro canto l’acconciatura come il make uop sono stati perfetti. L’abito di Lady Gaga è stato un voluto riferimento all’abito indossato dall’attrice July Gardland che prima di lei aveva interpretato nel 1954 il suo stesso personaggio nel film A Star is Born.

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La super top Irina Shayk compagna dell’attore Bradley Cooper si è presenta ai Golden Globe con un abito gold della maison Versace che lascia poco spazio all’immaginazione, certo lei è bellissima, ma l’effetto è too much, troppa carne esposta e certamente lei non ne avrebbe bisogno, perché è sotto gli occhi di tutti la sua indiscutibile bellezza. Una regola aurea di dress code e di buon gusto impone che se si decide di mostrare il sopra il sotto va coperto e viceversa, l’abito sarebbe stato perfetto se non avesse avuto quel profondo spacco laterale che si apre troppo dando la sensazione che l’abito le stia stretto. Per il resto l’abito lingerie ha dei ricami bellissimi, la scelta dei sandali nude color gold è perfetta come la scelta di non indossare alcun gioiello. Il nuovo taglio di capelli dona alla top un’allure più smart e fresca (se avete intenzione di darci un taglio, il classico caschetto, che lo scegliate, in base ai vostri lineamenti, corto o più lungo, sarà un must have di stagione). Stendiamo un velo pietoso sul bellissimo Bradley Cooper che con il suo outfit total white con dettagli black è inguardabile…lo smoking bianco andrebbe vietato per legge!

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La cantante Janelle Monae si trasforma in una moderna faraona con un outfit della maison Chanel che per la prima volta stento a riconoscere, un abito orribile con sovrapposizioni sbagliate e un carico eccessivo di orpelli e ciliegina sulla torta la cantante ha pensato bene di indossare un bel paio di décolleté oro invece di un paio di sandali, certo sarebbe servito a poco visto l’outfit disastroso. Janelle Monae si aggiudica di diritto il globo come peggior outfit di questa edizione dei Golden Globe.

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L’attrice Julia Roberts è very chic nel suo romantico top monospalla in tulle e cristalli color nude con lungo strascico e cintura ton sur ton ad enfatizzare il punto vita che viene sovrapposto su un pantalone stile smoking dall’aria maschile. Anche per lei un bel dieci per la scelta dei sandali nude color black (se avete in programma di acquistare un paio di sandali sappiate che il must have della prossima stagione sono proprio questa tipologia di sandali, minimal e con la punta non tonda). Infine l’acconciatura, il make up e la scelta dei gioielli danno un’allure sofisticato a tutto l’outfit della maison Stella McCartney.

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Nicole Kidman sceglie un abito dalla linea minimal di micro paillettes color bordeaux della maison Michael Kors che non le dona affatto, è una tonalità troppo cupa che tende ad assorbire la luce anziché rifletterla nonostante sia totalmente in paillettes rendendo duri i tratti del suo viso “donandole” anche un’aria stanca. Anche l’acconciatura più da desperate housewives che da diva hollywoodiana non è il massimo, l’orlo è troppo lungo e la clutch sferica color silver mal si addice alla tonalità calda dell’abito come pure le décolleté che spuntano dall’abito sono inguardabili.

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Charlize Theron sceglie un abito black and white della maison Dior Haute Couture con un’apertura sul davanti fermata da un fiocco e profondo scollo sulla schiena. La gonna dalla linea a sirena con un leggero strascico ha l’orlo troppo lungo e un punto vita tropo basso che accorcia la silhouette persino a una bellissima come la Theron e purtroppo anche dal suo abito spuntano delle décolleté e non dei sandali e per giunta black che risultano troppo strong sotto una gonna white. Bellissimo il suo make up e la sua acconciatura molto fresca che rende bene l’idea di come il caschetto possa prendere una piega sofisticata nelle occasioni più importanti.

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L’abito rosa cipria con preziosi ricami silver della maison Louis Vuitton non rende giustizia all’attrice Emma Stone e alla sua bellezza, primo perché per la sua carnagione non è la nuance più adatta, secondo perché l’abito ingenera in chi guarda una sensazione di pesantezza (è troppo accollato, maniche lunghe, l’orlo troppo lungo) e old style che non si adatta alla sua giovane età.

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La stampa animalier come i tessuti spalmati sono certamente un must di stagione, ma l’accoppiata può essere la buccia di banana su cui facilmente si può scivolare e l’attrice Anne Hathaway ci è scivolata in pieno. L’abito bustier della maison Elie Saab ha tutto, ma anche troppo: maculato, scollo profondo, pezzi di tessuto spalmato e, Ça va sans dire, l’orlo troppo lungo. E’ un abito che si presta, amando il genere, ad un party meno formale che per il red carpet dei Golden Globe.

T. Velvet

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