L’ESTATE ALL’OMBRA DEL BIG BEN E’ ECO…FUR!

LONDON FASHION WEEK SPRING-SUMMER 2019

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Il mondo della moda, dopo New York, vola nella capitale inglese per la seconda tappa del fashion month, la London fashion week ha ospitato party, eventi di presentazioni, ma soprattutto tante sfilate da dove arrivano tendenze e tormentoni per la prossima primavera-estate. La capitale britannica da sempre la più anticonvenzionale delle fashion week non ha mancato di stupire con collezioni stravaganti (poche rispetto alle altre edizioni) e con il suo variopinto popolo dello street style unico nel suo genere. E’ stato il British Fashion Council ad annunciare che nelle passerelle londinesi non sfilerà alcun capo in pelliccia vera nel rispetto dell’iniziativa Positive Fashion che cerca di coinvolgere anche il fashion system su temi come l’ambiente e la sostenibilità delle catene di produzione dei capi. La sfilata evento è stata quella della maison Burberry che presenta il suo nuovo direttore creativo il designer italiano Riccardo Tisci che prende il posto di Christopher Bailey. Su di lui le aspettative di buyers e clienti sono altissime soprattutto dopo l’annuncio di una sua collaborazione con la designer inglese Vivienne Westwood per la creazione di una capsule collection in vendita dal prossimo dicembre che promette di coniugare il classico stile british con il pungente stile punk. La maison rinnova anche il suo storico logo in chiave minimal e moderna fortemente voluto fortemente dal designer italiano. Grande curiosità ha destato anche il debutto dell’ex presentatrice televisiva e it-girl Alexa Chung nella nuova veste di designer e la decisione dell’ex Posh Spice, oggi designer affermata, Victoria Beckham di ritornare a presentare le sue creazioni in patria, dopo una decade passata a sfilare nella grande mela, per festeggiare il suo decimo anno di attività. La MM6 maison Margiela quest’anno entra nel calendario ufficiale delle sfilate dopo alcuni anni fatti di soli eventi di presentazioni delle proprie collezioni. Anche in questa edizione la fashion week londinese si riconferma il trampolino di lancio di giovani designer, confermando di essere la fashion week più sperimentale, più giovane ed anticonvenzionale dove designer (ancora) sconosciuti ai più del fashion system, ma di cui sentiremo di certo parlare fanno la parte del leone come la designer Molly Goddard vincitrice del BFC/Vogue Designer Fashion Fund 2018.

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La collezione di Alexa Chung rispecchia il suo stile moderno e il suo essere icona di stile per tante donne che l’ha portata a vincere per ben tre volte il premio “Icona di Stile Britannica”. Anche nella sua collezione troviamo i must have di quest’inverno come la cappa, la jumpsuit e il capospalla in vinile che saranno anche capi chiave per la prossima primavera-estate. In passerella sfilano anche capi passe-partout come l’abito lingerie, il pantalone largo, ma non larghissimo, la gonna dalla lunghezza midi ultra chic. D’altronde lei sa cosa piace e cosa vogliono le donne di oggi che attraverso i social hanno già decretato il successo di questa collezione dalla palette colori delicata con nuance pastello. Anche per la Chung, che di intercettare trend ha fatto il suo lavoro, il foulard tra i capelli sarà l’accessorio imprescindibile per la prossima estate come già visto sulle passerelle della New York fashion week. Meno entusiasti sono stati i fashion editor che l’hanno definita una collezione monotona per stile e colori, il che può essere vero per certi versi, ma d’altro canto è indubitabilmente una collezione moderna, chic, smart con capi che si prestano a qualsiasi mood e questo, con buona pace dei fashion editor, sono cose essenziali per le donne che vivono una vita vera.

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Per il ritorno in patria e festeggiare degnamente il decimo anniversario di attività la designer Victoria Beckham fa le cose in grande senza badare a spese, affitta in esclusiva il più prestigioso wall pubblicitario in Piccadilly Circus la piazza simbolo e cuore di Londra dove campeggia la sua campagna pubblicitaria e da dove è stata trasmessa in diretta la sfilata per il piacere del popolo fashion che ha affollato la piazza per assistere all’evento. Anche la location è stata d’eccezione la galleria Thaddaeus Ropac situata nel raffinato quartiere di Mayfair che si trova a due passi dallo store in Dover Street dove gli invitati hanno potuto acquistare in anteprima alcuni dei capi visti sfilare poco prima in passerella e pagare direttamente alla designer che per l’occasione ha vestito i panni, molto glamour, di cassiera del suo store.

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Per la prossima estate la donna “Beckham” veste in pieno mood mannish, lo stile androgino dal tocco seducente che è diventato il tratto distintivo della designer e della sua moda, come le sue linee rigorose, i tagli asimmetrici, le t-shirt, i volumi oversize e una palette colori dai toni primari e con pochi e sempre discreti tessuti stampati. Protagonisti assoluti della passerella sono stati il blazer oversize e i pantaloni con spacco frontale da indossare sotto le gonne asimmetriche o sotto gli abiti lingerie che a detta di molte influencer potrebbero essere il tormentone fashion della prossima primavera-estate. Le borse diventano super maxi che ogni fashion addicted porterà rigorosamente sottobraccio già da quest’inverno.

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Il designer italiano Riccardo Tisci che evitò alla maison Givenchy la bancarotta riportandola in auge e guidandola per dodici anni non delude le aspettative portando in passerella per la maison Burberry una collezione super chic con tocchi di modernità senza inutili eccessi. Una collezione che ha riscosso grande consenso tra i buyers e tra le fortunate clienti presenti alla sfilata meno tra i fashion editor, la giornalista di moda del Times Vanessa Friedman ha accusato il designer di aver portato in passerella una collezione che non aveva niente di stupefacente scrivendo sul Times queste parole: “è stato un inizio che ha puntato tristemente sul sicuro”. A mio modesto parere invece è stata la più bella collezione che ho visto sfilare durante la London fashion week, una collezione chic, moderna e dalla cura sartoriale che ormai avevo dato per dispersa nella capitale britannica. Riccardo Tisci invece è stato bravissimo a mettere in stand by (almeno per il momento) la sua vena punk-rock puntando su una visione pratica in chiave chic della donna che sono sicura sarà un’arma vincente per risollevare le vendite, non proprio floride, della storica maison inglese. Con buona pace della fashion editor Vanessa Friedman che alla visione della sfilata non ha fatto un balzo sulla sedia dallo stupore (parole sue), oggi a Burberry serve andare incontro alle esigenze delle proprie clienti senza smantellare la lunga e gloriosa storia della maison e soprattutto vendere!, poi ci sarà tempo per le stravaganze da designer. L’iconica stampa della maison si rigenera grazie ai tagli moderni dei capi come le splendide camicie che sembrano dei body, un ibrido che sposa la classicità della storica stampa. I pantaloni morbidi che hanno un foulard come cintura sono davvero glamour (per la prossima estate il foulard sarà l’accessorio multifunzione di cui tutte le fashion addicted non potranno fare a meno, da indossare tra i capelli, come una cintura o come charms per le borse). Anche da Burberry sfilano i capi che sono già must have da quest’inverno come i capispalla in vinile (quindi niente sensi di colpa, correte ad acquistarlo dello stesso magnifico rosso della foto), gonne midi e svasate, stampa animalier e marsupi super glam da usare come cintura.

Con la testa e le gambe già a Milano (la fashion week più attesa…diciamocelo!) posso affermare che anche a Londra come a New York gli echi dell’inverno si fanno sentire sulle passerelle delle collezioni per la prossima primavera-estate, che è stata una fashion week più intimista (meno sfilate, ma di molti non ho sentito affatto la mancanza…anzi!), meno stravagante ed eccessiva rispetto agli anni scorsi. I designer per le loro collezioni hanno messo le donne e il mercato al centro del loro lavoro e non più, come in passato, sterili esercizi di creatività fini solo a se stessi, ma che poi negli store non davano i riscontri auspicati. La London fashion week mi stupisce positivamente reinventandosi chic e glamour abbandonando, almeno per quest’edizione, quell’allure provocatorio e a tratti trash che è stato da sempre la sua principale connotazione.

T. Velvet

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