L’IMPATTO SOCIALE DEL CORONAVIRUS

I numeri della “matematica del contagio” forniscono una speranza

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L’impatto del coronavirus sul mondo va analizzato da più punti di vista, non solo quello prettamente medico-sanitario e di conteggio dei contagi. La matematica tornerà utile, ma per cercare una speranza ed allontanare previsioni eccessivamente pessimistiche, veicolate in primis dalle percentuali in ribasso in borsa (circa un 15% complessivo, analizzando i titoli principali).

L’impatto del virus, cercando ottiche trasversali, è anche di tipo sociale. Ne è dimostrazione la bella lettera del preside del liceo Volta di Milano ai suoi studenti. Il passaggio più importante recita: “Tra le righe sulla peste nei Promessi Sposi ho trovato similitudini con questi giorni di ansia e di caccia al nemico: ieri gli alemanni, oggi i cinesi”.

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Effettivamente, come fa notare La Repubblica, il capitolo 31 dell’opera di Alessandro Manzoni si apre con parole inequivocabili: “La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata per davvero, come è noto; ed è noto che parimente non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia…”.

Citando una delle più grandi opere di sempre, Domenico Squillace pone l’accento su un punto fondamentale: “L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è guardare i nostri simili come una minaccia”. È chiaro come il sole che ciò non ha senso, non si tratta di istinto di sopravvivenza (giusto, Freud?), quindi si può cercare un’ancora di salvezza.

Il Corriere della Sera propone un’analisi interessante, riassunta in tre parole: “matematica del contagio”. Proviamo a spiegarla un po’, e a capire perché potrebbe essere un parziale rimedio allo sconforto che continua a circolare in questi giorni.

Si parte dal definire un modello, definito SIR, ovvero articolato su tre variabili, che rappresentano una teorica divisione della popolazione: i Suscettibili (S), gli Infetti (I) e i Recovered (R). I valori S e I sono soggetti a continue variazioni (anche gli S possono essere potenzialmente tutta la popolazione mondiale), quindi ci concentriamo su R, il più importante dei tre.

In particolare si prende in considerazione il valore R0, ovvero il numero di persone in media infettate da un particolare soggetto. Esempio: il soggetto X va in un paese Y e infetta una persona Z, che a sua volta infetterà una persona e così via. Per cercare di avere un quadro chiaro e sintetico si può utilizzare il concetto matematico della Sequenza di Leonardo Fibonacci: 1 1 2 3 5 8 13 21 34…

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Con questa sequenza (ideata nel ‘600 per cercare di definire la frequenza di riproduzione dei conigli) si riesce anche a ricavare a quanto equivale, per ora, effettivamente R0: 2.5 circa. È un valore alto, come fa notare il quotidiano, poiché l’ideale è che si mantenga intorno all’1.

Non c’è bisogno di disperarsi, però: come detto prima, siamo tutti potenzialmente suscettibili, ma non è detto che si debba passare ad “infetti”. La conclusione, riportata anche in questa sede, è una sola: se il valore R0 si riduce vuol dire che l’espansione sta rallentando. E le precauzioni che si stanno prendendo possono ampiamente contribuire a raggiungere questo risultato.

Francesco Bulzis

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