L’ITALIA MISTERIOSA

SCOPRIAMO LA PUGLIA

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La Puglia… una regione riscoperta solo da poco, che unisce l’arte e la storia a mari ancora incontaminati. Percorrendo l’autostrada si possono ammirare immense distese coltivate, ed ogni podere, ogni scorcio, meriterebbe una narrazione a sé, iniziando dagli appezzamenti divisi per famiglie durante il fascismo, sorta di microcomunità utopiche per portare avanti il concetto di autarchia. Ma limitandoci ai percorsi più suggestivi e misteriosi, iniziamo da Monopoli, in provincia di Bari.

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Qui si trova la Chiesa dei Santi Andrea e Procopio, all’interno di un villaggio rupestre vicino all’antica Via Traiana. Era un villaggio invisibile, costruito sotto il piano di calpestio. Sono visitabili le grotte usate nel passato come abitazioni, un antico frantoio ipogeo, ed una cripta, al cui interno si possono ammirare Croci Patenti - Templari - e Croci Cristiane, unitamente ad affreschi raffiguranti, tra gli altri, San Giorgio, l’Annunciazione, i Santi Pietro e Paolo. Continuando a scendere verso il tacco dello stivale, arrivati all’altezza dell’uscita per Andria, si noterà sulla destra un altopiano circondato da una fitta vegetazione, dietro cui è celato uno dei monumenti più celebri e discussi della penisola, Castel del Monte.

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Della sua storia si conosce quasi tutto, da chi lo fece costruire, e cioè Federico II, alle misure. Ciò che è ignoto invece è il messaggio celato dentro quelle mura, o forse dalle mura stesse. È stato stabilito che fosse impossibile abitarlo, a causa delle dimensioni delle stanze. Sono stati riscontrati i numeri alla base della pianta, si è ipotizzata una sorta di geometria sacra, ma il mistero resta. Secondo alcuni questo castello è un percorso iniziatico per cavalieri, per altri lo scrigno del Graal oppure un osservatorio, altri ancora hanno creduto che in passato, data le forma ed i colori ormai consumati, dovesse risaltare agli occhi dei viandanti come una gigantesca corona, simbolo dell’Imperatore. Qualunque sia la spiegazione, entrarvi è comunque una esperienza difficilmente esprimibile. Lasciato il castello si torna sull’autostrada, proseguendo verso Brindisi, ma prima, una breve sosta a Statte, in provincia di Taranto, dove si trova il viottolo delle streghe, una delle tante strade italiane dove si va in discesa pur essendo in salita.

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In direzione di Brindisi si arriva poi a Egnazia, l’Atlantide pugliese. Qui si trovano i resti di una città in parte sommersa dalle acque dell’Adriatico, ed un sito archeologico molto interessante, con abitazioni in parte recuperate, assieme ad utensili e vasi. Ma la parte più suggestiva sono le vasche ancora visibili sulla riva, e nei giorni di mare calmo le colonne che si intravedono sotto il mare. Lecce è l’ultima tappa di questo viaggio, anche se sarebbero molti i luoghi da visitare lungo il tavoliere delle Puglie. A Calimera si trova la Chiesetta di San Vito, che cela al suo interno un grosso masso calcareo con un foro, al centro, che emerge dal pavimento. Secondo la tradizione, passare attraverso quel foro durante il lunedì di Pasqua purifica, facendo rinascere a nuova vita. Si tratta comunque di un monolite precristiano legato, per ovvi motivi, al culto della fertilità, ed il foro molto stretto rappresenta il momento del passaggio del nascituro al mondo dei vivi. Da Calimera ci dirigiamo verso Patù, dove esiste un monumento noto come le Centopietre, un edificio basso, con i tetti spioventi, al cui interno gli affreschi, ormai sbiaditi, rappresentano santi, secondo le tradizioni iconografiche dei monaci Basiliani. Inoltre al suo interno sono state rinvenute alcune tombe scavate nella roccia. Un edificio che affascina, come se celasse altro, ma che non è stato oggetti di studi approfonditi.

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Infine, scendendo verso Otranto si arriva a Porto Badisco, dove si trovano alcune grotte, di cui tuttora molte inesplorate. Sulle pareti sono presenti rappresentazioni primitive di scene di caccia, di animali, impronte, tutto in ambienti situati 20 metri sotto il livello del mare. Si tratta, secondo gli studiosi, di immagini che hanno attraversato 6.000 anni per giungere fino a noi. Alcune rappresentazioni inoltre sembrano essere estranee ai tempi in cui sono state prodotte, aliene secondo molti speleologi. Ed uno di essi, Isidoro Mattioli, negli anni 70 del secolo scorso visse una esperienza difficile da interpretare, con suoni provenienti dai cunicoli, e la visione di un umanoide alto circa 80 cm., e dagli occhi infuocati. Leggenda? Suggestione? Forse, ma il fatto che alcuni cunicoli siano inaccessibili ai visitatori, e proprio quelli incui sono presenti le immagini più arcane, rende il tutto ancora più particolare. Puglia, non solo mare, non solo divertimento, ma anche molti misteri.

Paolo Varese

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