L’Italia con +0,2% è il fanalino di coda. Che fare?

La Commissione Europea lancia l’allarme sulla crescita

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La Commissione Ue ha da poche ore lanciato la fotografia della situazione relativa alla crescita economica dei Paesi Europei. L’Italia è ultima – anzi ultimissima – con un +0,2% di crescita stimata sul PIL. Fa nettamente peggio dei cosiddetti “malati d’Europa”, Spagna e Grecia, che segnano rispettivamente un +2,1 e +2,2%. Questo stato dell’arte drammatico per l’Italia mette in discussione anche la legge di stabilità, approvata a dicembre dal governo italiano, tra mille difficoltà e criticità, su una crescita stimata dell’1%. La crescita quasi a zero porterà inevitabilmente il governo italiano ad un’ulteriore manovra extra al fine di trovare le coperture per la legge di stabilità che era molto sbilanciata – secondo molti economisti ed esperti – sul deficit e sulla spesa corrente.

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Un deficit a spesa corrente, deciso in legge di stabilità dal Governo Lega-5stelle, per dare il via al tanto discusso reddito di cittadinanza, alla revisione organizzativa dei centri per l’impiego che avrebbero avviato al lavoro nuove forze fresche con migliaia di nuovi posti di lavoro, poi la quota 100 per l’uscita in pensione anticipata. Ora le previsioni dicono che sarà un momento di stagnazione economica per l’Italia, che a differenza di tutti gli altri stati Ue non riesce ad imboccare la strada della crescita. Serve coraggio e ragione, un momento di riflessione puntuale per capire cosa fare per il futuro. Le accuse reciproche tra maggioranza e opposizione non sono mancate nei giorni precedenti e ora, dopo i dati “di piombo” della Commissione UE, c’è poco da interpretare e da anticipare. É tutto manifesto e drammatico per il nostro Paese. Le reciproche attribuzioni di colpa non mancano, laddove si dovrebbe privilegiare la convergenza e la comunità d’intenti.

Questo drammatico momento per l’economia italiana si manifesta in piena campagna elettorale per le Europee del prossimo maggio. E certamente la crisi sul lato della crescita, certificata dalla Commissione Ue, modificherà la percezione dell’elettorato sui temi economici che saranno prevalenti rispetto al tema dell’immigrazione che ha tenuto gli italiani incollati agli schermi delle TV, ai social e ai giornali negli ultimi mesi.

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Attualmente l’Italia vive nel paradosso di essere la nazione che cresce meno di tutte in Ue, ma è al contempo il Paese con il più alto livello di tassazione d’Europa. “Per aspera ad astra”, ci toccherà dire per il prossimo futuro, considerando che, in ogni caso, il Belpaese rimane la seconda industria manifatturiera europea, eccellenza della cucina nel mondo, attrattore turistico importante e patria di tanti cittadini che, in ogni parte del globo, rendono onore all’Italia e all’italianità.

Enrico Marotta

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