L’OUTFIT DELLA CANZONE ITALIANA

TERZA SERATA DELLA 69ESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DI SANREMO

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Siamo giunti al giro di boa, a pochi minuti dall’inizio della terza serata del Festival di Sanremo si comincia ad intravedere la luce in fondo al tunnel, un tunnel che quest’anno è stato più buio che mai, i telespettatori sono stati lasciati soli, senza guida alcuna dato che su palco dell’Ariston la figura del conduttore è ufficialmente dispersa. Ieri sera l’apparizione di Michelle Hunziker è stata una scialuppa di salvataggio per gli smarriti spettatori, con l’augurio che la figura del conduttore, l’anno prossimo, abbia la giusta importanza, perché i telespettatori non possono essere lasciati alla mercé di un direttore artistico, di un comico e di un’imitatrice senza nessuno che tenga la barra dritta. L’anno scorso lo avevo già scritto che Claudio Baglioni e Pierfrancesco Favino non erano stati all’altezza di condurre, ma tutto era stato meno evidente perché c’era lei, Michelle, una conduttrice pura, una show woman brillante e poliedrica che aveva reso meno evidente la conduzione ingessata e scialba dei suoi colleghi di palco. Anche ieri la sua presenza scenica è stata sotto gli occhi di tutti, il feeling che si percepiva tra lei e Bisio ha reso tutto più naturale e che dire dell’allure che ha portato su un palco a zero tasso di fashion. Per questa terza serata le speranze di vedere sul palco dell’Ariston outfit da sogno sono azzerate, ormai si punta solo ad arrivare al più presto a sabato sera e mettere fine a questa lenta agonia che Sanremo ha sottoposto lo stile e il glamour. Rispetto alle serate precedenti, a pochi minuti dall’inizio del Festival, non si conosce ancora la maison che vestirà Virginia Raffaele, voci parlano di Giambattista Valli Couture, altre scommettono su Philosophy di Lorenzo Serafini, ma fonti attendibili dicono Valli per stasera e Philosophy per domani sera, non ci resta che aspettare l’uscita della Raffaele e l’arcano sarà svelato. Prima dell’inizio volevo fare solo una breve considerazione:” perché Virginia Raffaele indossa strepitosi long coat per il collegamento dal balcone dell’Ariston con il Tg Uno e poi sul palco degli abiti orribili?”. Forse dovrebbe fare come il cantante Ghemon, presentare con su il cappotto, di sicuro avrebbe avuto più successo.

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Il primo outfit della Raffaele non è un total black, ma un abito in stile impero (Giambattista Valli) bianco dalle linee morbide che ricorda l’abito indossato da Marilyn Monroe nell’iconica scena del film “Quando la moglie è in vacanza”, ma senza il sex appeal della Monroe. Gli orribili ciuffetti che hanno fatto da tendina al suo viso sono stati fortunatamente tenuti a bada, anche se la preferisco di gran lunga con un’acconciatura raccolta. Il fil rouge degli outfit della Raffaele è un’operazione nostalgia, il mood che hanno scelto per lei è un mood che guarda indietro e non in avanti tarpando le ali ad un qualsiasi guizzo di modernità e di freschezza. Continua ad essere invotabile e vorrei sommessamente ricordare alla co-conduttrice che se si decide di indossare un abito con strascico, al suddetto strascico va lasciato fare il suo lavoro e non tenuto sul braccio a mò di straccetto per spolverare. Se non si è a proprio agio in sua compagnia sarebbe meglio astenersi, il dress code vi ringrazierà!

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La cantante Anna Tatangelo per la sua seconda esibizione sul palco dell’Ariston sceglie di indossare ancora un mini dress e le calze velate che danno vita ad un effetto stridente con la spalla nuda. Piccolo inciso: “se decidete di indossare le calze regola vuole che l’outfit non metta troppa pelle in mostra per non creare una disarmonia visiva. Il binomio da tenere a mente è questo: “abito scollato gambe nude, abito accollato gambe, se vi piace il mood, velate. Il mini dress della Tatangelo è tanta roba messa insieme e il risultato che ne esce non è dei più chic, stampa animalier, trasparenze, paillettes, manica a sbuffo e spalla strutturata, tutti indiscutibilmente must della prossima stagione, ma una somministrazione più moderata sarebbe stata gradita. Il make up è sofisticato come l’acconciatura che le regala un twist frizzante (se vi piace l’effetto bagnato e le beach waves la prossima estate sarà il vostro momento, perché la Tatangelo è trendy e tutta da copiare, dal taglio alla messa in piega fintamente lasciata al caso).

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La cantante Alessandra Amoroso tenta di portare sul palco dell’Ariston uno sprazzo di glamour con le sue piume, ma il tentativo naufraga miseramente, primo perché le proporzioni sono del tutte sbagliate, secondo perché un pantalone così super skinny e un bolero con annessi fiocchetti di strass non si vedevano dagli anni ’90. Il disequilibrio tra il sopra gonfiato dal piumaggio che le fa sparire il collo e il sotto troppo assottigliato dal pantalone creano una disarmonia nella silhouette che non agevola la non proprio altissima Alessandra Amoroso. Le décolleté, come ormai sapete sino allo sfinimento, sono imperdonabili, superano l’esame il make up e l’acconciatura.

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Il secondo abito di Virginia Raffaele è un pugno nello stomaco, orribile la trama del pizzo, i fiocchetti in tulle neri e rosa, le profilature di micro cristalli, l’orlo troppo corto. La linea dell’abito non dà alcuna forma alla sua silhouette, finalmente arrivano dei sandali belli e moderni e comunque avevo ragione, doveva tenersi su il cappotto.

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Con Ornella Vanoni sale sul palco dell’Ariston la nuance del 2019, il living coral che ahimè fa a pugni con il suo colore di capelli, il completo è lo stesso modello indossato lo scorso anno, ha solo aggiornato la nuance. Anche se è passato un anno l’impressione è sempre la stessa, un sacco di patate e l’orlo dei pantaloni è troppo corto.

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Ormai indossare lo stesso outfit cambiando solo la nuance è un must di questa 69esima edizione del Festival di Sanremo e Patty Pravo non è da meno. Torna sul palco dell’Ariston indossando lo stesso completo della prima serata, che passa dal rosso al bianco, ma restano intatti gli orribili ramage, il fitting indecente, i capelli rasta, gli stivaletti in Pvc, il contouring selvaggio. Certo sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico signore! e in questo Festival perseverare nell’orrido è diventata una costante imprescindibile.

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L’attrice Serena Rossi rende omaggio alla cantante Mia Marini con un’interpretazione da brividi e portando la luce sul palco sanremese. L’abito è un tripudio di cristalli che però le fa difetto sui fianchi costringendo lo spacco centrale ad aprirsi più del dovuto. Il make up sobrio è un contraltare perfetto all’opulenza dell’abito, l’acconciatura invece ha un’aria sfatta e gli orecchini sarebbe stato meglio lasciarli nel cassetto dei bijoux.

Ringrazio il Dio del fashion per averci risparmiato il terzo abito di Virginia Raffaele, nemmeno lui ha retto alla visione dell’abito bianco tutto pizzo e fiocchetti e con questa buona notizia stendiamo, non un velo, ma un drappo pietoso sulla terza serata del Festival di Sanremo.

T. Velvet

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