L’ULTIMA (?) BATTAGLIA DI EMMA BONINO

“Non lasciamo morire l’Europa”

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Una schermata nera. Al centro, in bianco, una scritta lapidaria: “L’Europa è morta”. Così inizia il video-appello su Facebook di Emma Bonino, leader dei radicali di +Europa. Venti secondi in cui il messaggio sembra chiaro, irreversibile.

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Poi, appare il volto della senatrice, in primo piano. Sembra quasi stanco, segnato dall’età, dalla malattia coraggiosamente superata e dalle mille battaglie, risultate in alcune vittorie e tante sconfitte.
Stanca, sì, ma determinata come sempre. Lo sguardo è fermo, non mostra esitazione: Emma Bonino sa che non è ancora giunto il momento di alzare bandiera bianca.

L’Europa è morta perché molti la stanno uccidendo giorno dopo giorno, con atti precisi”, introduce. “Ma chi la sta uccidendo? I sovranisti, che non hanno capito che, da solo, il nostro Paese sarà soltanto più debole e più esposto; i populisti, che continuano a darle colpe che non ha, perché è difficile assumersi le proprie responsabilità; la stanno uccidendo dall’esterno le grandi potenze a cui conviene togliere di mezzo l’Europa”.

Quella che sembra un’invettiva si trasforma presto in un appello: “Più di tutti, però, la stiamo uccidendo noi tutti. La sta uccidendo chi la lascia morire, anche senza rendersene conto. Tutti noi potremmo, nel nostro piccolo, fare qualcosa per provare a salvarla, ma non lo facciamo. Al massimo ci indigniamo sui social...”

Nello sguardo della senatrice si intravede quasi una tristezza di fondo.

“Rischia di morire un sogno, e quindi morirebbe una parte di tutti noi”.

A questo punto, si pone quasi naturalmente una domanda: “Come fare per lottare? Come fare per restare vivi? Non lo so. So che nella mia vita non sono mai stata ferma ad aspettare che passasse il peggio. Bisogna restare vivi, determinati, coraggiosi. Bisogna saper reagire, resistere, restare all’erta e non piangere lacrime di coccodrillo quando magari sarà troppo tardi”. Cita, in tal senso, la Brexit: “Votata con entusiasmo, adesso pare non la voglia più nessuno”. Conclude: “Pensarci a tempo è l’unico modo per essere coraggiosamente realisti”.

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Nei commenti si leggono critiche legittime e insulti vergognosi, ma anche tanto sostegno.

In un’Italia in cui il dibattito politico volge sempre più su toni violenti o, comunque, poveri, nonché sulla denigrazione totalmente acritica delle istituzioni europee, il messaggio di Emma Bonino è quello della speranza. Pacata, ma convinta del proprio obiettivo: uno stile politico che appartiene indubbiamente alla vecchia scuola.

Il messaggio europeista della leader radicale va decisamente oltre la semplice propaganda politica: non si tratta di stare con un partito piuttosto che con un altro, bensì di focalizzarsi nuovamente sulla realtà, sull’importanza che l’UE ha avuto nel mantenimento della pace in Occidente e sui rischi a cui il sovranismo sfrenato ci espone. Continuare a negare le analisi degli esperti che ci mostrano come un’“Italexit” sarebbe disastrosa è irresponsabile ed inaccettabile.

Le rassicurazioni del governo, infatti, non bastano: la manovra economica in aperta violazione degli accordi sembra infatti dimostrare intenzioni opposte a quelle dichiarate - la linea ufficiale è quella dello “stay” -.

Recentemente, in Inghilterra, centinaia di migliaia di manifestanti hanno richiesto di poter ri-votare la Brexit. È proprio necessario arrivare a quel punto anche in Italia, perché l’appello di Emma Bonino possa essere finalmente ascoltato?

Giulio Negri

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