LA HUMAN LIBRARY, L’OPAC, IL RECUPERO DELLA MEMORIA STORICA

La biblioteca come strumento di aggregazione sociale, promozione della cultura, arricchimento umano

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Può accadere che un libro, con la sua storia, prenda voce e diventi umano, che viaggi per migliaia di chilometri spostandosi con gli opac, o che giaccia tra la polvere in attesa di essere sanato e consegnato alla città, proprio come se fosse umano? Dietro ogni libro c’è un uomo o una donna che racconta una storia; in questo spazio, può succedere che gli stessi diventino un libro con la propria storia da raccontare, laddove la biblioteca diventa teatro e l’autore attore. E’ possibile vivere tale esperienza nelle human library (la prima nasce a Copenaghen nel 2000, diffusa rapidamente anche in Italia negli ultimi anni), le quali consentono di creare un catalogo di persone che, con le loro storie, sono disponibili a raccontarsi e discutere con il lettore, partendo da una base biografica editata con l’aiuto dello staff bibliotecario.

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Le biblioteche con cui si ha più spesso a che fare sono quelle della propria città, ma in varie occasioni è possibile far viaggiare un libro per raggiungere anche le biblioteche straniere e, quando possibile, i loro Opac. Libri e articoli non disponibili o difficilmente rintracciabili all’estero possono spostarsi attraverso il prestito dei documenti originali o la spedizione di loro copie con operazioni effettuate direttamente dall’utente. Un pensiero meritano quei libri che giacciono inusitati e privi di vita negli scaffali impolverati di vecchie soffitte, dimenticati come accade agli uomini andati in guerra che nessuno ricorda più.

Ma, quando una città si muove per riconoscere la memoria storica, può compiersi il miracolo della rinascita e il loro cuore può tornare a pulsare. Nella Sesta provincia, a Trani, saranno infatti recuperati e sanati un grosso numero di volumi preziosi attualmente abbandonati nell’antico palazzo Vischi, vecchia sede della biblioteca comunale. Tutto ciò grazie a un progetto partito nel 2017 e legato al fundraising,in cui il Comune chiede l’intervento della città, delle aziende e dei cittadini. Mediante tale opportunità, ciascuno potrà dare il proprio contributo, usufruendo dell’art bonus, e diventare promotore di cultura.

Susy Tolomeo

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