LA NUOVA FRONTIERA DEL FASHION E’ INCLUSION E GENDERLESS?

MILANO FASHION WEEK MENSWEAR S/S ‘19

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Dopo quattro giorni intensi dove si è corso da una sfilata all’altra e da un party di presentazione nei show room delle maison all’altro, anche la fashion week milanese dedicata al menswear, ma anche in parte al womenswear per l’estate 2019 non si è allontanata dal solco già tracciato da Pitti Uomo: la moda per l’estate ’19 sarà pop, colorata, sporty e soprattutto genderless. Il mondo della moda dopo aver superato le stagioni creando collezioni da indossare tutto l’anno grazie all’uso di innovativi tessuti, oggi è sempre più concentrata a voler superare l’identità di genere creando collezioni unisex, un guardaroba sempre più da condividere tra uomo e donna, per la designer Donatella Versace la parola d’ordine della moda che piace sempre più ai milennials è inclusion. Ritengo questo mood molto pericoloso per le fashion addicted come la sottoscritta visto che le collezioni genderless prevedono una creatività minimal (è la cronaca di una morte annunciata dello sparkling e delle piume!), di tonalità neutre e linee essenziali. Sarebbe alquanto sconveniente vedere un uomo con una camicia con delle ruches o con un pantalone di paillettes, per non parlare degli accessori, impossibile immaginare un mondo senza sandali gioiello o décolleté! Anche quest’anno sono state molte le maison che hanno presentato contemporaneamente le collezioni donna e uomo, lo stesso designer Alessandro Dell’Acqua della maison N.21 ha auspicato il definitivo superamento della distinzione tra fashion week womenswear e menswear.

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La sfilata della maison Versace è un tripudio di colori fluo, di stampe barocche tributo all’amato Gianni Versace e di quelle a fiori, grandi o piccoli, di una logomania imperante e spalle spigolose che ci riportano dritti dritti nei mitici anni ’80. I modelli hanno sfilato con le modelle e con due super top d’eccezione come Kendall Jenner e Gigi Hadid che hanno indossato alcuni dei capi della collezione womenswear estate ’19 nel cortile di Via Gesù a Milano dove si trova lo storico palazzo della medusa sotto un pergolato di glicini e sopra una moderna passerella in plexiglass che ha stemperato l’atmosfera romantica del posto.

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L’assaggio della collezione womenswear ci ripropone tutti i must have della donna Versace: mini dress, shorts, pelle nera, logomania, scollature vertiginose, sandali e cuissardes ai piedi, ma senza mai rinunciare alla vertigine di un tacco altissimo.

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Alberta Ferretti ha rappresentato un’iniezione di popolarità nella settimana della moda maschile ormai da anni in forte declino a scapito di quella femminile, infatti è toccato a lei inaugurare anche se non ha mai disegnato una collezione menswear questa fashion week milanese con la sua resort estate ’19 con una capsule collection di t-shirt e felpe dedicate alla compagnia aerea Alitalia a cui la designer ha anche rifatto il guardaroba e una la limited edition con abiti da sera e da cocktail. Hanno aperto la sfilata le nuove divise sia per il personale di bordo che di terra per Alitalia, un guardaroba tutto nuovo che prevede il completo da steward, il tailleur da hostess ed anche un abito, per la designer è stata una sfida tutta nuova, vinta e convincente, pensare e creare un completo da uomo anche se solo per steward.

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Nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale di Milano sfila il desiderio di fuggire via alla ricerca di nuovi orizzonti, l’ispirazione arriva dal workwear e dal folk, i londress sono impreziositi da ricami e frange e l’intero guardaroba è improntato all’agilità che possono dare come le cappe al posto del classico cappotto, le tute da “lavoro”, i pantaloni cargo, gli stivali flat in suede e la borsa bisaccia. Anche la palette usata si ispira all’avventura come il kaki, il verde militare, il marrone, il beige e l’arancio bruciato.

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La sfilata del duo Dolce&Gabbana è improntata sull’inclusione e sul genderless, ma con un occhio al passato facendo salire in passerella l’amica e musa Monica Bellucci, Naomi Campbell e Marpessa, tutte e tre le ex top model hanno sfilato in completo pantalone da uomo dimostrando l’interscambiabilità di genere.

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La passerella si è animata da modelle e modelli che hanno dimostrato l’inclusione di ogni genere umano e di ogni forma d’amore. Sono saliti in passerella gente presa dalla strada, donne non più giovanissime, la famiglia tradizionale e le coppie omosessuali.

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La collezione come nello stile dei designer siciliani è un omaggio esplicito al barocco, sfilano giacche con opulenti ricami, tanto velluto e tanto oro che devo ammettere mi ha dato la sensazione di un dejà vu, di una replica di precedenti sfilate, di un niente di nuovo sotto il sole. Anche gli iconici abiti lingerie riflettono la sensazione di passato prossimo, un passato glorioso sicuramente, ma che avrebbe bisogno di essere ripensato con nuovi codici di stile e con un mood più aderente ai tempi di oggi. E poi parliamoci chiaro, la maison non può sbandierare l’inclusione e la tolleranza verso tutte le forme d’amore quando lo stesso designer Stefano Gabbana sui social spara a zero sulle persone senza alcun apparente motivo riuscendo solo ad essere di cattivo gusto. L’ultima sua uscita ha toccato la ballerina e showgirl Heather Parisi apostrofando con l’eleganza che lo contraddistingue così una sua foto: “ma sta stronza ancora campa?”, ma Stefano Gabbana non è nuovo a queste esternazioni o per meglio dire cadute, anzi tonfi, di stile perché non molto tempo fa aveva commentato una foto di Selena Gomez con un “è proprio brutta!” scatenando l’ira dei fan che lo hanno accusato di cyberbullismo. Ecco questo non è un grande esempio della tanto sbandierata inclusione che può anche ripercuotersi sull’immagine della maison Dolce&Gabbana, infatti sono stati in molti che hanno minacciato di non acquistare più i loro capi e di sentirsi fortemente delusi dal comportamento di un’icona della moda come Stefano Gabbana. Vorrei solo dire al designer che così facendo comincerà a perdere fette trasversali di clienti, dalle più adulte che come me sono cresciute nel mito della famosa ballerina americana e dalle più giovani che vedono nella Gomez una ragazza a cui ispirarsi, ricordando a tutti noi che anche nell’effimero mondo del fashion un pizzico di coerenza tra il dire e il fare è d’obbligo.

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Per fortuna ci pensa re Giorgio a riportarci nei giusti binari dei codici di stile maschile con una collezione dedicata al doppiopetto declinato in tutte le sue versioni anche nella più moderna e disinvolta come indossato su una t-shirt, con il gilet o a petto nudo. Il doppiopetto perde la sua struttura per diventare casual portato sui jeans e sugli shorts dalla linea oversize e alleggerito nei tessuti, i pantaloni sono ampi e alla caviglia quasi a rievocare le linee giapponesi, mentre la palette colori resta fedele al designer con i colori non colori tanto cari a Giorgio Armani: greige, blu, bianco e con discrete incursioni del colore. Questa collezione è la prova provata come i codici identificativi di una maison possono andare in passerella, collezione dopo collezione, ma con un allure e una freschezza tutte nuove. L’uomo Armani per l’estate ’19 indosserà sempre il classico del classici, giacca e pantalone, ma completamente riscritti nelle linee e nelle proporzioni adattandosi perfettamente al mood del momento (lo sportswear) e all’esigenza di leggerezza e di agilità che ricercano i nuovi clienti.

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A chiudere questi quattro giorni milanesi di moda maschile ci ha pensato una designer novità assoluta nel menswear, Stella McCartney, che alla stregua di Alberta Ferretti è stata un’iniezione di freschezza e di attrattiva per questa fashion week decisamente sottotono. Anche lei ha scelto di presentare contemporaneamente sia il menswear che il womenswear per l’estate ’19 scegliendo una location non classica (il giardino privato del Palazzo delle Stelline a Milano) dove le modelle e i modelli non hanno sfilato su di una passerella, ma si sono mischiati agli ospiti del cocktail party immersi in una lussureggiante vegetazione.

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Il mood della maison è da sempre molto simile sia per l’uomo che per la donna, un mood minimal, very british e imprescindibile dall’eco sostenibile. Stella McCartney infatti è stata una delle prime nel mondo della moda ad abolire pelli e pellicce e ad adottare tessuti e colorazioni naturali e non dannosi per l’ambiente. Anche nella sua collezione maschile ritorna il doppiopetto già visto da Armani da indossare rigorosamente con il dolcevita in tessuto tecnico, mentre i classicissimi pantaloni in principe di Galles sono da indossare con una sgargiante t-shirt a stampa floreale e per la sera ai pantaloni dello smoking viene aggiunta la ghetta, lo sportswear diventa chic e very classic.

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La collezione femminile gioca sul contrasto maschile dato dalle linee rigorose e addolcite dal tessuto sangallo, dalle frange di un top accostato ad un rigorosissimo tailleur pantalone in tessuto gessato, dell’abito lingerie che spunta sotto un classicissimo capospalla con alamari. Stella McCarteney rimane fedele a se stessa anche in questa collezione che non deluderà le sue fedeli clienti, ma non una fashion addicted come me che è sempre in cerca di un capo glamour e di sorprese stilistiche, ma che di sicuro non si lascerà sfuggire gli occhiali a mascherina logati che sono stati gli accessori più ammirati durante il cocktail party, che ci piaccia o meno la logomania sarà un trend fortissimo già dal questa estate.

T. Velvet

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