LA SALUTE MENTALE DEI FUMATORI AI TEMPI DEL COVID-19

Lo stress da quarantena aumenta la frequenza di comportamenti nocivi

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Giunti al picco della prima, distruttiva ondata di contagi, si cominciano a contare i danni prodotti dal Covid-19, non solo in termini di decessi. Diverse ripercussioni psicologiche del continuo stato di ansia determinato dalla quarantena sono state riscontrate anche (e soprattutto) nei soggetti fumatori. Questi ultimi infatti, colti da un’improvviso aumento dello stress, sembrano aver intensificato il loro consumo di tabacco. A riportarlo sono i dati di un recente sondaggio che analizza come le misure di contenimento del virus abbiano influito sulle abitudini e la salute di 6.801 consumatori di tabacco e nicotina in 5 Paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Sudafrica e India). La ricerca, commissionata dalla Foundation for a Smoke-Free World e condotta da Nielsen, evidenzia come oltre due terzi degli intervistati ricorrano al tabacco e alla nicotina come mezzo principale per far fronte a stress e ansia. Inoltre, quasi il 40% dei fumatori ha aumentato il consumo di questi prodotti nel periodo preso in analisi (dal 4 al 14 aprile).

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Le misure di distanziamento sociale hanno avuto un impatto negativo per il 35% degli intervistati in India, per il 29% in Italia, per il 24% in Sudafrica, per il 39% nel Regno Unito, per il 43% negli Stati Uniti. I timori più diffusi riguardano la possibilità di ammalarsi/di essere ricoverati in ospedale e la gestione di stress e ansia. Le percentuali quasi raddoppiano se si prendono in analisi gli intervistati che sono risultati positivi al COVID-19 o che vivono con qualcuno che ha contratto il virus. Per loro le restrizioni hanno avuto un impatto negativo in molti più casi: in India per il 75%; in Italia per il 56%, in Sudafrica per il 45%; nel Regno Unito per il 68%; negli Stati Uniti per il 76%. Inoltre, l’impatto negativo sulla salute mentale è generalmente più comune tra le donne rispetto agli uomini.

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Alla fine della pandemia assisteremo a importanti conseguenze sulla salute mentale e fisica delle persone. - dichiara il Dott. Derek Yach, Presidente della fondazione - Già prima della crisi COVID, i fumatori dovevano fare i conti con un alto rischio di sviluppare tumori ai polmoni, malattie polmonari croniche, nonché di attacchi di cuore. Sarà così anche dopo. Non dimentichiamoci che 7 milioni di persone nel mondo quest’anno moriranno a causa delle malattie generate dal consumo di tabacco”.

Massimo Favia

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