LA SCRITTURA E L’EDITORIA DI OGGI

INTERVISTA ALL’AUTRICE LORENA LIBERATORE

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Lorena Liberatore, giovane scrittrice barese, ci racconta parte della sua esperienza nel mondo dell’editoria e dello spettacolo. Amante della cultura in tutte le sue forme, a soli 34 anni è una veterana della scrittura e di tutte le produzioni creative ad essa correlate.

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La sua carriera vanta di numerose pubblicazioni. Ci parli di “Assonanze notturne e altri racconti” e “Controcorrente”.

Quelli citati sono gli ultimissimi, “freschi di stampa”: “ControCorrente”. Tra storia e stile” è uscito a inizio febbraio, “Assonanze notturne e altri racconti” solo la scorsa settimana. Entrambi sono editi dalla Messaggi Edizioni. Ma proseguiamo con ordine!

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“ControCorrente. Tra storia e stile” è un testo teatrale liberamente ispirato, come suggerisce il sottotitolo in copertina, alla vita della nota stilista Coco Chanel. Questo volume è figlio di uno spettacolo a cui avevo a lungo lavorato.A corredare il volume ci sono immagini fotografiche a tema, ideate e realizzate da Maria Campanelli, con l’aiuto di Pietro Defrenza.

Veniamo ora ad “Assonanze notturne e altri racconti”. Qui siamo nella narrativa vera e propria, la più tradizionale: sei racconti che spaziano dalle atmosfere tipiche della fiaba all’onirico, da quelle dell’on the road all’erotico, guidando i personaggi, e con loro anche lo stesso lettore, in un percorso a metà tra realtà e immaginazione. Il destinatario è un pubblico abbastanza eterogeneo, per la varietà dei generi proposti. Per esempio, talvolta si parte dalle atmosfere tipiche delle fiabe per bambini per approdare alla narrazione di situazioni che potrebbero dire molto dell’essere umano. La presenza della musica, poi, (sotto forma di velati riferimenti come di esplicite citazioni) spesso funge da leitmotiv, quasi una colonna sonora, alle situazioni di volta in volta vissute, e accompagna in un percorso alla scoperta di nuovi mondi, concreti ma anche interiori, e un po’ anche di se stessi.

Il testo, infine, è arricchito dalle illustrazioni di Massimo Nardi che, con abilità, offre immaginifiche visioni delle ambientazioni descritte.

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Cosa ne pensa dell’attuale mondo editoriale italiano e quanta importanza ha per lei la lettura?

La lettura è cultura, e la cultura è l’arma più sovversiva che l’essere umano possa impugnare. Inoltre, la lettura fa conoscere anche quello che è infinitamente lontano da noi, ma facendo leva sulla fantasia o attivando capacità deduttive che non sempre mettiamo alla prova; il lettore ha un ruolo attivo in questo, per niente paragonabile a quello di uno spettatore davanti alla classica tv, e ancor più attivo è il ruolo dello scrittore.

L’editoria attuale sta attraversando una fase di transizione in un’epoca a suo modo complessa. E’ un periodo storico segnato da un generale abbassamento del livello culturale, e talvolta persino da una svalutazione del libro stesso. Viviamo in un mondo informatizzato e caotico, dove tutto è frenetico: a ogni domanda deve corrispondere una risposta immediata, in qualsiasi contesto. In questo, l’editoria non può far altro che adattarsi ai nuovi canoni, non solo in quanto a richieste e tempistiche di mercato, ma anche in quanto a strumenti informatici, e penso, per esempio, ai nuovi metodi di lettura offerti dalla cultura digitale (quindi alla diversa fruizione di un prodotto, che l’epoca di volta in volta impone).

Nei prossimi anni sarà sempre più in uso il formato e-book, perché è ‘accessibile’ a tutti, anche a ciechi e ipovedenti, e persino a chi ha disabilità motorie. Per quanto riguarda me, sono un’adoratrice della carta stampata, ne adoro l’odore, il rumore, non sono di quelli che dicono che il computer sostituirà i libri (spero non accada mai!), ma penso che ‘domani’, tra pochi anni, sarà necessario curare al meglio ogni forma testuale e di comunicazione, molto più di quanto già si faccia oggi. Sarà determinante per rispondere alle nuove esigenze di mercato.

Per quanto riguarda, invece, l’abitudine di preferire un buon libro alla televisione, a una chat o a un videogame, ecc., in questo l’arduo compito di sensibilizzazione spetta (è scontato dirlo) soprattutto alle scuole. Una bella responsabilità, diciamo, in un periodo nel quale per un insegnante ottenere attenzione e fiducia dagli alunni è spesso difficile, più complesso, ma di certo non impossibile.

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Leggendo la sua biografia, salta all’occhio il suo grande impegno in ambito teatrale. Come si conciliano nella sua vita il teatro e la scrittura? In un certo senso si può dire che coincidono?

La risposta ha a che fare con il percorso universitario. Il teatro fa parte di me e della mia formazione: la laurea triennale in Lettere, che ho conseguito diversi anni fa, ha ‘curriculum’ in “Cultura teatrale” (ovverossia il programma era pianificato in modo tale da ottenere una buona preparazione in discipline come Letteratura, o Drammaturgia, teatrale e Storia del teatro), e la prima laurea magistrale conseguita è in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Inoltre, quando ero una studentessa universitaria, mi piaceva frequentare il CUTAMC, un corso parauniversitario che forniva le conoscenze necessarie per mettere in scena proprio uno spettacolo. Tutto quello che facevano gli studenti era amatoriale, è ancora così, ma i risultati talvolta erano straordinari. Ho bei ricordi di quel periodo.

Il mio primo testo teatrale pubblicato è “Iluzie” (FaLvision, 2017) e, come ho detto, “ControCorrente. Tra storia e stile” in origine è nato come vera e propria ‘messa in scena’. Ho sempre desiderato di occuparmi di teatro, scriverlo, inscenare un’opera o semplicemente recensirla, sono cose che amo. Teatro e scrittura talvolta coincidono, e comunque entrambi fanno parte della mia vita.

Cosa si sente di consigliare a chi scrive e vuole approcciarsi al mondo editoriale?

cms_8868/5.jpgQualcuno mi diceva sempre che, se ogni giorno andiamo a dormire con il desiderio di fare arte (di produrre un’opera di qualsiasi genere), e ci risvegliamo il giorno dopo con lo stesso pensiero, allora quello è ciò che dobbiamo fare nella vita. In realtà, è un principio che vale per qualsiasi progetto. Io ho iniziato a fare questo sogno ricorrente quando ero poco più che adolescente… non ho mai smesso. Può sembrare banale, ma a chi vorrebbe pubblicare libri posso solo dire di non arrendersi, di non demoralizzarsi davanti ai “no” e a quelle coincidenze sfortunate che impediscono di esprimersi liberamente. Anche in un’epoca difficile come questa. Se ci si alza la mattina e ci si riaddormenta con lo stesso identico pensiero è giusto insistere, anche a costo di fallire.

Ha in serbo altre pubblicazioni per il futuro?

Sto lavorando a un nuovo testo, ma per ‘scaramanzia’ non dico altro. Intanto proseguo altre attività, come la scrittura di articoli di giornale e testi di critica letteraria.

Ci racconti di sé. Di cosa si occupa nella vita e quali hobby la appassionano?

Insegno italiano e latino negli Istituti di Istruzione Secondaria di II grado. Per farla breve, sono un’insegnate di III fascia, uno dei tanti precari che ogni anno attendono l’arrivo di una convocazione e vivono alla giornata. In quest’epoca viviamo tutti alla giornata.

Nel tempo libero mi interesso di musica jazz e computer grafica, il resto è quotidianità!

Francesco Ambrosio

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