LA TERZA ETA’ DA INTENDERSI COME “LA STAGIONE DEL RACCOLTO”

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In controtendenza con quella che sembra una universale esaltazione della giovinezza che si vorrebbe fermare in ogni modo, era inevitabile che ogni ramo dello scibile umanistico e scientifico venisse coniugato assecondando anche il culto della terza età in un contesto culturale come quello del Friuli Venezia Giulia e, soprattutto, del suo capoluogo Giuliano dove un buon 30% di fruitori, avendo superato la settima decade di vita, in maggioranza si avvia tranquillamente verso e anche oltre i novant’anni. Così, a Trieste, l’età avanzata viene “coccolata” dal punto di vista di una conquista temporale che, mitigando quanto si disperda negli anni, continui ad attingere al meglio della fonte della vita; per cui, se ne ricerca il benessere fisico e quello spirituale con continue sollecitazioni a tenere sveglie le funzioni operanti secondo gli intrinseci valori di una maturità che sappia godere ed ispirarsi a tutte le benefiche influenze culturali e artistiche.

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Fra queste, che annoverano sempre anziani seguaci assolutamente giovanili, la settima Arte della Cinematografia assolve ad un compito di intrattenimento ma anche di guida a meglio comprendere la valenza del cammino che si ha davanti, indirizzandolo verso peculiari aspettative cui non dovere mai rinunciare perché l’ultima parte del percorso vitale è altrettanto densa di significato, nella prospettiva che quanto “coltivato” sia giunto al debito “raccolto” della consapevolezza di se stessi.

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Dedicata alle sfaccettature di una condizione di vita che deve poter assecondare nel modo migliore il tempo che resta, quanto esso sia; ad opera dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS-dell’ARIS e della Cooperativa Bonawentura-Teatro Miela, la rassegna cinematografica “ LA STAGIONE DEL RACCOLTO” è stata ideata con il preciso intento di coinvolgere la fascia di popolazione della terza età in un proficuo confronto con le Istituzioni Giuliane.

Pertanto, con la proiezione di sei film cui la cittadinanza è stata invitata ad assistere, si è voluto assolvere alla duplice funzione di indicare un opportuno porsi mentalmente in direzione di uno stato psicofisico idoneo ad affrontare nel miglior modo l’invecchiamento; nello stesso tempo, divenendo parte attiva anche nel confrontarsi con le Istituzioni per indirizzarne l’attenzione verso le esigenze della terza età in ogni campo.

A questo fine ottempera il dibattito che, di volta in volta introdotto dal commento al film ad opera di un noto personaggio dello spettacolo o della cultura, si instaura alla fine di ogni proiezione.

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Ognuno dei film, invece, assolve al compito di fare comprendere il modo più idoneo di vivere la terza età: mantenendo il diritto ad estrinsecare fantasia e libertà come la eccentrica ottantenne protagonista del film HAROLD E MAUD; accettando con saggezza l’inevitabile trascorrere del tempo che può essere cristallizzato attraverso la giovinezza dello spirito pronto a nuove sfide come nel film UNA STORIA VERA; con la capacità di vivere in libertà i propri sentimenti, come i due arzilli ospiti de LA CASA DEL SORRISO, ma anche nonostante una divisione vissuta nella realtà di ROBIN E MARIAN; guardando con distacco ed ironia il quadro umano che abbia composto il proprio vissuto come in PROVIDENCE ; cercando di superare la perdita di tutto quanto si abbia avuto a cuore come per il protagonista del film IL RITORNO A CASA.

Tutti esempi da cui, in buona sostanza, trarre come tenere a bada e mandare indietro quel “male di vita” che può insorgere e avvelenare una stagione altrimenti destinata a raccogliere i frutti di tutta una esistenza.

Rosa Cavallo

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