LA VILLE LUMIERE RISCOPRE IL PRET-A-PORTER

PARIS FASHION WEEK SPRING-SUMMER 2019

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Dopo New York, Londra e Milano il popolo del fashion system si è dato appuntamento nella capitale francese per assistere all’ultima fashion week che si è svolta dal ventiquattro settembre al due ottobre scorsi per chiudere in bellezza il fashion month dedicato alle collezioni primavera-estate 2019. Da sempre Parigi con i suoi couturier è considerata la patria dell’haute couture, meno per il pret-a-porter che in passato è stato, in alcuni casi, “snobbato” dalle maison d’oltralpe restie a concepire la moda come un “essere” veloce, mutevole, che deve fare i conti con il mercato e con le richieste di clienti sempre più giovani e sempre più internauti. Oggi la musica è cambiata, Parigi con la sua fashion week vuole diventare il crocevia anche del pret-a-porter cercando di scalfire il monopolio detenuto da Milano con un ricco calendario di sfilate nel tentativo di sedurre anche i designer non francesi a presentare le loro collezioni proprio nella ville lumiere (come effettivamente è stato per Gucci, Miu Miu, Valentino, Giambattista Valli, Stella McCartney e Vivienne Westwood solo per citarne i più importanti).

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L’apertura della settimana della moda parigina è con il botto, la prima sfilata è stata quella della maison Dior guidata magistralmente dalla designer Maria Grazia Chiuri che anche in questa occasione trasforma la sfilata in un vero fashion show. Il suo omaggio è al mondo della danza, all’interno dell’ippodromo di Longchamp ballerini e modelle si confondono, danzando e sfilando sotto una pioggia di petali di rosa. La sfilata si apre con i capi iconici della maison come la saddle bag e la giacca bar per poi continuare con i capi della modernità che hanno portato Dior ad essere amata anche dalle clienti più giovani come la gonna in tulle, i bustier e l’onnipresente basco. La palette colori è formata da nuance neutre accostate al bianco e al nero, è una collezione che rimane fedele al mood impresso alla maison da Maria Grazia Chiuri più che inseguire i diktat dello street style, una collezione chic e senza tempo a cui da tempo Dior ci ha abituato che convince, ancora una volta, clienti, buyer e fashion editor.

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Altra maison altro fashion show, dopo Dior tocca a Gucci sorprendere e ammaliare clienti, buyer e fashion editor, il designer Alessandro Michele porta i suoi ospiti nel cuore di Montmartre e precisamente sul palco del teatro Palace dove hanno sfilato modelle con outfit in pieno mood anni ’70 dove non sono mancati foulard tra i capelli, cappelli a tesa larga e occhiali a mascherina che saranno l’oggetto del desiderio di tutte le fashion addicted. E’ una collezione che rende un esplicito omaggio ai cantanti simbolo di quei anni come Mick Jagger e Jane Birkin e al loro modo di vestire, anche Gucci resta fedele al suo mood portando in passerella i capi che sono diventati i must della maison come i long dress in lurex e in chiffon, una logomania imperante, tanto sparkling, piume, stampe e lo sporty come stile di vita.

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Anche la maison Saint Laurent sotto la direzione creativa del designer Anthony Vaccarello non si è fatta trovare impreparata ed ha allestito una sfilata ai piedi del simbolo di Parigi, la Tour Eiffel, allestendo una passerella letteralmente fatta d’acqua dove modelle sexy e decise interpretano alla perfezione cosa vuol essere la donne che sceglie di vestire Saint Lauren. Anthony Vaccarello riprende l’outfit d’elezione della maison, il tailleur pantalone arricchendolo di cristalli e tagli asimmetrici portandolo a nuova vita dall’allure moderno e prepotentemente rock. Oltre al total black, tanto caro alla maison, c’è spazio per la stampa rettile e maculata soprattutto per gli accessori come gli stivali che possiamo indossare già da quest’inverno e portare con noi sino alla prossima primavera.

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La sfilata della maison Valentino si è tenuta nella sua sede in Place Vendome e anche per questa collezione il designer Pier Paolo Piccioli resta insensibile al fascino dello street style e dei suoi trend, la donna Valentino rimane fedele a se stessa, al suo romanticismo contemporaneo, nella sua continua ricerca del bello anche attraverso un abito e nel creare abiti magistralmente belli il designer italiano è maestro. Gli outfit che hanno sfilato in passerella sono fluidi, leggeri, romantici, ma mai leziosi e resi ancor più belli dal bianco puro, dal celeberrimo rosso Valentino, dal profondo nero e da una palette colori luminosa, stampe originali e di accostamenti insoliti (Pier Paolo Piccioli è stato il primo a portare in passerella decretandone il successo del rosso accostato al rosa). Anche quest’anno, come lo scorso anno, la collezione della maison Valentino è stata la più bella in assoluto e ancora una volta Pier Paolo Piccioli assieme a Maria Grazia Chiuri si confermano i designer più talentuosi e creativi del fashion system dei nostri giorni, un trionfo del genio creativo italico famoso in tutto il mondo.

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La maison Givenchy punta su outfit dalle linee e volumi puliti e dinamici che catturano lo sguardo grazie all’uso di una palette colori fatta di nuance vibranti ed accostamenti che rubano il cuore come il verde bosco accostato al blu royal o il giallo ocra accostato al bianco ottico. Grande uso del plissè per creare abiti scenografici che trasmettono, nonostante l’elaborata architettura, un senso di profonda leggerezza.

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Stella McCartney, la più green dei designer porta nella ville lumiere la sua voglia di leggerezza, la sua voglia di liberarsi dai diktat del fashion system con una collezione fatta completamente da tessuti riciclati, linee over che non costringano le donne (e gli uomini) ad indossare capi scomodi se pur fashion. Per la designer il vero lusso è la comodità che prende forma nei completi pantaloni in maglia, jumpsuit e long dress oversize per la sera, una collezione anonima senza una precisa impronta fashion e che ogni fashion addicted che si rispetti non indosserebbe mai, il capo più brutto in assoluto è la jumpsuit con pantaloncino da ciclista che a dirla tutta non è né un capo comodo, né un capo fashion.

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La sfilata della maison Chanel è stata all’altezza della sfilata evento della maison Dior, forse ancor più spettacolare, il designer Karl Lagerfeld ha pensato bene di ricreare all’interno del Grand Palais una vera e propria spiaggia con tanto di sabbia portata e poi restituita da una cava vicina, di onde che prendono vita grazie ad un complesso sistema di pistoni, di un molo in legno (dove si è affacciato Lagerfeld a fine sfilata per ricevere l’applauso del pubblico) e di aitanti bagnini che scrutano l’orizzonte dalle tipiche torrette.

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Le modelle che hanno sfilato a piedi nudi tenendo in mano i sandali e bagnandosi elegantemente i piedi in acqua indossando abiti dalla linea ad A fatti con l’iconico tessuto della maison, il buclè che è il protagonista indiscusso anche delle giacche oversize pensate per essere indossate in modo contemporaneo con i leggings. I long dress sono perfetti per una serata in spiaggia, leggiadri e colorati, una collezione di sicuro charme e in pieno mood della maison anche per la palette colori, ma poco originale dove nemmeno gli accessori, da sempre fiore all’occhiello della maison, hanno saputo stupire, tanto contorno spettacolare poco spirito creativo.

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La collezione della maison Miu Miu sarà di sicuro quella che tutte le fashion addicted vorranno avere nel proprio armadio, una collezione ad alto tasso di glamour ed originale per tagli, accostamenti ed accessori. Stupendo l’uso del jeans che da tessuto casual diventa super chic reinventandosi in uno splendido abito da cocktail. La donna Miu Miu è una fashionista che ha poche, ma solide, certezze come il calzettone d’ordinanza anche sotto gli abiti più chic, il sandalo gioiello, gli occhiali mascherina da vera diva (gli occhiali mascherina sono stati il modello più gettonato sulle passerelle parigine e per le influencer sarà il modello must have della la prossima estate). Miuccia Prada dopo la collezione deludente presentata alla fashion week milanese per la sua linea principale (maison Prada) centra il bersaglio con la sua linea più giovane dove mette in bella mostra tutto il suo talento creativo. Prestate la massima attenzione al primo outfit della foto perché c’è tutto quello che una fashion addicted deve indossare quest’inverno come nella prossima primavera: pencil skirt stampa rettile abbinata ad un blazer oversize stampa check, nuance strong, trasparenze.

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A chiudere la settimana della moda parigina è stata la maison Louis Vuitton che sceglie un altro simbolo della Francia, il Louvre, come location per la sua sfilata e dove le modelle sfilano in un lungo tunnel in plexiglass illuminato da luci al neon. Il designer Nicolas Ghesquiere disegna una collezione moderna con capispalla dalla linea strutturata, maniche voluminose, stampe grafiche e floreali, la donna Vuitton per la prossima estate ha due capi must have, la jumpsuit floreale per il giorno e il mini dress in maglia metallica color silver per la sera.

Lasciando la ville lumiere resta la fortissima sensazione di stupore, lo stupore dato in pasto ai fashion editor e buyer con sfilate originali e location suggestive, tutto è apparso un involucro meraviglioso, ma dal contenuto quasi mai all’altezza. Guarda caso le sfilate più suggestive (vedi Chanel e Louis Vuitton) sono state le più deludenti dal punto di vista creativo, mentre le più “sobrie” (vedi Valentino e Miu Miu) sono state le più creative dal punto di vista del glamour e del fashion. Parigi mi è sembrata come una bella donna, ma con poche cose da dire.

T. Velvet

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