LA VILLE LUMIERE TRA PASSATO E PRESENTE

PARIS FASHION WEEK HAUTE COUTURE FALL-WINTER ‘18/’19

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Il mondo della moda, e con lui tutte le fashion addicted tornano a sognare, a Parigi da domenica primo luglio a giovedì cinque luglio scorsi (anche se l’ultimo giorno è stato interamente dedicato alla presentazione delle collezioni dell’alta gioielleria) è andata in scena l’haute couture, le più grandi maison francesi e italiane hanno portato in passerella le loro creazioni più preziose, quelle più esclusive, privilegio per poche fortunate, ma alla portata dei sogni di tutte noi comuni mortali!

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Ad aprire la fashion week dell’haute couture anche se in realtà è stata l’ultima sfilata, ma la più attesa della giornata, è stata la maison Givenchy e se per i non addetti ai lavori o le fashion addicted il nome Clare Waight Keller può non dire niente, lei è la prima designer donna al comando della maison Givenchy e che ha anche il merito di aver voluto fortemente riportare la maison a sfilare per l’haute couture dopo che nel 2012 era stato dato l’annuncio dell’abbandono dell’haute couture per dedicarsi esclusivamente al pret-a-porter. La maison è salita agli onori della cronaca e sulle pagine di tutti i giornali per essere stata scelta da Meghan Markle per disegnare il suo abito da sposa per convolare a nozze con il principe Harry Windsor, ora ritorna a far parlar di se per questa sfilata evento che è stata considerata dal giornale The Guardian “ il più grande tributo al designer Hubert de Givenchy” (scomparso tre mesi fa all’età di novantuno anni) come nessuno, prima di lei, avesse mai fatto.

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Su una passerella di lucido bronzo negli suggestivi giardini degli Archivi Nazionali hanno sfilato quarantadue creazioni ispirate dallo studio degli archivi storici della maison concentrandosi soprattutto sugli anni cinquanta e sessanta e sugli abiti di maggior successo del designer come quelli creati per l’attrice Audrey Hepburn per il film Colazione da Tiffany. Le linee sono pulite, leggere, ma strutturate, poche sono le stampe e mai troppo invadenti, i colori puri e il monocromatico la fanno da padrone, l’effetto sorpresa è lasciato agli accessori metallici come l’immancabile cintura a sottolineare il punto vita, alle piume e alle paillettes. Il focus di molti outfit sono le spalle come è stato anche per l’abito da sposa di Mehan e i tailleur pantaloni dal taglio maschile sono resi femminili dagli accessori e dai tessuti impalpabili. Una collezione, nonostante sia di haute couture per fattura e tessuti, molto pret-a-porter nell’indosso senza perdere il glamour dell’haute couture, una collezione che ha centrato in pieno lo spirito del grande designer Hubert de Givenchy.

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Nella storica sede di Place Vendome il direttore creativo Bertrand Guyon porta in passerella una collezione che vuole rievocare tutti i tratti iconici di una delle designer della moda più surrealista ed innovativa come è stata Elsa Schiapparelli. Con la collezione di haute couture intitolata “Animalia Fantasia” si è cercato un rilancio della maison a livello internazionale attraverso una moderna reinterpretazione dei temi cari alla designer: gli animali (le farfalle erano in assoluto le preferite dalla designer) e i colori decisi (come l’iconico rosa Schiapparelli che oggi comunemente chiamiamo rosa shocking). Gli abiti sono meravigliosi nel loro surrealismo interpretato alla perfezione da vaporose crinoline, mirabolanti stampe astratte e a tratti ironiche, colori vibranti, maniche importanti e metri e metri di sognante tulle. Non è un caso che l’haute couture a questo serve, a farci sognare, per la vita di tutti i giorni c’è sempre il pret-a-porter, è una collezione che richiede un certo impegno e una forte personalità da parte delle fortunate clienti che sceglieranno di indossare un abito Schiapparelli, ma che a mio avviso ha riportato in passerella il DNA della storica maison e del carattere avanguardista della designer che alla stregua di Mademoiselle Coco Chanel è stata una vera e propria rivoluzionaria nel campo della moda e dei costumi del suo tempo.

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Il gradito peso del passato che cammina sulle gambe del presente è stato anche il fil rouge della collezione della maison Dior, la designer Maria Grazia Chiuri rende omaggio monsieur Christian Dior attraverso le linee che vengono reinterpretate dallo sguardo moderno e femminista della designer. Le linee accarezzano la silhouette, la vita è sempre sottolineata da sottili cinture, le lunghezze hanno il sapore di un’eleganza perduta. In passerella sfilano settantadue outfit pensati per una donna sofisticata che per gli eventi più importanti abbandona le stravaganze, le lotte femministe, le stampe eccentriche e i colori decisi. Una collezione bon ton per linee e palette colori (uno su tutti il color nude), ma mai non banale, per una donna che vuole farsi ricordare più che stupire, l’accessorio must have per tutte le fashion addicted sarà il delizioso basco con veletta.

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Al Grand Palais la maison Chanel fa sfilare le modelle in una riproduzione fedele del lungo senna con il Pont des Arts, la cupola dell’Accademia francese e dei suoi caratteristici chioschi verdi pieni di souvenir parigini, riviste, libri e vecchie fotografie. Anche il designer Karl Lagerfeld recupera il prestigioso passato della maison, ormai il leitmotiv dell’haute couture per il prossimo inverno, attraverso i tailleur in tweed, le pencil skirt tanto amate da Coco Chanel e i lunghi guanti in pelle, ma con sapienti infiltrazioni del presente come i tagli nelle maniche dei tailleur, gli abiti a palloncino (gonne ed abiti a palloncino saranno un must have per il prossimo inverno, nel marasma dei saldi ricordatevi di fare sempre scelte strategiche) dall’animo rock o dagli accessori come i tronchetti che completano qualsiasi outfit, dal più informale al più formale. Anche la palette colori è un omaggio al passato con tanto nero, grigio, marrone e bianco, pochi sono gli accenti di colore come il rosa e il verde, ma sempre declinati con una delicatezza glamour.

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Le sei sale dell’Ambasciata Italiana in Rue de Varenne a Parigi sono state la location d’eccezione per le due sfilate (la seconda riservata a poche elette) della maison Giorgio Armani Privè dove, nel backstage, lo stesso Giorgio Armani ha dichiarato: ”ogni tanto guardare un po’ allo chic del passato non nuoce”, messaggio diretto ai millennials che se la tirano un po’! Nella prima parte della sfilata sono andati in passerella outfit per il giorno con tailleur pantalone di un super chic total look color champagne oppure alternato all’amato nero. Nella seconda parte, quella più lussuosa e sognante, sono andati in passerella outfit per la sera fatti da preziosissimi abiti in velluto doppiato, tanto tulle, preziosi ricami e maxi gonne di marabù e impalpabili pantaloni in organza. E’ una collezione per una donna elegante che riesce a dire chiaramente cosa vuol dire creare un capo di haute couture, è stata una profusione di ruches, volant, piume e frange (tenete a mente che piume e frange saranno un must have per il prossimo inverno anche nel pret-a-porter, quindi occhio ai saldi). Insieme alle tonalità tanto care al designer come il nero, il grigio e il bianco c’è anche spazio per il rosa declinato in tutte le sue sfumature, dal più tenue cipria al più frivolo e frizzante fucsia.

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La collezione creata da Karl Lagerfeld e Carla Venturini Fendi per l’omonima maison è interamente incentrata sulla sperimentazione di nuovi materiali e sulla nuova vita e struttura che i “classici” tessuti come il velluto, lo chiffon, il tulle da sempre usati nell’haute couture possono acquisire. In passerella sale un tailleur costruito interamente da strisce di visone rasato per la giacca e pezzi di quadratini, sempre di visone rasato, per la costruzione della gonna, oppure uno splendido cappotto che a un primo sguardo sembra essere in visone ed invece è chiffon lavorato ad arte. La collezione della maison Fendi è pensata per stupire l’occhio di chi guarda grazie ai contrasti di materiali e a nuove ed innovative lavorazioni dei tessuti che è stata molto apprezzata sia dai buyers che dalle fedeli clienti della storica maison. Molto belli i tessuti spalmati che sembrano luce liquida e gli abiti sono un tripudio di romanticismo sexy merito delle preziose decorazioni, al tulle e alla vitaminica palette colori. Grazie al suo inesauribile estro creativo Karl Lagerfeld, come ha già fatto con la maison Chanel, ha riportato i più giovani ad amare ed acquistare i capi della maison Fendi.

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A chiudere l’haute couture parigina è stata la sfilata della maison Valentino che continua a mietere consensi e successi grazie al più bravo designer, a mio modesto parere, in circolazione: Pierpaolo Piccioli a cui manca davvero poco per superare il maestro, il grande Valentino Garavani. Il designer per questa collezione ha fuso epoche e stili diversi chiedendo a ciascuna sarta di pensare al nome da dare all’abito che aveva sapientemente cucito e ricamato. E così come per magia in passerella sale la cappa “sogno ad alta voce”, la giacca di lamè dal nome ”orchidea” o lo stupendo long dress rosso Valentino dal nome evocativo “per passione”. Perfetta ed originale la palette colori e gli inusuali e sofisticati accostamenti che rendono super chic gli outfit, è stato davvero difficile scegliere solo tre outfit da mostrare in foto, avrei voluto farvi vedere l’intera collezione anche solo per guardare le combinazioni di colore di cui mi sono perdutamente innamorata. Al termine della sfilata (la più bella di questa fashion week parigina di haute couture) il designer viene celebrato con, l’ormai abituale, standing ovation del tutto meritata per una collezione che è l’emblema di cosa dev’essere l’haute couture, del sogno che la moda deve regalare e dell’inimitabile sapienza e maestria della moda italiana che anche quest’anno ha vinto sulla moda francese, non poteva esserci finale migliore di questo.

Tirando le somme di questi intensi giorni di haute couture possiamo affermare che per il prossimo inverno i macro trend che ritroveremo anche se riveduti e corretti nel pret-a-porter saranno: i tessuti metallici, le ruches, i volant, le piume, le frange, le paillettes, le gonne ampie in tulle, i colori vitaminici e tanto rosa in tutte le sue declinazioni. Occhio quindi alle macro tendenze per il prossimo inverno per saldi sempre più mirati e strategici!

T. Velvet

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