LE DUE FACCE DELLA FLAT TAX

ATTESA LA RIFORMA EPOCALE UGUALE PER TUTTI

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La Confartigianato, in questi giorni, si è riunita per un congresso il cui tema principale è stato a sostegno di una riforma epocale, schierandosi verso chi è a favore della flat tax. Il presidente, Giorgio Merletti, parteggia per chi vuole dare lo start a questa proposta: “Che ben venga. Un plauso da noi, ad una drastica riduzione delle tasse, per imprese e persone… Per le imprese artigiane, sono previsti altri interventi, tra cui la deducibilità totale dell’Imu, sugli immobili strumentali”. Il fisco è una priorità per le aziende artigiane. Secondo dei dati emersi da una ricerca della Confartigiani, le aziende subiscono un prelievo del 42,3 per cento del Pil, contro una media del 41 dell’Europa.

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Le tasse restano sempre un grande problema. Anche quando si usa il medesimo metro per tutti, le perplessità e i dubbi che sia corretto il metodo, restano. Molte e diversificate sono state le pozioni magiche proposte dalla politica in campagna elettorale, per sopperire alla pressione fiscale, elemento efficace per distrarre i contribuenti italiani da altri problemi che attanagliano il Belpaese. La novità del sistema tributario fondato sulla progressività è una possibile magia, ma neanche nuovissima, che arriva dalla destra. La flat tax è una imposta ad aliquota unica, finalizzata alla riduzione della pressione fiscale. E’ una proposta che ci riporta indietro di venti anni in Italia. L’Irpef è basata sulle aliquote crescenti. L’aliquota percentuale sale, via via che il reddito aumenta, ed è un sistema progressivo. Più alto è il reddito e più tasse si pagano. La tax si paga senza basarsi sul reddito di ciascuno. E pertanto è uguale per tutti. Tranne che per i pensionati, e per chi detiene un reddito pari o inferiore ai 13 mila euro, sotto i quali, nulla è dovuto all’erario. Al di sopra dei 13 mila viene applicata la tassa sul reddito eccedente.

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La flat tax è applicata e vigente da tempo, nei Paesi dell’est europeo in Estonia, Albania, Lettonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Russia e Ucraina, e nella Macedonia, determinando una crescita economica in questi Stati (tranne che in Islanda, laddove questa esperienza è stata abbandonata). In teoria, si presume che il fatto di dover pagare meno tasse incentivi il contribuente a pagare. La facilità del sistema di tassazione, inoltre, porterebbe i contribuenti più arditi a compilare da soli la dichiarazione dei redditi. La tassazione potrebbe essere stimolante per le imprese, che sarebbero proiettate a fare più investimenti. Ma la flat tax presenta l’altra faccia della medaglia, fornendo entrate inferiori nelle casse dello Stato.

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Detrazioni per i contribuenti più poveri insostenibili, a vantaggio dei ricchi. Il Movimento 5 stelle vede la flat tax come un azzardo, il voler cambiare radicalmente il sistema fiscale di un Paese come l’Italia. Sebbene non sia l’ideale continuare a mantenere il sistema attuale così com’è, con le giravolte e le acrobazie per riparare i buchi provocati dall’Irpef. Nonostante tutti i buoni propositi e le sagge proposte, auspichiamo che nella testa dei contribuenti svogliati non resti il dubbio atroce del pagare o non pagare le tasse.

Susy Tolomeo

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