La casa del “giardino incantato” riemerge dagli scavi di Pompei

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Gli scavi di Pompei regalano sempre sorprese inaspettate. L’ultima perla riemersa dal passato sommerso dell’antica città è la casa del “giardino incantato”, situata nei pressi di Porta Vesuvio. Si tratta di una stanza ricca di affreschi su ogni parete, con in alto una piccola edicola per il culto dei Lari, antiche divinità protettrici della famiglia. Tra le tante figure presenti nelle pitture sulle pareti si possono ammirare due sinuosi serpenti, un pavone nel verde, fiere d’oro che affrontano un cinghiale, uccelli che volano in un cielo baluginoso e un uomo con la testa di cane.

Questa scoperta sorprendente ha entusiasmato ancora una volta il direttore degli scavi di Pompei, Massimo Osanna, che negli ultimi mesi ha assistito anche ad altri ritrovamenti, come quello della cosiddetta “Domus Vintage”.

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Quello riportato alla luce è uno dei più grandi larari mai scoperti, un ambiente magico, in cui si alternano dei veri giochi di colori molto vivaci. Inoltre, gli archeologi hanno ritrovato anche una lucerna e un’arula di terracotta (piccola ara costituita da un blocco di marmo e con decorazione a rilievo sui lati, che poteva essere utilizzata spesso con funzione di incensiere) ai piedi dell’edicola con le offerte carbonizzate. Il tutto è testimoniato anche dall’altare dipinto sotto la stessa edicola, su cui sono poggiati una pigna al centro, due uova, fichi e datteri rossi.

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La casa del “giardino incantato” doveva essere probabilmente l’abitazione di una persona facoltosa, che poteva permettersi di commissionare opere artistiche di questo genere, che si ispirano tanto a quelli della cultura orientale, con cui l’impero romano era venuto a contatto durante l’estensione dei suoi territori. Tuttavia, rimane ancora il mistero su chi possa essere stato il proprietario di quest’edificio, dopodiché si potranno studiare in maniera più approfondita le figure dipinte sulle pareti e la loro simbologia in epoca romana.

Ma Massimo Osanna promette altre scoperte sensazionali in un futuro molto vicino. Infatti, ci sarebbero da scoprire altre stanze che circondano quella del “giardino incantato”.

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La cosa più sorprendente è che negli ultimi tempi dagli scavi di Pompei stanno riemergendo, intatti dalla cenere e lapilli dell’eruzione del 79 d.C., molti ambienti simili, che hanno al loro interno raffigurazioni pittoriche particolarmente raffinate. Intanto, si continua a scavare, con i muletti sollevano detriti e pomice. Il tutto avviene lì dove migliaia di turisti visitano gli scavi di Pompei, entrando in un passato che ancora cerca di riaffacciarsi al presente per dare testimonianza di un’antica bellezza che è stata solo sfigurata dall’eruzione, ma mai scomparsa del tutto.

Francesco Ambrosio

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