La leggenda delle arance di Vico del Gargano

Nel loro succo le virtù di un elisir d’amore

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In uno dei borghi più belli e suggestivi della penisola la ricorrenza della festa degli innamorati non si esaurisce nella sola giornata del 14 febbraio.

A Vico del Gargano, in provincia di Foggia, i festeggiamenti si prolungheranno fino alla prossima domenica 17 febbraio intercettando una serie di eventi paralleli che riescono a rendere indimenticabile una settimana all’insegna del romanticismo.

Questo piccolo comune italiano con scarsi 8.000 abitanti fa parte del Parco Nazionale del Gargano.

La sua fortunata posizione geografica le fa godere dei benefici effetti di un polmone verde di oltre 4mila ettari di rara bellezza, la Foresta Umbra, con la sua incredibile varietà di flora e fauna, i suoi sentieri e le aree sosta e pic-nic, meta ideale per famiglie che amano la natura.

Si tratta di una vera foresta che si affaccia sull’altra peculiarità che dona unicità alla zona, il mare.

Vico del Gargano è a buon diritto soprannominato il “paese dell’amore” potendo vantare come Santo Patrono proprio il protettore degli innamorati universalmente riconosciuto, San Valentino, patrono da 401 anni della cittadina garganica, da quando nel 1618 i vichesi lo sostituirono a San Norberto.

I giorni che precedono la festa raccontano di un paese in fermento, con una partecipazione popolare che diventa una competizione nell’allestimento di negozi, strade e vicoli.

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La Chiesa Matrice, le piazze, gli edifici del centro storico di origine medievale e le case “a pujedd” (a schiera con scala esterna) , vengono addobbati con gli agrumi del Gargano, in particolare con la varietà di arance e di limoni di Vico. Il limone “Femminello” della produzione del borgo è la più antica d’Italia.

In questo borgo antico San Valentino non è solo il protettore degli innamorati, ma anche degli aranceti che si estendono fino al centro abitato.

Ed è proprio per esaltare la qualità dei prodotti tipici locali e per destagionalizzare l’offerta turistica che ad affiancare l’evento di fede si è creato “Terrarancia”, una festa che diventa elemento identitario del borgo, impronta culturale a testimonianza della tradizione storica.

Un felice connubio che riesce ad intercettare non solo il turismo religioso.

Durante i quattro giorni della festa che ha per protagonisti gli agrumi locali, pasticceri e maestri cioccolatieri saranno lieti di intrattenere i turisti con le loro masterclass in cui proporranno ricette ispirate dal tema “Amore di Cioccolato”.

Terrarancia è anche mostra fotografica, l’arte espressa in tutte le sue forme si esprimerà negli scatti dell’artista vichese Matilde Di Pumpo, che con l’esposizione intitolata “Dolce Gargano” è riuscita a catturare e raccontare luci e colori della sua terra.

E poi spettacoli teatrali, interventi di Street Art, musica e visite guidate nei siti di interesse culturale. Nella villa comunale è stata allestita una pista di pattinaggio su ghiaccio.

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Per curiosi e turisti l’appuntamento è davanti al “Vicolo del Bacio” largo appena 50 centimetri e lungo 30 metri, che gli innamorati percorrono per scambiarsi effusioni d’amore.

Maria Cristina Negro

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