La riscoperta dello stile noir

Anna E. Pavani si racconta all’InternationalwebPost

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cms_18067/Foto0.jpgLa giovane e talentuosa scrittrice italiana, agli esordi con la Mondadori, ha travolto il pubblico con un thriller particolare e avvolgente per leggerezza di scrittura ed ambientazioni. “Voci nella nebbia”, in realtà, non è un semplice thriller, ma qualcosa di più che merita di essere ricercato all’interno del testo. In questo lungo viaggio, fatto di svariati colpi di scena, la detective Lisa dovrà affrontare i fantasmi del suo passato, che continuano a riflettere tutto il mal umore all’interno della sua vita.

Attraverso le righe dettate dalla scrittrice apprendiamo come sia difficile mettere a fuoco i propri ricordi, soprattutto se essi evidenziano pensieri tormentati della giovinezza. La stessa Pavani si lascia trasportare in quest’avventura ornata da mille sfaccettature.

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Lei è a suo esordio con la Mondadori, ma già scritto dei precedenti romanzi. In particolare nell’ultimo, “Voci nella nebbia”, cosa vuole trasmettere realmente al suo pubblico?

Voglio trasmettere innanzitutto una storia che appassioni, con una protagonista in cui immedesimarsi. Ecco, mi piace scavare oltre le apparenze. Descrivere la natura dei luoghi, l’ambientazione del Trentino, che però celano il pericolo, questa sorta di presenza sovrannaturale; la differenza tra quello che si vede e quello che c’è sotto. Questa cosa la si trasporta anche alle persone.

Che cosa vuol dire, per lei, scrivere romanzi thriller? Ci sono delle difficoltà particolari?

Sono nata come scrittrice d’avventura, ma effettivamente non si discosta molto dal genere di Voci nella nebbia; c’è l’elemento sovrannaturale, quelli della ricerca e del mistero. È una continua esplorazione, non solo all’esterno ma anche all’interno.

Entrando ancora di più nello specifico della sua ultima opera, lei mette in risalto un principio in particolare (che poi fa da filo conduttore per tutta la narrazione) ossia l’inspiegabile. Cosa vuol dire realmente?

Nel concetto di inspiegabilità rientrano tutti quegli eventi e sensazioni che non trovano risposte concrete e scientifiche, che però sappiamo esserci. Fatti per cui ci si chiede: “è reale o non è reale?”

Chi è la protagonista e che ruolo gioca in questa storia?

Lisa è una giovane donna particolare, poiché ha alle spalle un passato di mancanze affettive e di una guida familiare. Possiede pochi ricordi della sua infanzia; immagini che vengono a galla proprio durante l’indagine, per cui questa finisce per acquisire importanza anche per una riscoperta di sé stessa. Vuole capire cose le è successo, immergendosi nel passato, in una sorta di parallelismo.

cms_18067/foto_1.jpgQuanto di personale c’è in questo suo romanzo?

Anch’io, come Lisa, ho pochi ricordi della mia infanzia, sono una persona un po’ introversa e credo nell’inspiegabile. Anche per questo sono sensibile verso questo modo senza spiegazioni. Lisa in realtà è il mio contrario. Come ogni personaggio che nasce dentro di te, ha dei tratti simili ai tuoi ma altri che lo distingue fortemente. Ad esempio, Lisa è molto scettica e razionale, che si trova a disagio davanti qualcosa di strano.

Nel mondo complesso dell’editoria, che dà adito più al marketing che all’essenza delle opere pubblicate, lei cosa predilige?

Tendo molto ad ascoltare me stessa, il ché forse è visto come un difetto, in questo mondo protratto solo verso il marketing, appunto. Quando scrivo ho solo in mente la storia e i miei personaggi, il resto è un contorno.

Dopo questo romanzo, dove vuole arrivare? Quali sono i suoi obiettivi futuri?

In realtà non ne ho, cerco di seguire quello che provo senza pormi dei traguardi. Non programmo niente, le idee arrivano all’improvviso, come la sensazione di lavorarci su.

Cosa vuol dire per lei scrivere, quindi?

Per me è la vita. Rede concreto quello che ho dentro e mi permette di condividerlo; altre persone potranno leggerlo e viverlo. È un modo anche per conoscere mondi nuovi, perché un romanzo è una continua ricerca. Soprattutto è divertirsi, perché hai modo di gestire i tuoi personaggi e, a un certo punto, di scoprire dove loro ti condurranno, lungo la storia.

Giuseppe Capano

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