La solitudine in adolescenza

Una scritta disperata sul muro di un liceo…

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L’adolescenza è una fase critica per i nostri ragazzi, i quali spesso di ritrovano a vivere l’esclusione sociale alle peggiori condizioni. Finiscono per trovare la causa di questa condizione nel proprio fallimento personale, vivendo un turbine di emozioni negative.

Già da lungo tempo, gli sportelli di ascolto presenti nelle nostre scuole hanno messo in evidenza che “gli adolescenti con una storia di solitudine cronica sembrano rispondere alle situazioni sociali in modo tale da contribuire a perpetuare la loro condizione”. Si è dunque indagato su come la solitudine temporanea possa trasformarsi in solitudine cronica e su come sia necessario intervenire per evitare che ciò accada. La solitudine è influenzata dal grado di accettazione da parte dei coetanei, così come da qualità e vicinanza delle amicizie.

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È accaduto in un liceo di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, che un giovane studente, in un momento critico del suo vissuto, abbia lasciato una scritta dal tono cupo: There’s nowhere for me to be (letteralmente: “Per me non c’è nessun posto”). Messaggio che il dirigente scolastico non ha sottovalutato, ma che ha accolto come segnale comunicativo per gli altri. Il coinvolgimento dei tanti compagni ha permesso, utilizzando lo stesso espediente comunicativo, di far partire a raffica biglietti e post con frasi volte a manifestare la solidarietà e la disponibilità a prestare aiuto allo sconosciuto ragazzo. Questo è stato un esempio tangibile di come un ambiente inclusivo e sensibile possa accorgersi delle criticità delle persone che ne fanno parte.

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Oggi viviamo in contesti, familiari quanto scolastici, che incitano alla competitività più che alla condivisione, in cui si educa poco a vestire i panni degli altri e molto a cercare di primeggiare in ogni situazione. Così cresciamo adolescenti meno tolleranti, più competitivi dinanzi ad un compagno particolarmente timido e schivo. È rincuorante tuttavia sapere che far parte di una comunità significhi condivisione ed empatia: ciò conferisce un valore aggiunto ad istituzioni come la scuola, che cercano di fare del proprio bigliettino da visita una dimostrazione di cosa significhi accoglienza ed apertura di anima, di testa e di cuore.

Ester Lucchese

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