La spesa per la protezione sociale in Europa

La diversità delle politiche economiche di welfare contrasta con l’opinione che dipinge i paesi europei come caratterizzati da “euro-sclerosi”

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L’Eurostat calcola il valore della spesa in protezione sociale dei paesi europei intesa come percentuale del prodotto interno lordo. Secondo quando indicato dall’Eurostat, la spesa in protezione sociale si compone degli elementi indicati di seguito:

  • Malattia / prestazioni sanitarie - comprese le assenze per malattia retribuite, le cure mediche e la fornitura di prodotti farmaceutici;
  • Prestazioni di invalidità - comprese le pensioni di invalidità e la fornitura di beni e servizi (diversi dalle cure mediche) ai disabili;
  • Le prestazioni di vecchiaia - comprese le pensioni di vecchiaia e la fornitura di beni e servizi (diversi dalle cure mediche) agli anziani;
  • Benefici per i superstiti - inclusi il mantenimento del reddito e il supporto in relazione alla morte di un familiare, come le pensioni di reversibilità;
  • Benefici per la famiglia / l’infanzia - compreso il supporto (eccetto l’assistenza sanitaria) in relazione ai costi della gravidanza, del parto, della gravidanza e della cura di altri membri della famiglia;
  • Indennità di disoccupazione - comprese le indennità di disoccupazione totali o parziali e la formazione professionale finanziata da agenzie pubbliche;
  • Benefici per l’alloggio - compresi gli interventi delle autorità pubbliche per aiutare le famiglie a far fronte al costo degli alloggi;
  • Prestazioni di esclusione sociale non classificate altrove (ad es., Ecc.) - compresi il sostegno al reddito, la riabilitazione di alcolisti e tossicodipendenti e altre prestazioni varie (ad eccezione dell’assistenza sanitaria).

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I dati, relativi al 2016, possono essere predisposti nella forma del ranking. La Finlandia è al primo posto con un valore della spesa per la protezione sociale in percentuale del PIL pari ad un valore di 25,6% nel 2016, seguita da Francia con un valore pari a 24,4% e Danimarca con un valore pari a 23,4%. A metà classifica vi sono la Slovenia con un valore pari al 16,7% al quindicesimo posto, i Paesi Bassi al sedicesimo posto con un valore pari al 16,2% e il Regno Unito con un valore pari a 15,8%. Chiudono la classifica la Romania con un valore pari all’11,6%, la Lituania con un valore pari a 11,2% e l’Irlanda con un ammontare pari a 9,9%.

Di seguito si prende in considerazione l’ammontare della spesa in protezione sociale dell’Italia, della Francia e della Germania.

Italia. Il valore della spesa in protezione sociale italiana in percentuale del prodotto interno lordo italiano è cresciuto nel periodo tra il 2008 e il 2016 rimanendo compresa tra un valore minimo pari a 18,1% ed un valore massimo pari al 21,3%. Nel 2008 il valore della spesa in protezione sociale italiana in percentuale del PIL è stata pari ad un valore pari a 18,1%. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il valore della spesa in protezione sociale italiana come percentuale del PIL è passata da un valore pari a 18,1% fino ad un valore pari a 19,8% ovvero una crescita pari ad un valore di 1,7 unità ovvero pari ad una crescita del 9,4%. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 il valore della spesa in protezione sociale italiana come percentuale del PIL è passata da un valore pari a 19,8% fino ad un valore pari a 19,9% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,1 unità ovvero pari ad una crescita del 0,5%. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il valore della spesa in protezione sociale italiana come percentuale del PIL è passata da un valore pari a 19,9% fino ad un valore pari a 19,8% ovvero una riduzione pari ad un valore di -0,1 unità ovvero pari ad una riduzione del -0,5%. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore della spesa in protezione sociale italiana come percentuale del PIL è passata da un valore pari a 19,8% fino ad un valore pari a 20,5% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,7 unità ovvero pari ad una crescita del 3,5%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore della spesa in protezione sociale italiana come percentuale del PIL è passata da un valore pari a 20,5% fino ad un valore pari a 21,00% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,5 unità ovvero pari ad una crescita del 2,4%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore della spesa in protezione sociale italiana come percentuale del PIL è passata da un valore pari a 21,0% fino ad un valore pari a 21,20% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,2 unità ovvero pari ad una crescita dell’1,00%. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore della spesa in protezione sociale italiana come percentuale del PIL è passata da un valore pari a 21,2% fino ad un valore pari a 21,3% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,1 unità ovvero pari ad una crescita dello 0,5%. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il valore della spesa in protezione sociale italiana come percentuale del PIL è passata da un valore pari a 21,3% fino ad un valore pari a 21,1% ovvero una riduzione pari ad un valore di -0,2 unità ovvero pari ad una riduzione del -0,9%.

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Francia. Il valore della spesa in protezione sociale in Francia come percentuale del prodotto interno lordo francese è cresciuta nel periodo tra il 2008 e il 2016 per quanto sia rimasta all’interno di un range compreso tra un minimo di 21,8% fino ad un massimo di 24,5%. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 la spesa per la protezione sociale francese espressa in percentuale del prodotto interno lordo francese è passata da un valore pari a 21,8% fino ad un valore pari a 23,7% ovvero una crescita pari ad un valore di 1,9 unità equivalente ad una crescita dell’8,72%. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 il valore della spesa in protezione sociale francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passata da un valore pari a 23,7% fino ad un valore pari a 23,6% ovvero una riduzione pari a -0,1 unità equivalente ad un valore di -0,42%. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il valore della spesa in protezione sociale francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passata da un valore pari a 23,6% fino ad un valore pari a 23,7% ovvero una variazione pari a 0,1 unità equivalente ad un valore di 0,42%. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore della spesa in protezione sociale francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passata da un valore pari a 23,7% fino ad un valore pari a 24,2% ovvero una variazione pari a 0,5 unità equivalente ad un valore di 2,11%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore della spesa in protezione sociale francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passata da un valore pari a 24,2% fino ad un valore pari a 24,5% ovvero una variazione pari a 0,3 unità equivalente ad un valore di 1,24%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore della spesa in protezione sociale francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è rimasta costante ad un valore pari a 24,5%. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore della spesa in protezione sociale francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è passata da un valore pari a 24,5% fino ad un valore pari a 24,4% ovvero una variazione pari a -0,1 unità equivalente ad un valore di -0,41%. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il valore della spesa in protezione sociale francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è rimasta costante ad un valore pari a 24,4%. Nel passaggio tra il 2008 e il 2016 in complesso il valore della spesa per la protezione sociale francese come percentuale del prodotto interno lordo francese è cresciuta di un valore pari a 2,60 unità ovvero pari ad un valore di 11,93%.

Germania. Il valore dalla spesa per la protezione sociale tedesca espressa come percentuale del prodotto interno lordo tedesco ha avuto un andamento altalenante nel periodo compreso tra il 2008 e il 2016 anche se la variazione è avvenuta nell’interno di un range compreso tra il 18,6% ed il 20,6%. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il valore della spesa per la protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è cresciuto da un valore pari a 18,6% fino ad un valore pari a 20,6% ovvero una crescita pari ad un valore di 2 unità equivalente ad un valore pari a 10,75%. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 il valore della spesa per la protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è diminuito da un valore pari a 20,6% fino ad un valore pari a 19,9% ovvero una riduzione pari ad un valore di -0,7 unità equivalente ad un valore pari a -3,39%. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il valore della spesa per la protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è diminuito da un valore pari a 19,9% fino ad un valore pari a 18,8% ovvero una riduzione pari ad un valore di -1,1 unità pari ad una riduzione di -5,5%. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore della spesa per la protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è rimasto costante ad un valore pari a 18,8%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore della spesa per la protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è cresciuto da un valore pari a 18,8% fino ad un valore pari a 18,9% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,1 unità pari ad una crescita di 0,5%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore della spesa per la protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è passato da un valore pari a 18,9% fino ad un valore pari a 18,8% ovvero una riduzione pari ad un valore di -0,1 unità pari ad una riduzione di -0,5%. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore della spesa per la protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è cresciuto da un valore pari a 18,8% fino ad un valore pari a 19,0% ovvero una cresciuta pari ad un valore di 0,2 unità pari all’1,06%. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il valore della spesa per la protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è cresciuto da un valore pari a 19,0% fino ad un valore pari a 19,3% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,3 unità pari all’1,57%. Complessivamente nel periodo considerato il valore della spesa in protezione sociale tedesca come percentuale del prodotto interno lordo tedesco è cresciuto di un valore pari a 0,70 unità ovvero equivalente ad un valore pari a 3,76%.

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Conclusioni. Il valore della spesa per la protezione sociale viene calcolata come percentuale del prodotto interno lordo. Pertanto occorre considerare che effettivamente essa aumenta e diminuisce, a parità di condizioni, in relazione inversa rispetto all’andamento del prodotto interno lordo. Tuttavia è chiaro che nell’interno dell’Unione Europea vi sono Paesi i quali prestano una particolare attenzione alla dimensione sociale - come per esempio Finlandia, Francia e Danimarca - e Paesi i quali, al contrario, risultano essere abbastanza indifferenti rispetto alla condizione della popolazione, come la Romania, la Lituania e l’Irlanda. Tuttavia occorre considerare che la voce in oggetto non esaurisce il complesso delle spese che vengono realizzate nell’interno degli Stati con riferimento alla dimensione sociale, la quale dovrebbe a ben vedere anche essere comprensiva delle spese delle charities, del terzo settore e delle varie associazioni, anche a carattere confessionale e religioso, che intervengono a sostegno della popolazione. Inoltre occorre anche considerare la solidarietà della popolazione, la quale risulta essere rilevante soprattutto nelle relazioni di prossimità.

Angelo Leogrande

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