La trasposizione cinematografica è sempre fedele alla realtà storica che racconta?

La_trasposizione_cinematografica.jpg

Spesso dopo la visione di un bel kolossal ispirato a fatti d’epoca ci chiediamo quanto le imprese riportate corrispondano fedelmente ai fatti narrati.

Quali realtà il regista ha dovuto smussare per rendere cinematografica la storia? Quali sono gli accorgimenti che ha dovuto sfruttare per rispondenze di narrazione?

Quando ci orientiamo verso la visione di tali generi, dovremmo farlo con approccio piuttosto critico, tenendo ben presente che, molto spesso, la chiave interpretativa del regista può essere condizionata da scelte sceniche più funzionali al racconto.

Le scene di guerra sono quelle che richiedono più dedizione, più impiego di mezzi e materiale bellico, e grande abilità nel riambientare scene epiche, ecco il motivo per il quale negli anni sono stati girati film di storia in grande quantità ma pochi sono i capolavori di cui si conserva memoria.

Girare scene di avvenimenti legati alle guerre mondiali spesso ha fatto incorrere in errori o perlomeno in inesattezze, che spesso sfuggono all’occhio attento ma che si ritrovano accostando diverse versioni dello stesso racconto storico.

A cominciare dai mezzi cinematografici disponibili, realizzare un kolossal storico richiede un notevole studio che riguarda tanti aspetti. Quanto più gli elementi che entrano nella lavorazione di un film saranno fedeli a quelli originali, tanto più il risultato finale della pellicola sarà credibile.

Può capitare, per esempio, di assistere a scene che raccontano la Grande Guerra, girate con l’utilizzo di aerei e mezzi che rasentano la veridicità degli originali in uso all’aviazione statunitense durante il conflitto. Spesso i rumori delle armi non riproducono quelli realmente uditi in campo di guerra e l’ambientazione di alcune scene cambia, spostando l’attenzione dal fatto storico, al solo fine di catturare l’attenzione e di colpire lo spettatore.

cms_11440/2.jpg

Tra gli ultimi grandi lavori riguardanti il tema dei conflitti, la recente uscita di C. Nolan “Dunkirk”, grande opera cinematografica candidata agli Oscar, è un’interpretazione moderna che risalta la spettacolarizzazione delle inquadrature. E’ un trionfo di avvicendamenti portati sullo schermo con tale cura e sapienza da procurargli grandi elogi da parte della critica. Alcune scene sono state ambientate in luoghi non esattamente rispondenti alla realtà; le scene degli sbarchi sulle spiagge di Dunkirk, sono in realtà avvenuti, come meglio evidenziato nella meno recente fatica di Leslie Norman che porta lo stesso titolo, sulle spiagge dell’East Sussex.

La miglior riuscita sul grande schermo della versione recente paga quindi il prezzo di una rivisitazione dei fatti narrati: se spostassimo la questione sulle vicende personali di magliai di eroi morti in difesa della loro patria, probabilmente sarebbe sufficiente una produzione meno spettacolare ma sicuramente più vicina alla tragedia di intere generazioni.

Vincenzo Caldarola

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su