Le “Troiane” in scena al Teatro Greco di Siracusa

Nella suggestiva e realistica scenografia di alberi morti della Carnia

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Dalla foresta di alberi morti, escono in scena le Troiane, donne vittime della guerra, impavide e immense. Lo spettacolo, rimasto fedele ai canoni della tragedia di Euripide del 415 a.c., della regista francese Muriel Mayette-Holtz, andrà in scena in occasione del 55esimo ciclo di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. A far parte della scenografia, dal forte impatto visivo ed emotivo, essenziale nella sua tragica evidenza, sono ottanta tronchi di alberi morti in seguito alla forte tempesta dello scorso 30 ottobre, che ha causato la distruzione di quaranta mila ettari di foreste nel Nord Italia. La Natura distrutta dalla stessa Natura, è messa a confronto con la devastazione causata dall’inutilità della guerra provocata dall’uomo e l’inevitabile conseguente rinascita simboleggiata dagli abeti rossi del Friuli Venezia Giulia, abbattuti dalla tempesta “Vaia”. A quegli alberi si è data una seconda vita, barlume di speranza fra le brutalità seminate dalla guerra, perché il teatro, alla fine, è anche occasione di riflessione.

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E non solo, quegli alberi nudi, che svettano verso il cielo, suscitano una profonda riflessione sulle conseguenze, sul piano ambientale, delle devastazioni causate dall’uomo, dalla leggerezza (o spesso, nonostante la sua consapevolezza) con cui affronta gli SOS che la Natura gli manda, a cui spesso rimane sordo, senza porvi rimedio. Lo spettacolo, nell’atmosfera magica del teatro siciliano, andrà in scena fino al 23 giugno, con il progetto scenico dal forte potere comunicativo ad opera dell’architetto ed urbanista milanese Stefano Boeri. A fine stagione i tronchi saranno immessi nel processo produttivo del legno. Protagonisti della rappresentazione sono: Maddalena Crippa nei panni di Ecuba, Viola Graziosi è Elena, Andromaca, invece, è Elena Arvigo, Graziano Piazza è re Menealo e il piccolo Riccardo Scalia è Astianatte. Con la straordinaria partecipazione di Paolo Rossi nel ruolo dell’araldo Taltibio. Le suggestive scenografie sono di Stefano Boeri. Le musiche di Cyril Giroux.

Nicòl De Giosa

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